Da Ronaldo a Zokora, le 10 vendette più famose della storia del calcio

Da Van Nistelrooy a Zokora, passando per Adebayor e Ibrahimovic. Quando il fair play lascia spazio alla rivalsa per le offese subite.

Emre Belozoglu Didier Zokora Fanatik.tr

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Il rispetto dell'avversario e il comportamento esemplare sono alla base dell'immagine di un atleta. Il calcio non fa eccezione, anzi è tra gli sport che attira il maggior numero di spettatori e, di conseguenza, dovrebbe restituire una pubblicità positiva dei suoi valori.

UEFAGetty Images
No al razzismo, sì al fair-play: non sempre gli slogan delle federazioni trovano applicazione

Non tutti la pensano così, perché l'agonismo fa spesso la differenza tra la voglia di porgere l'altra guancia e il ripagare con la stessa moneta. La vendetta prende il sopravvento anche in giocatori affermati, sia con delle semplici risposte a delle provocazioni sia con atti violenti durante le partite.

Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo sono quelli che si avvicinano maggiormente alla realtà del calcio italiano, così come Maxi Lopez e Icardi, ma non si possono dimenticare i casi di Zokora, Keane e Van Nistelrooy, che fanno compagnia ai colleghi anche con gesti estremi:

Ronaldo BlatterGetty Images
Cristiano Ronaldo e Sepp Blatter, un rapporto mai idilliaco

Calcio, 10 vendette indimenticabili

Cristiano Ronaldo risponde a Blatter

Cristiano Ronaldo si ama o si odia. L'ex presidente della FIFA, Sepp Blatter, rientra probabilmente nella seconda fazione: l'atteggiamento che CR7 mostra in campo è considerato da "comandante", non carismatico ma egoista ed accentratore. Una dichiarazione che, subito dopo, il massimo dirigente del calcio mondiale mima con una camminata da soldato. La risposta del portoghese, con il pieno supporto del Bernabeu, è quella di segnare ed esultare con il tipico saluto militare.

Van Nistelrooy, faccia a faccia con il difensore

Durante le qualificazioni ai Mondiali del 2006, l'Olanda affronta Andorra e può segnare su calcio di rigore con Van Nistelrooy. L'attaccante incrocia col destro ma colpisce il palo, mentre un difensore avversario gli passa davanti ridendo di gusto per il suo errore. Pochi minuti dopo, il giocatore del Manchester United trova il gol su azione e raggiunge lo stesso difensore che lo aveva schernito poco prima. Ovviamente, non può mancare l'esultanza a pochi centimetri.

Kurzawa, mai esultare troppo presto

La vendetta è un piatto che va servito anche in Under 21. La Francia batte 2-0 la Svezia nell'andata del playoff di qualificazione ad Euro 2015, ma al ritorno è sotto 3-0. Kurzawa segna il 3-1 a 3 minuti dalla fine, esultando con il saluto militare che viene interpretato come un "adieu" agli svedesi. Peccato che, un minuto dopo, Lewicki metta a segno il 4-1 che manda gli scandinavi in Repubblica Ceca e i francesi a casa. L'esultanza per la vittoria è proprio la stessa sfoderata dall'avversario.

Neuer: "Mostrerò a Messi chi comanda"

Il portiere tedesco, forte della vittoria nella finale dei Mondiali in Brasile, provoca Messi prima della semifinale di Champions League 2015. La Pulce non risponde alle dichiarazioni dell'avversario, aspettando il verdetto del campo. Prima un colpo secco da fuori area, poi la finta che irride Boateng e lo scavetto che vale la vendetta. Barcellona-Bayern Monaco 3-0, poi chiusa dal gol di Neymar.

Keane-Haaland, il fallo più famoso di sempre

In Inghilterra diventa un caso pluriennale, fatto di dichiarazioni sulle biografie e scuse mancate. È il 1997 quando Alf-Inge Haaland, difensore del Leeds, provoca al capitano del Manchester United, Roy Keane, la rottura del legamento crociato anteriore. Il norvegese si avvicina all'avversario ma, invece di preoccuparsi delle sue condizioni, lo invita bruscamente ad alzarsi. Nel 2001, quando Haaland passa al Manchester City, Keane ha la sua vendetta e commette un fallo durissimo ai suoi danni. 5mila sterline di multa e 3 turni di squalifica per l'irlandese, che nella sua biografia ha poi ammesso che il fallo fosse premeditato.

Il rigore di Ibrahimovic contro Julio Cesar

Ibrahimovic si legge anche personalità, soprattutto in un Inter-Milan in cui veste i panni dell'ex nerazzurro. Rigore per i rossoneri sotto la Curva Nord, storico settore interista, con il suo ex compagno di squadra Julio Cesar che si avvicina al dischetto. Il portiere brasiliano provoca Zlatan, gli fa anche una smorfia mentre si allontana, cercando di destabilizzarlo. L'impresa di scalfire lo svedese, però, non riesce: gol, sguardo verso la curva e di nuovo negli occhi di Julio Cesar, per completare la vendetta dagli 11 metri.

Adebayor sotto il settore ospiti

Wenger presume che Adebayor sia andato via per soldi, i tifosi dei Gunners credono al loro storico manager. Ma quando nel 2009 si gioca Manchester City-Arsenal, dopo un'intera partita fatta di fischi e insulti, l'attaccante togolese colpisce di testa e segna contro la sua ex squadra. La gioia è incontenibile, la vendetta anche: l'esultanza è una corsa di quasi 100 metri, da una porta all'altra, per scivolare sotto il settore ospiti dell'Arsenal e rispondere alle offese ricevute. In un altro momento della partita, poi, colpisce il volto di Van Persie con i tacchetti, ottenendo una squalifica di 3 giornate.

Famiglie e tradimenti: Bridge e Maxi Lopez

Le strette di mano mancate sono tornate di moda con Rossi e Marquez nel motociclismo, ma qui c'è di mezzo amicizia e famiglia. John Terry va a letto con Vanessa Perroncel, moglie dell'amico fraterno Wayne Bridge, suo compagno di squadra al Chelsea e in Nazionale. Scoperto lo scandalo, il giocatore tradito taglia ogni rapporto col capitano dei Blues, trasferendosi anche al Manchester City. Prima del fischio d'inizio, le telecamere sono puntate su loro due: Bridge stringe la mano a tutti, ma passa la sua sotto quella di Terry e lo evita. La scena si ripete quando il terzino si trasferisce al West Ham nel 2011.

Anche la Serie A si ritaglia uno spazio tra gossip e scandali. Wanda Nara tradisce Maxi Lopez con Mauro Icardi, suo attuale compagno, scatenando la reazione dell'ex marito. Durante un Sampdoria-Inter, i due argentini non si stringono la mano, nonostante Icardi cerchi di farlo. Lo stadio Marassi approva il rifiuto del suo giocatore, scagliandosi contro l'attaccante nerazzurro che, però, lascerà Genova con la vittoria.

Suarez-Evra, razzismo in Inghilterra

Dai tradimenti al razzismo, ancora una volta in Inghilterra. È il 15 ottobre 2011 quando si gioca Liverpool-Manchester United nel solito clima infuocato. Luis Suarez si accanisce contro Patrice Evra, rivolgendogli continuamente insulti per il colore della pelle. L'uruguaiano sconta 8 giornate di squalifica, ma è presente nel match di ritorno ad Old Trafford. Il francese gli tende la mano ma l'attaccante dei Reds la evita, provocando la reazione dell'avversario. Rio Ferdinand, compagno di squadra di Evra, si rifiuta di stringere la mano a Suarez, mentre sir Alex Ferguson non usa mezzi termini nel postpartita: "Suarez è una vergogna".

La follia di Zokora e del Trabzonspor

Trabzonspor e Fenerbahce si qualificano per i playoff che decretano la squadra campione di Turchia. Nel primo scontro diretto del 15 aprile 2012, Emre Belozoglu rivolge un pesante insulto razzista nei confronti di Didier Zokora. La squalifica di 3 turni viene considerata iniqua, poiché per gli insulti razzisti c'è una squalifica che va dalle 4 alle 8 giornate. Questo, però, permette ad Emre di esserci nel match di ritorno: la vendetta di Zokora passa dalla mancata stretta di mano nel prepartita, ma anche da un fallo durissimo a partita in corso. L'ivoriano viene supportato anche da Colman e Alanzinho, che scalciano a più riprese l'ex centrocampista dell'Inter.

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