Fenati, cosa combini? La follia di Misano, i precedenti, le reazioni

Romano Fenati è stato punito con una bandiera nera e due giornate di squalifica. La condanna del paddock e le "giustificazioni" del suo team.

Romano Fenati pilota Moto2 Getty Images

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Quando si ha tra le mani la manopola dell'acceleratore, quando al di là della visiera del casco l'asfalto viene focalizzato in "stile videogame" per via della velocità, quando si viaggia a oltre 250 km/h e in gioco ci sono l'onore, i contratti, le aspettative, gli sponsor. A quel punto diventa difficile controllare l'adrenalina, quel brivido incontenibile che dalla testa sbalza fino alla punta dei piedi e rischia di prendere il controllo della mente e del corpo. Le corse in moto sono uno sport individuale, dove agli spettatori appare l'obbligatorio rapporto diplomatico, ma sotto la cenere cova una vera sfida personale. D'altronde gli eventi degli ultimi anni tra Marc Marquez e Valentino Rossi sono un esempio lampante.

A Misano Romano Fenati ha perso il self control, dopo una bagarre con Stefano Manzi i nervi sono saltati, il cavallo bianco (per dirla alla Dovizioso...) è fuggito tra i meandri dell'incoscio, il cavallo nero è diventato padrone momentaneo del terreno, spingendo il pilota di Ascoli Piceno ad allungare la sua mano sinistra verso la leva del freno di Stefano Manzi mentre erano in rettilineo, dimenticando quanto potesse essere pericoloso quel gesto dettato dalla folle irrazionalità.

Non ha giustificazioni il comportamento dell'alfiere del team Marinelli Snipers e in un certo senso la Race Direction ha voluto graziarlo. Bandiera nera nel GP di Misano, oltre a dover saltare le due prossime gare ad Aragon e in Thailandia. L'ironia della sorte vuole che dalla prossima stagione Romano Fenati condividerà il medesimo box con Stefano Manzi nel team Forward di Giovanni Cuzari. Ma a lasciar riflettere è il fatto che non sia il primo episodio dubbio in cui l'ex pilota della VR46 Riders Academy è rimasto coinvolto. Valentino Rossi dopo il GP di Misano ha commentato sul suo ex pupillo: "Noi in passato abbiamo puntato molto su di lui, ma non siamo riusciti a gestirlo. È stata una sconfitta".

I precedenti di Romano Fenati

Romani Fenati, classe 1996, entra a far parte dello Sky Racing Team VR46 nel 2014 e il rapporto con la squadra del Dottore comincia subito a gonfie vele con 4 vittorie e 2 podi che valgono un quinto posto finale nel campionato di Moto3. L'anno dopo è più costante, riesce a chiudere la stagione al 4° posto e a prospettare un 2016 in edizione trampolino di lancio. Ma a metà Mondiale arriva il comunicato che dichiara la sua espulsione dal team. Le incomprensioni tra il pilota e la squadra si trascinavano da tempo, fino a quando una furibonda lite con Alessio Salucci non ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Romano non voleva condividere il tecnico delle sospensioni con Nicolò Bulega, sua mamma reclamava obblighi contrattuali non mantenuti, da qui il divorzio.

Il pilota marchigiano aveva dato prova del suo carattere ribelle già nel 2015 a Rio Hondo. Durante la sessione del warm up, in seguito ad un diverbio con il pilota finlandese Niklas Ajo, ha sferrato un calcio all'avversario quando ancora erano in pista. La bagarre antisportiva è andata avanti per qualche curva, fino a quando si sono fermati per provare la partenza e Romano Fenati ha addirittura spento la moto di Ajo. Un comportamento cne non poteva restare impunito e costatogli tre punti di penalizzazione e la partenza dall'ultima fila dello schieramento in griglia.

Infine nel GP d'Austria 2017, durante le prove di partenze seguenti alle qualifiche, ha acceso un infuocato diverbio con Fabio Di Giannantonio. Fenati non ha apprezzato qualche manovra del suo collega che lo ha rallentato nel giro buono e non ha resistito a sorvolare, con tanto di manata senza conseguenze "penali".

La difesa del team e le accuse a Romano Fenati

Quanto successo a Misano ha sconvolto l'ambiente del paddock. Il manager del team pesarese, Stefano Bedon, l'ha definito "fallo di reazione", rimarcando i buoni rapporti tra i due piloti e le rispettive squadre. Sui social un comunicato ufficiale che difende (in parte) il folle gesto.

D’accordo. È imperdonabile. Un fallo da reazione grave, in mondovisione. Chiaro che, se è stato punito anche Manzi, un motivo ci sarà ma non è questa una giustificazione. Il team si dissocia da quanto espresso oggi dal suo pilota Moto2 e si scusa con il mondo dello sport per il pessimo esempio, con gli sponsor per l’immagine data, con i tifosi tutti per la delusione. A chi ci chiede che decisioni prenderemo, rispondiamo che non si devono mai prendere a caldo per subirne le conseguenze dopo. Intanto prendiamo atto della squalifica, per due gare, del nostro rider. Noi l’abbiamo controfirmata immediatamente. Ringraziamo la Direzione gara per il tatto e la professionalità con la quale ha affrontato la situazione. Ringraziamo il team Forward per come ha collaborato con noi per spegnere l’incendio e riportare quanto prima la serenità.

Stefano Manzi a sua volta è stato punito con la retrocessione di sei posizioni in griglia ad Aragon per "guida irresponsabile" nel corso del giro precedente all'episodio. I due si sono incontrati in Direzione Gara ma senza scambiarsi neppure una parola. Cul Crutchlow, pilota LCR Honda, però non ha dubbi sulle responsabilità.

Secondo me, sono troppo diplomatici, non dovrebbe mai più guidare una moto. La sua squadra avrebbe dovuto buttarlo fuori dalla porta. Non puoi fare questo a un altro pilota. Rischiamo le nostre vite già abbastanza spesso. Non puoi toccare la sua leva del freno. Certo, si sono toccati. Ma succede sempre. Ho visto che Manzi voleva sorpassare, doveva andare lontano, Fenati è tornato dentro e così è successo si sono toccati. È solo una corsa. Tirare la leva del freno di un avversario sui rettilinei, dovrebbe prevedere un'espulsione immediata.

Il commento di Andrea Dovizioso non può essere che di condanna nei confronti del pilota marchigiano.

Penso che quello che ha fatto Fenati sia stato molto brutto. Ecco perché era normale che gli venisse mostrata la bandiera nera. È sicuramente successo qualcosa prima. Dobbiamo sapere cosa è successo esattamente a Manzi prima. Ma non importa cosa sia successo, non puoi farlo.

Sulla stessa lunghezza il pilota KTM Pol Espargarò che si augura di non assistere mai più ad un episodio del genere.

Questo è qualcosa che speriamo di non rivedere mai più nelle corse. Mi vergogno a pensare che qualcuno guarda le gare in TV e vede un pilota professionista fare qualcosa del genere. Voglio dire, puoi essere frustrato, puoi essere molto arrabbiato, ma questo è qualcosa che i piloti non possono mai fare.

Manzi: "Poteva ammazzarmi, con me ha chiuso". Fenati: "Considerate il momento"

Dell'accaduto hanno parlato ovviamente anche i due protagonisti. Queste del grande accusato, Romano Fenati:

Ho sbagliato, ma dovete considerare il momento, il contesto in cui l'episodio è accaduto. Prima io e Manzi ci siamo toccati e lui mi ha portato fuori pista. So che non è una giustificazione, ma non va bene quando certi piloti corrono senza preoccuparsi degli altri e rovinano le gare altrui. La mia reazione non è stata una bella mossa, è stato un gesto pericoloso sia per me che per lui. Non ci sono scuse, ma cercate di capirmi

Questa la replica di Manzi:

Tutto è iniziato con un primo contatto tra me e Romano al Carro, si vede dalle immagini che lui commette un errore e va largo. Io mi sono infilato all'interno, ci siamo toccati e poi siamo finiti entrambi sull'erba. La gara è ripresa, poi alla Curva 4 lui è arrivato ancora largo, io ho mantenuto la mia traiettoria ma mi si è chiuso l'anteriore e sono finito largo anche io. Non c'è stato nessun contatto, per questo la penalizzazione di sei posizioni che dovrò scontare ad Aragon non mi sembra corretta. Per quanto riguarda quello che è successo sul rettilineo, lui con la mano sinistra ha tirato la mia leva del freno anteriore. Andavo a 217 chilometri orari, mi ha toccato con una pressione sulla leva di 20 bar, oltre il doppio rispetto a quella media espressa a Misano. Ho capito subito cosa volesse fare quando mi ha affiancato, non so come io abbia fatto a restare in piedi. Già è difficile perdonare una sportellata, figuriamoci quando un avversario prova ad ammazzare un rivale ad oltre 200 all'ora tirandogli la leva del freno. Lo considero un gesto imperdonabile, pericoloso, antisportivo. Con Romano ho chiuso. Non doveva nemmeno arrivare a pensare una cosa simile, ha messo a rischio anche la vita degli altri piloti

La mamma di Fenati: "Mio figlio minacciato di morte"

All'indomani del GP di Misano ha parlato anche la madre di Fenati a Il Resto del Carlino:

Mio figlio è stato provocato ed è caduto nella trappola. La cosa triste è che siano arrivate minacce di morte, anche da chi si comporta peggio di lui. Qualcuno ha scritto addirittura delle offese alla sua ragazza. Lui è un ragazzo molto buono. Manzi ha provato più volte a buttarlo giù e questa cosa mi è dispiaciuta molto, visto che i due ragazzi saranno compagni di squadra nella prossima stagione. Il gesto è sbagliato, devo ammetterlo, credo che in quel momento Romano avesse tanta adrenalina in corpo e tutti conosciamo il suo caratterino. In ogni caso chi critica questo ragazzo non sa che alle sue spalle c'è una famiglia e che lui è un bravo ragazzo

La MV Agusta "licenzia" 

Il 27 agosto scorso Romano Fenati ha firmato un contratto con il Team Forward che sarebbe dovuto entrare in vigore il prossimo anno. Sì, sarebbe, perché ad oggi la sua avventura in MV Agusta non sembra destinata a cominciare. Il patron Giovanni Castiglioni su Instagram ha "urlato":

È stata la cosa peggiore che abbia mai visto. Farò di tutto per non farlo correre sulla MV Agusta in Moto2 perché non rappresenta i veri valori della nostra azienda. La Dorna dovrebbe squalificarlo a vita da tutte le corse. I veri sportivi non si comporterebbero mai in questo modo

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