Italia, cosa va e cosa non va: Chiesa vola, Balotelli e Insigne no

Balotelli fuori dal gioco, Chiesa cambia volto alla partita. Pellegrini e Gagliardini lontani dalla forma migliore. Ecco le opzioni a disposizione di Mancini verso il Portogallo.

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Il pareggio del Dall'Ara di Bologna ha confermato la capacità dei numeri di fotografare una situazione: se la Polonia è diciottesima nel ranking FIFA e l'Italia la insegue di tre posizioni, più di un motivo ci sarà. Il conto è stato presentato alla porta di Donnarumma nel primo tempo da Lewandowski e Zielinski, migliori in campo della nazionale polacca e non a caso assist-man e realizzatore del temporaneo 0-1, poi la strategia attendista dei Biało-czerwoni e l'aumento dei giri nel motore azzurro hanno prodotto l'1-1 su rigore a firma di Jorginho.

Dalla prima partita della sua gestione con punti in palio, Roberto Mancini ha cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno. "Qualche errore ci può stare" il messaggio trasmesso dal commissario tecnico a fine partita. Vero, considerando soprattutto le gambe ancora pesanti di alcuni interpreti e il ricambio generazionale in atto nelle fila azzurre dopo gli addii di Buffon e Barzagli e la temporanea esclusione di De Rossi. Leader cercansi: anche il pareggio contro la Polonia lo ha dimostrato.

Una certezza è rappresentata dallo spartito tattico: l'Italia del Mancio è modellata per giocare con il 4-3-3. Più prudente la versione vista nel primo tempo, con Gagliardini e Pellegrini spesso schiacciati in linea con Jorginho, più vivace e mobile l'idea proposta nella ripresa, quando gli ingressi di Bonaventura, Chiesa e Belotti hanno migliorato la qualità della manovra. Indicazioni di cui tener conto già a partire da lunedì, quando l'Italia sarà di scena a Lisbona contro il Portogallo nella seconda partita di Nations League.

Federico Bernardeschi in azione in Italia-Polonia: è stato uno degli azzurri più attiviGetty Images
Federico Bernardeschi in azione in Italia-Polonia: o juventino è stato uno dei più attivi

Italia, da Chiesa a Balotelli: top e flop dopo la Polonia

Nella serata del Dall'Ara ci sono state due sfide nella sfida: quella della prima parte di gara, con un'Italia piatta e impaurita, e quella del secondo tempo, quando gli azzurri di Mancini hanno alzato il baricentro e hanno dato la sensazione di poter far male alla Polonia. Nonostante questo, il primo tiro in porta è arrivato al minuto 73 grazie a Federico Chiesa.

Federico Chiesa ha cambiato volto all'Italia contro la Polonia con il suo ingresso in campoGetty Images
Federico Chiesa ha cambiato volto all'Italia con il suo ingresso in campo al posto di Insigne

Cosa va 

L'inerzia della partita è cambiata intorno all'ora di gioco, quando Mancini ha inserito prima Belotti per Balotelli e nove minuti dopo Chiesa per Insigne. Attacco ridisegnato per due terzi, innesti che uniti all'ingresso di Bonaventura per Pellegrini hanno ravvivato l'azione e confezionato il rigore del pareggio. Tocco di Belotti, intervento in ritardo di Błaszczykowski su Chiesa e Jorginho perfetto dagli 11 metri.

I 21 anni di Chiesa, i 25 di Belotti e i 24 di Bernardeschi. La meglio gioventù può essere la ricetta per i mali di un'Italia convalescente e alla disperata ricerca di qualità. Nel secondo tempo non si è vista quella squadra all'attacco promessa da Mancini, ma almeno gli attaccanti hanno guardato negli occhi la porta avversaria, mossa mai riuscita nella prima frazione. Menzione speciale Gianluigi Donnarumma tra i pali: è merito del portiere del Milan e dei suoi riflessi su Zielinski se non stiamo scrivendo di una capitolazione azzurra.

Lorenzo Insigne, prova opaca con l'Italia contro la PoloniaGetty Images
Lorenzo Insigne, prestazione opaca con l'Italia contro la Polonia

Cosa non va

Chi li ha visti? L'interrogativo vale per Lorenzo Insigne e Mario Balotelli. Tanto uniti fuori dal campo, come gli scherzi fatti nei momenti di relax a Coverciano e condivisi in rete dimostrano, tanto lontani in campo. Il genietto del Napoli e l'attaccante del Nizza non hanno mai scambiato palla, ma il bilancino delle responsabilità pende dalla parte di SuperMario: appena 10 palloni toccati nel primo tempo, zero rincorse sugli avversari e 62 minuti vissuti da spettatore svogliato e distratto. E dire che non giocava una partita da tre punti con l'Italia da 1536 giorni. Per quanto Mancini avrà voglia di recuperarlo?

L'unica attenuante per Balotelli è la condizione fisica ancora precaria, determinata dai soli 76 minuti giocati in Ligue 1 con il Nizza. Stesso discorso vale per Zappacosta, frenato a destra e ai margini nel Chelsea. Hanno girato a vuoto in mezzo Gagliardini e Pellegrini: tante giocate ordinarie, nessun cambio di passo. E qualche crepa è comparsa anche nella coppia centrale Bonucci-Chiellini: i due non sono apparsi esenti da colpe nelle tre reti incassate sin qui in Serie A dalla Juventus e anche in azzurro hanno confermato di aver bisogno di altro tempo per oliare al meglio quei meccanismi che recitavano a memoria fino a poco più di un anno fa. Che si faccia però in fretta. Da Bologna sul tavolo di Mancini è arrivato un messaggio chiaro: ricostruire l'Italia sarà una fatica.

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