Napoli, Sarri racconta: "Ho saputo dell'esonero guardando la TV"

In un'intervista rilasciata a Il Mattino, l'allenatore oggi al Chelsea torna sull'addio al Napoli: "Ho acceso la TV e ho visto l’ingresso di Ancelotti alla Filmauro".

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Il suo Chelsea guida la Premier League a punteggio pieno dopo quattro giornate, ma nei ricordi di Maurizio Sarri c'è ancora il Napoli. Difficile immaginare il contrario, in coda a tre stagioni archiviate con due secondi posti, un terzo posto e il record di punti del club in Serie A. Con lo scudetto 2017/2018 accarezzato a lungo e perso in un pomeriggio storto a Firenze. L'addio tra l'allenatore e il club di Aurelio De Laurentiis risale a fine maggio, ma Sarri ne ha parlato apertamente per la prima volta oggi sulle colonne de "Il Mattino". Quasi 100 giorni dopo.

Dai campi di allenamento di Cobham, impianto sportivo che ospita il Chelsea, l'uomo dei 91 punti ha raccontato la sua verità sul turbolento addio con Aurelio De Laurentiis e il Napoli. Una separazione che ha scosso la tifoseria partenopea, legata visceralmente all'idea di calcio del maestro nato alle pendici del Vesuvio ma cresciuto a Faella, in provincia di Arezzo.

Il presente del Napoli in panchina risponde al nome di Carlo Ancelotti. L'ex allenatore di Milan, Bayern Monaco e Paris Saint-Germain ha firmato il contratto che lo lega al club il 21 maggio 2018. Proprio la tempistica dell'accordo è uno dei nodi gordiani nell'addio tra Sarri e il club: l'accordo che legava il maestro al Napoli riservava infatti tra le righe una clausola rescissoria con scadenza al 31 maggio. Un dettaglio evidenziato nella lunga intervista:

C’erano dei motivi per cui volevo rimanere al Napoli e altri per cui avevo delle perplessità. Il contratto che ha voluto il presidente prevedeva una clausola rescissoria con scadenza 31 maggio e invece il 21 maggio hanno fatto il contratto ad Ancelotti. Perché non sono più l'allenatore del Napoli? Ancora non lo so, Bisogna chiederlo alla società. 

Maurizio Sarri e Aurelio De Laurentiis, sorrisi ai tempi del Napoli: tempi lontaniGetty Images
Maurizio Sarri e Aurelio De Laurentiis sorridenti ai tempi del Napoli

Napoli, le verità di Sarri sull'addio: "Cosa ho pensato? Lo tengo per me"

A colpire sono le modalità con le quali Sarri ha raccontato a "Il Mattino" di aver appreso dell'esonero. L'allenatore ha spiegato di non aver ricevuto telefonate da parte della dirigenza, ma di aver appreso la notizia guardando la televisione:

Ero a cena con Pompilio, il collaboratore di Giuntoli, con cui stavo discutendo proprio se restare o no. Abbiamo acceso la tv e abbiamo visto l’ingresso alla Filmauro di Ancelotti. Cosa ho pensato? Quello che pensavo prima, ma lo tengo per me. Da tifoso del Napoli sono contento che sia Carlo ora a fare l’allenatore perché non solo ha vinto ovunque è stato, ma si è fatto voler sempre bene da tutti.

Parole sibilline, che testimoniano però gli strascichi nel rapporto tra Sarri e il suo ex presidente Aurelio De Laurentiis, fatto nel triennio napoletano di tante frecciatine a distanza e abbracci in pubblico. Nelle parole dell'allenatore c'è ancora grande amarezza per quello scudetto che non è riuscito a regalare a Napoli, nonostante una stagione monstre. Il riferimento alla sconfitta per 3-0 sul campo della Fiorentina e alla vittoria della Juventus la sera prima a San Siro nella contestata partita contro l'Inter è evidente:

Lo scudetto sarebbe stato il coronamento di una storia straordinaria. Qualcuno ha fatto ironia sulle mie parole, ma chi ha fatto sport sa che abbiamo perso lo scudetto in albergo. Quello che è successo il giorno dopo è la conseguenza di quella partita.

A Londra sono già tutti innamorati dello stile di gioco proposto dal Chelsea di Sarri. Non solo per le quatto vittorie di fila in Premier League, ma anche per l'approccio allo sport diverso dagli standard britannici. Dal sarrismo al Sarri-ball il passo è stato incredibilmente breve, nonostante le iniziali difficoltà con la lingua inglese. Il calcio è però un linguaggio universale, grazie al quale l'ormai ex allenatore del Napoli sogna di arrivare in alto anche in Inghilterra.

All’inizio farsi capire non è stato semplice, ho ripreso a studiare inglese dopo 29 anni. Più difficile essere l’erede di Sarri o l’erede di Conte? Io non ho vinto nulla al Napoli. Conte invece qui ha vinto ed è difficile prendere il suo posto. 

Ancora su De Laurentiis e poi su Higuain:

Sono grato a De Laurentiis perché mi ha permesso di allenare la squadra che ho nel cuore. E se sono arrivato al Chelsea è perché ho allenato il Napoli. Per il resto il De Laurentiis a cui voglio bene è sicuramente il figlio Edoardo. Preferisco dimenticare le parole di ADL dopo la sconfitta contro il Real Madrid al Bernabeu. Non ho snobbato nulla, ho sbagliato solo una partita, quella di andata con il Lipsia. Io però ero costretto a fare dei cambi perché il sogno della città era un altro. Su Higuain dico che era un campione affermato e con me, che arrivavo dall'Empoli, si è messo a completa disposizione. Non ha tradito Napoli, ha voluto lasciare Napoli perché il presidente del Napoli era De Laurentiis.

Continuano ad affiorare ricordi:

Nulla è stato più bello che vincere allo Juventus Stadium. Una notte unica. A livello umano, invece, l'amore di ogni giorno dei napoletani nei miei confronti non lo scorderò mai. 

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