Nations League, Inghilterra-Spagna: probabili formazioni e dove vederla in TV

Southgate vuole continuare a costruire l’Inghilterra su quanto buono fatto ai Mondiali, mentre Luis Enrique deve dare una nuova applicazione al gioco spagnolo. La sfida di Wembley sarà uno spettacolo vero.

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Il secondo big match di questo primo turno di Nations League, dopo Germania-Francia terminata 0-0, sarà la partita di Wembley fra l’Inghilterra e la Spagna, due squadre distanti da molti punti di vista. Prima di tutto nella loro attuale situazione post-Mondiali. L’Inghilterra ha disputato un torneo che ha fatto palpitare l’intera nazione come non succedeva da decenni. È tornato dopo anni l’orgoglio di una nazionale che aveva consapevolezza dei propri mezzi, era ben guidata dalla panchina da Southgate e soprattutto promette un futuro splendido, essendo composta in gran parte da ragazzi molto giovani. Se l’orologio in Federazione è puntato sul giorno e l’ora della finale di Qatar 2022, per poco questa squadra non anticipava la profezia di quattro anni.

Dall’altra parte la Spagna ha giocato Mondiali molto strani. Nella prima partita contro il Portogallo, costretta dalla tripletta di Cristiano Ronaldo a dover forzare la mano al proprio gioco per poter recuperare, ha giocato una partita splendida, di grande tecnica di base da parte di tutti i calciatori, ma anche con la furia agonistica ben incarnata da Diego Costa. Poi, già dalla partita contro l’Iran, la Spagna ha solo applicato un sistema di gioco, tenendo morbosamente la palla per più minuti possibili. Contro una Russia dal fondo atletico spaziale, non è riuscita ad essere quasi mai pericolosa e a perdere ai rigori, dicendo addio a tanti calciatori che hanno costruito la Generacion Dorada.

Le due squadre che si affronteranno sabato 8 settembre alle 20.45 (diretta TV su Canale 5 e in streaming su Premium Play, il sito di Sport Mediaset e di Canale 5) quindi partono da due binari totalmente differenti. L’Inghilterra di Southgate dovrà continuare a crescere, coltivando i dettagli che fanno di una squadra bella e forte, una squadra vincente. La Spagna dal canto suo ha un nuovo allenatore, Luis Enrique, il quale ha già cercato di portare un po’ di pepe ad un ambiente quasi stordito dalla bellezza vista in questi anni. Luis Enrique dovrà trovare giocatori giovani ed efficaci per il suo sistema a sostituzione di chi ha detto addio alla magia della Roja e, forse compito ancora più difficile, dare nuove prospettive di gioco a calciatori che ormai da anni ne propongono uno molto redditizio ma che negli ultimi tre anni sta prestando il fianco, se non attuato con la stessa velocità di pensiero e di gambe dell’inizio. Sarà di sicuro una partita splendida, le cui squadre potrebbero affrontarsi in questo modo.

Nations League, le probabili formazioni di Inghilterra-Spagna 

Sono troppi i punti fermi della squadra di Southgate per non ripartire da quelli nella prima partita di Nations League contro la Spagna. Le due squadre sono inserite in un girone già difficile al momento del sorteggio, ma dopo i Mondiali divenuto tremendo, in quanto il terzo incomodo è la Croazia, vice campione del mondo. Partire subito bene e cercare di fare i tre punti per questo motivo diventa necessario.

La prima scelta sicura di Southgate sarà la difesa a 3. Troppo bene ha fatto in Russia, nonostante la sbavatura colossale di Stones sul secondo gol croato di Mandzukic sia dovuta anche ad errori di connessione fra i centrali e gli esterni. Avere due calciatori del Manchester City di Guardiola, i quali giocano alla perfezione a 3, Walker e lo stesso Stones, insieme ad un ottimo difensore sul centrosinistra, Maguire, fa sì che il tecnico debba davvero toccare poco i loro meccanismi e sfruttare tanto la velocità di Walker a destra, sia nei recuperi difensivi che nelle sovrapposizioni con il laterale destro.

I due esterni avrebbero dovuto essere Trippier del Tottenham e Young del Manchester United, come al Mondiale, ma quest’ultimo è infortunato. A sinistra dovrebbe quindi giocare Delph, per sfruttare anche per questo calciatore la riconversione guardiolana in esterno, bravo non tanto nell’attaccare lo spazio, quanto nell’entrare in mezzo al campo e dare man forte al centrocampo. I 3 centrali di centrocampo sono Dier, metodista classico alla Busquets, col doppio compito di avviare i triangoli di inizio azione e abbassarsi fra i centrali nel caso di non copertura da parte di uno dei due centrali esterni, mentre accanto a lui in posizione di mezzali dovrebbero giocare Dele Alli, in buona forma con il Tottenham e Loftus-Cheek, che Sarri sta scoprendo al Chelsea, utilizzandolo come uno Zielinski meno rapido ma molto più solido e attento anche in copertura.

Questo trio ha molte delle responsabilità della squadra, perché deve coordinarsi perfettamente in un incastro di movimenti per il quale ad ogni spostamento di Dier, ci deve essere un movimento standard degli altri due, sia in fase offensiva, per cercare di tagliare dietro il centrocampo avversario, sia in fase difensiva, coprendo lo spazio di Dier davanti alla difesa, quando lui scende fra i centrali. Trovare l’alchimia è fondamentale.

In attacco invece l’alchimia è trovata già da tempo e Harry Kane e Raheem Sterling sono i titolari della nazionale. L’unico appunto possibile è che Sterling deve essere molto più presente anche in area di rigore, per non lasciare troppo campo da coprire e troppi uomini focalizzati sul centravanti del Tottenham. Alli può dare una mano in questo senso, ma chiedergli troppi inserimenti vorrebbe anche dire fargli perdere troppe energie.

La Spagna è da ricostruire, non tanto nel gioco, quanto nella sua applicazione. Per farlo la Federazione ha scelto un allenatore che non ha paura di andare dove c’è una tradizione e delle idee quasi dogmatiche che si stanno applicando per cercare non di ribaltarle, ma di rinnovarle, di rinfrescarne i concetti e in questo senso rinnovandone l’applicazione.

Luis Enrique deve affrontare due sostituzioni di uomini molto importanti. In primo luogo quella di Piqué, che ha definitivamente lasciato la Nazionale, dopo anni di incomprensioni che hanno fatto male a tutti gli attori coinvolti. Il sostituto ideale e naturale è Inigo Martinez, quest’anno autore del grande salto basco dalla Real Sociedad all’Athletic Bilbao. I due giocatori si assomigliano, anche se Martinez è meno regista di Piqué. Questo porta una conseguenza importante, ovvero che Busquets, davanti alla difesa, deve accentrare ancora di più su di sé il compito di regia, divenendo di fatto l’obiettivo numero uno per ogni allenatore avversario. In questo caso specifico, vedremo di sicuro la coppia Alli-Sterling pressare forsennatamente sul “Pulpo de Badia”, per non dargli spazio ad inizio azione.

Il secondo uomo è davvero insostituibile: Andres Iniesta. A prendere il suo posto in campo potrebbe essere fin da questa partita Saul dell’Atletico Madrid, ma questo cambierà del tutto il modo in cui la Spagna gioca. Saul non può avere la padronanza tecnica di Iniesta, giocatore unico al mondo, ed è per questo che per sfruttarne al massimo le potenzialità, Luis Enrique sa che dovrà puntare su un gioco più verticale, in cui Saul ha spazio per il tiro da fuori in cui è un grande specialista e per gli inserimenti senza palla, accompagnato in questo da un titolare del tridente, Asensio.

A crea spazio per questi due, Diego Costa, perfetto in questo ruolo molto più vicino a quello che gli chiede Simeone rispetto a quello che voleva da lui Hierro ai Mondiali. A completare la squadra Thiago in mediana, che dovrà soprattutto sostenere la regia di Busquets e Isco sull’altro lato del tridente rispetto ad Asensio, con compiti però diversi. Isco sarà il numero 10 della squadra e dovrà inventare i corridoi che Xavi e Iniesta in tutti questi anni hanno utilizzato per mandare in porta i propri compagni con la maglia rossa.

I due laterali sono diversi ma complementari. A destra è difficile rinunciare all’energia di Carvajal, soprattutto per i recuperi difensivi, mentre a sinistra Marcos Alonso sta imparando ancora di più da Sarri, che lo spinge a fare il vertice interno del triangolo in fascia, facendolo giocare spesso da mezzala mascherata e sfruttando la sua corsa leggera e potente per spaccare le difese avversarie.

Se Germania-Francia, prima di Nations League della Lega A è stata una partita giocata bene ma in alcuni momenti con atteggiamenti troppo speculativi per entrambe le squadre, Inghilterra-Spagna sembra presentarsi come un match senza esclusione di colpi, giocata da due squadre che cercano risposte che confermano un trend da una parte e aprono a nuove prospettive dall’altra. Non ci resta che sederci sul divano e ammirare.

Così in campo Inghilterra e Spagna

Inghilterra (3-5-2): Pickford; Walker, Stones, Maguire; Trippier, Dier, Dele Alli, Loftus-Cheek, Delph; Sterling, Kane

Spagna (4-3-3): De Gea; Caravajal, Sergio Ramos, Inigo Martínez, Marcos Alonso; Sergi Busquets, Thiago, Saul; Isco, Diego Costa, Asensio

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