Libri & Pallone: le recensioni di questo mese

Nella nostra rubrica letteraria questo mese vi proponiamo "Dublino 90", "Euzkadi - La Nazionale della libertà", "L'amore e il calcio ai tempi di Holly e Benji" e "L'attimo vincente".

Copertine di Dublino 90, Euzkadi, L'amore e il calcio ai tempi di Holly e Benji e L'attimo vincente -

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Bentornati a Libri & Pallone, la nostra rubrica sulla letteratura sportiva che questo mese ospita ben quattro opere molto diverse tra loro,  uniche e meritevoli di una segnalazione, libri che parlano di calcio senza che questo sia l'ingrediente principale ma anzi, quasi un preteso per parlare di ben altro.

Scopriremo così il senso dell'amicizia e forse persino della vita in un visionario campionato irlandese; la storia di una squadra unita da un'ideale di libertà e giustizia più forte di ogni ostacolo; quanto può essere amara la fine dell'età delle illusioni; come lo sport e i suoi protagonisti siano entrati nella storia dell'uomo, a volte persino modificandola.

Libri & Pallone: le recensioni di settembre 2018

Garrincha in azioneGetty Images
Il leggendario "Mané" Garrincha in azione: considerato uno dei più forti calciatori nella storia, è uno dei protagonisti della raccolta di storie "L'attimo vincente" di Davide Grassi.

Dublino 90

L'ex-calciatore Ted Sullivan, squalificato a vita per aver venduto una partita e da tempo dedito all'alcool, viene contattato dal suo vecchio allenatore Bob McDermott, manager dei Ramblers che per motivi tecnici ed economici stanno vivendo una stagione da incubo. Ottenuta la grazia con la federcalcio, Sullivan dovrà rimettersi in forma e cercare di salvare la barca che sta affondando, prodigandosi in campo e soprattutto al di fuori di esso in una serie di incredibili avventure in compagnia del vecchio manager. Riuscirà nell'impresa?

Francesco Scarrone, al suo secondo libro, è autore per teatro e cinema e la cosa è evidente fin dalle prime pagine di un libro davvero unico, che propone un visionario e alternativo campionato irlandese popolato da personaggi di tutti i tipi, per la maggior parte esagerati e persino grotteschi. La storia, narrata in prima persona dal protagonista Ted Sullivan, scorre rapidamente grazie a dialoghi serrati e molto colorati alternati a episodi tragicomici e riflessioni del protagonista, chiamato a salvare non soltanto la sua vecchia squadra ma soprattutto se stesso.

Mi mancavano da morire: per dieci anni erano stati la mia vita e la mia famiglia, come avrebbero potuto non mancarmi? Certo che mi mancavano! Però, diamine, era la più scalcinata e mal assortita famiglia che uno, come dire...Insomma, il fatto è che in Inghilterra, in Italia, o perfino in Spagna, i giocatori sono dei manichini intercambiabili, collezionisti di bambolone e con un ego sovradimensionato. Sanno fare più o meno tutti le stesse cose, hanno, più o meno, tutti le stesse caratteristiche. Il bello di giocare nell'Irish League è proprio che puoi trovarti davanti di tutto. Non sai mai cosa aspettarti. Zoppi, ciechi, obesi, matti, vecchi, geni, transessuali. Non puoi mai sapere contro chi giocherai la domenica successiva.

di Francesco Scarrone
(Rogas Edizioni, 2017)
336 pagine - 18,90 €

Copertina di "Dublino 90" di Francesco Scarrone-

Euzkadi - La Nazionale della libertà

Negli anni della guerra civile spagnola, mentre l'esercito di Franco conquista una dopo l'altra tutte le province della Spagna, nei Paesi Baschi prende vita una selezione di calciatori e uomini straordinari. L'obiettivo di questa squadra, formata da campioni nel pieno della carriera la cui maggioranza, pochi anni prima, difendeva i colori della Nazionale ai Mondiali italiani del 1934, è quello di sensibilizzare la causa di chi lotta contro il fascismo ormai sempre più vicino al controllo del Paese con una tournée che quasi immediatamente, con la vittoria dei golpisti, si trasformerà in un'Odissea senza ritorno che porterà i protagonisti lontani da quella che, nonostante tutto, resterà per sempre casa loro.

L'incredibile avventura di Euzkadi, la selezione basca che non si arrese al fascismo finendo per diventare un simbolo di indipendenza e lotta, viene raccontata dall'autore Edoardo Molinelli con incredibile dovizia di particolari, frutto di una ricerca tutt'altro che facile che lo ha portato a ricostruire nei dettagli una storia straordinaria e spesso colpevolmente dimenticata. Dalla Francia alla Russia, da Cuba al Messico - dove Euzkadi si iscriverà addirittura al campionato locale - l'avventura di questi autentici campioni è interessante e ricca di colpi di scena e viene raccontata con enorme dovizia di particolari. Un'opera che piacerà agli amanti del calcio e agli storici e che rende giustizia a una squadra unica e irripetibile.

È nel clima di euforia che precede la prima, storica, partita in Russia, che arriva la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: Bilbao è caduta. Il Cinturón de Hierro tanto celebrato dalla propaganda repubblicana non è servito ad arrestare gli insorti. (...) Come avevano già fatto in precedenza, i giocatori ancora una volta non vengono meno al patto stretto con loro stessi prima ancora che con i propri governanti. Divisi tra l'angoscia di sapere i propri cari e la propria terra alla mercé dei nazionalisti e la consapevolezza di dover proseguire anche per loro - nonché per gli orfani, le vedove, gli sfollati e i feriti - gli uomini di Vallana scendono in campo il 24 giugno contro il Lokomotiv.

di Edoardo Molinelli
(Hellnation Libri, 2016)
265 pagine - 18 €

Copertina di "Euzkadi - La Nazionale della libertà" di Edoardo Molinelli-

L'amore e il calcio ai tempi di Holly e Benji

Quando non erano nient'altro che due ragazzini pieni di sogni che inseguivano un pallone, Giosué e Antonello erano migliori amici e immaginavano un futuro in cui avrebbero calcato insieme, fianco a fianco, i più prestigiosi campi del mondo. Ma crescere non è mai facile e maturare non è scontato: Antonello arriverà in Serie A, obiettivo fallito invece dal ben più dotato Giosué, il quale si trova a vivere una vita fatta di rimpianti e frustrazione nei confronti dell'amico. Una situazione che, inevitabilmente, finirà con diventare esplosiva.

Sorprendente opera prima di Andrea Chiodi, scrittore biellese con un passato nel ciclismo che racconta una storia dove il calcio, per quanto presente, è una presenza che funge soltanto da sfondo a una storia sull'amicizia, il disincanto, i sogni spezzati e la difficoltà di rifarsi una vita per chi, magari anche solo per un attimo, ha sentito di avere il mondo ai propri piedi. Partendo dall'infanzia, l'opera racconta successivamente gli anni della maturità e della disillusione, adattando il linguaggio al contesto in modo sorprendente. Una chicca da recuperare assolutamente.

Antonello era il mio migliore amico e per certi versi lo è anche ora. Lui è l'amico che tutti vorrebbero avere; forse in passato lo sono stato anche io per lui, ma ora certamente no. Quando sei un bambino, hai un concetto particolare di amicizia; poi, con il passare degli anni, quel sentimento assume un altro significato, e almeno per quanto mi riguarda dubiti che possa esistere veramente. Per esempio, io non sono amico di nessuno, non sono mai stato in grado di gioire per il successo di qualcuno all'infuori di me e in vita mia non ho mai aiutato una sola persona. Non sono stato neanche un buon compagno di sbronze. Ho pagato a caro prezzo l'unico autentico gesto di amicizia che ho compiuto nella mia vita e posso dire che non ne è valsa la pena.

di Andrea Chiodi
(NulloDie Edizioni, 2014)
175 pagine - 18 €

Copertina di "L'amore e il calcio ai tempi di Holly e Benji" di Andrea Chiodi-

L'attimo vincente - Quando lo sport diventa leggenda

Che sport, storia e società abbiano un legame imprescindibile è innegabile: molto spesso le imprese sportive riecheggiano anche nel mondo, si intrecciano con la politica, entrano nell'immaginario collettivo permettendo ai protagonisti di entrare nel mito e nella leggenda. Nomi come Tazio Nuvolari, Matthias Sindelar, Muhammad Alì, Emil Zatopek e molti altri che vengono raccontati da Davide Grassi attraverso una serie di numerosi racconti che sembrano istantanee e che, seguendo l'ordine del tempo, permettono al lettore di rivivere momenti indimenticabili di sport.

Quando si procede a una raccolta di storie il rischio più frequente è quello che in mancanza di un filo conduttore l'opera risulti un'accozzaglia di racconti fini a se stessi. Non è questo il caso de "L'attimo vincente", che vede la presenza di personaggi e episodi diversissimi tra loro ma uniti da quel filo comune rappresentato dal mito e dalla leggenda, uomini e imprese che l'autore ha il pregio di tratteggiare senza perdersi in fronzoli inutili ma spesso centrando in poche battute quel momento particolare, quell'attimo vincente, appunto, che li ha resi immortali.

Magari per un attimo Senna pensa anche a quella coppia di giovani sposi che, la sera prima, lo aveva riconosciuto in albergo. Click, foto ricordo e via in camera. "Chissà, un giorno mi sposerò anch'io", pensa. O forse no, è concentrato sulla gara, Ayrton. È teso. Vuole vincere. Non sapremo mai cosa gli è passato per la testa in quei momenti. L'unica certezza è che sta per cominciare l'ultima corsa della sua vita. Semaforo rosso. Acceleratore. Semaforo rosso. Acceleratore. Semaforo verde. Via! Corre Ayrton veloce, sempre più veloce, verso il suo destino. Si presenta alla curva del Tamburello. "Cosa fai? Sterza, Ayrton, sterza! Dove vai, Ayrton? Dove vai?". La vita di Senna finisce contro un muretto dell'autodromo di Imola, a 210 chilometri l'ora. A poca distanza da un cartellone pubblicitario con scritto "I Campionissimi".

di Davide Grassi
(Edizioni della Sera!, 2017)
233 pagine - 15 €

Copertina di "L'attimo vincente" di Davide Grassi-

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