Roma, Monchi: "Vendere non è un male. E sull'allenatore decido io"

Su Sport Illustrated il direttore sportivo giallorosso fa chiarezza sulle gerarchie nel club: "Lavoriamo per trovare una sostenibilità economica, il rapporto con Pallotta è ottimo".

Monchi, direttore sportivo della Roma dall'estate 2017: ha detto la sua su mercato e Di Francesco Getty Images

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L'avvio di stagione per la Roma 2018/2019 non è stato dei più semplici: quattro punti in tre partite di campionato, cinque reti al passivo e la cessione di Strootman al Marsiglia a mercato in entrata già chiuso, che di fatto ha cambiato fisionomia in corsa al centrocampo di Eusebio Di Francesco. A parare le critiche ci ha pensato il direttore sportivo giallorosso Monchi ai microfoni di Sports Illustrated.

L'intervista al dirigente spagnolo è in realtà precedente alla prima sconfitta in Serie A dei giallorossi, datata venerdì 31 agosto sul campo del Milan. Il podcast con le parole rilasciate nel corso della rubrica "Planet Futbol", risale infatti al giorno prima, giovedì 30 agosto. Monchi ha raccontato la sua metodologia di lavoro con il club, sottolineando più volte come a 16 mesi di distanza sia convinto che quella di Roma sia stata la scelta giusta per la sua carriera.

Nell'estate 2017 Monchi ha lasciato Siviglia dopo 29 anni vissuti con il club tra campo e poltrona, conquistando da dirigente 5 coppe Uefa, 2 coppe del Re, 1 Supercoppa di Spagna e 1 Supercoppa d'Europa. Una bacheca alla quale il direttore sportivo aveva unito la capacità di saper scegliere calciatori praticamente sconosciuti tirandone fuori il massimo potenziale dal punto di vista sportivo ed economico. Una missione affidatagli anche nella Capitale, dove gli arrivi di profili come quelli di Kluivert e Under sono da interpretare in quella direzione. Un ruolo circoscritto dallo stesso Monchi:

Non è semplice descrivere il mio lavoro. Mi occupo di tutto ciò che riguardi la pianificazione sportiva della Roma, da chi sia l’allenatore, alla filosofia del club, comprare e vendere giocatori. Ho pensato che la Roma tra i tanti club che mi hanno cercato quello che mi offrisse la possibilità di essere me stesso: dopo 16 mesi posso dire che è stata la scelta giusta.

Roma, Monchi in tribuna con Francesco TottiGetty Images
Roma, il ds Monchi in tribuna con Francesco Totti

Roma, Monchi sul mercato: "Vendere non è un male"

La carriera di Monchi nei panni di direttore sportivo ha rappresentato un riferimento da seguire per molti colleghi: tante idee, discreta attitudine alla vittoria e bonus economici garantiti per il club che si assicurasse le prestazioni del dirigente spagnolo. Il 50enne andaluso ha spiegato perché il ruolo del ds è cresciuto nel calcio europeo:

Io individuo tre modelli: quello presidenziale, quello inglese che ruota attorno alla figura dell’allenatore e quello misto, dove presidente, allenatore e direttore sportivo coesistono. Secondo me il più bilanciato è l’ultimo. Nella Roma c’è un presidente, un direttore generale, un amministratore delegato. Il mio capo è Pallotta, ma ho la fortuna di lavorare in autonomia.

Carta bianca da parte del club: una necessità che Monchi ha sottolineato sin dai suoi primi passi a Roma e che il club gli ha immediatamente garantito. Anche quando si è trattato di prendere decisioni importanti come l'addio di Strootman o la rinuncia a Malcom, brasiliano promesso ai giallorossi dal Bordeaux e poi passato al Barcellona:

Per Malcom non penso che avremmo potuto fare di più, il giocatore era pronto a salire sull’aereo per Roma. Noi lavoriamo per la sostenibilità economica del club: siamo sulla buona strada, ma non significa che non venderemo nel futuro perché vendere non è un male. Il Barcellona ha venduto Neymar, il Real Madrid Ronaldo, la Juventus Pogba e Higuain. 

Tanta fiducia, altrettanti oneri. La capacità di gestione della piazza dimostrata da Monchi a Siviglia sta tornando utile nei momenti più complicati a Roma. La posizione di mister Eusebio Di Francesco è nel mirino di una parte della tifoseria, insoddisfatta dall'atteggiamento della squadra contro Atalanta e Milan nella seconda e terza giornata di Serie A. Sul rapporto tra ds e allenatori, Monchi non ha dubbi e indica la strada per presente e futuro:

Assumere e esonerare gli allenatori è una mia competenza perché dalle decisioni dell’allenatore dipende il progetto sportivo.

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