MotoGP, Valentino Rossi e Marc Marquez: odissea infinita

Valentino Rossi rifiuta di stringere la mano a Marc Marquez davanti alle telecamere di mezzo mondo. Dopo Sepang e Rio Hondo l'odissea continua a Misano.

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Il Gran Premio di San Marino si apre subito con una scintillante conferenza stampa di MotoGP che infervora l'atmosfera già bollente di Misano. Valentino Rossi e Marc Marquez siedono fianco a fianco davanti alle telecamere di mezzo mondo. Dopo le dichiarazioni del pilota Honda dell'altro giorno, in cui si diceva disponibile a chiedere scusa al campione di Tavullia, era inevitabile che i mass media ritornassero sull'argomento, per di più invitandoli ad una stretta di mano che potesse mettere fine ad una diatriba che va avanti dal 2015.

Sembrano ormai lontani i tempi in cui Marc trascorreva una serena giornata al Ranch insieme al suo beniamino e ai giovani allievi dell'Academy. Dopo il round di Sepang di tre anni fa tutto è cambiato, sul paddock aleggia una perenne coltre di indifferenza tra i box dei due fuoriclasse, ancor più dopo il sorpasso azzardato in Argentina dello scorso aprile. El Cabroncito ha ammesso di aver sbagliato, a fine gara si è diretto verso il box VR46, il resto è ormai una scena già vista e conosciuta. La ferita mai sanata si è riaperta e non c'è filo che possa ricucire lo strappo: "Non si possono accettare le sue scuse: deve stare lontano da me", aveva dichiarato Valentino Rossi. E difficilmente ritornerà sui suoi passi dopo aver negato la mano all'avversario davanti al mondo intero.

Ancora una volta il popolo della MotoGP e dei social si divide in due schieramenti, ancor più in uno scenario come quello di Misano dove prevale il nocciolo duro dei fan di Valentino Rossi. Qui l'anno scorso il pilota Honda ha vinto e cominciato la galoppata vincente verso il sesto titolo mondiale, ma dovendo incassare una bordata di fischi assordante, una scena inverosimile che ha aperto un dibattito senza fine. Il pilota di Tavullia ha finto di dimenticare per spirito diplomatico, ma sotto la cenere cova ancora tanta rabbia per quel titolo 2015 andato in fumo per un atteggiamento difficile da classificare e giudicare.

MotoGP, Valentino Rossi morde nella tana del lupo

Da Rio Hondo in poi mai un incrocio di sguardi tra i due avversari, una freddezza difficilmente mascherata, sorrisi beffardi di chi è costretto a sedersi vicino. Nel giovedì di San Marino il Dottore non si è piegato alla volontà del bon ton mediatico, di coloro che erano pronti ad applaudire per una storica stretta di mano che avrebbe comunque riempito le pagine dei giornali, ha mantenuto un punto fermo, anche a costo di apparire assurdamente orgoglioso.

Ho sentito la sua intervista ma non saprei. In realtà non c’è nessun problema tra me e Marc, non capisco perchè dovremmo riappacificarci, per me le cose vanno bene così.

A buon intenditori poche parole. Bisogna mantenere un equilibrio diplomatico in uno sport come la MotoGP dove si rischia la vita, evitare inutili e continue sceneggiate, ma guai a mettere il dito nella piaga, certi ricordi fanno troppo male e davanti ai propri fan non vuole retrocedere di un solo passo.

Per me l’unica cosa importante è il nostro rapporto professionale... Poi c’è un’altra cosa che è il nostro rapporto personale, ma questo non è importante per nessuno, può essere importante solo per lui.

Al termine della conferenza stampa si è intrattenuto con altri giornalisti, ha risposto con l'arma dell'ironia per affondare meglio il colpo. Nella tana del lupo una parola può pungere quanto un morso, soprattutto se in pista al momento è difficile ricambiare con la stessa moneta.

Forse è perché è stato dal Papa. Mi è sembrato John Belushi nel film Blues Brothers quando va in chiesa e vede la luce. Mi dispiace, ma io sono libero di decidere, e la nostra relazione non è una cosa importante, è una cosa fra noi due.  Siamo due piloti, corriamo insieme e l’importante è essere tranquilli per fare bene il proprio mestiere. Questo è quello che conta, per il resto si perde solo del tempo a parlarne.

Marquez incassa, ma contano i risultati

Marc Marquez incassa il colpo davanti alle TV e retrocede in attesa di poter controbattere con i risultati in pista. Fa un passo indietro sapendo che presto ne farà due, perchè a sette gare dal termine ha il settimo titolo iridato ormai in pugno. Ha una tabella di marcia da guerra e se dal punto di vista carismatico è ancora dietro a Rossi, sul lato dei risultati non ha avversario che tenga.

Lo sapevo già, ma quando mi hanno chiesto ho provato a dargli la mano. Rossi ha detto che non c'è nessun problema tra di noi e l'ho tenuta. Da parte mia, non c'è problema. Ho ammesso quello che c'era da ammettere, ma non fa niente. La vita va avanti, nessuno è essenziale qui... Non fa niente, siamo in Italia e sono leader del Mondiale con 59 punti sul secondo. Tutto procede bene, devo pensare a guidare bene e a stare calmo.

Valentino è un esperto di guerra psicologica, cadere nel tranello potrebbe essere pericoloso. Per gestire il vantaggio serve calma e concentrazione, avere la lucidità di capire quando è il momento di correre in modalità "Marc-attack" o giocare in difesa. Bisogna mettere in conto che nelle quattro tappe orientali (Thailandia, Malesia, Giappone e Australia) tutto può accadere con il meteo che rimescola le carte in tavola e rende tutto imprevedibile.

Devo gestire il vantaggio, attaccando senza passare il limite, è una gestione complicata, ma abbiamo la possibilità di farlo. Misano mi piace. Quest'anno dobbiamo stare calmi, essere pazienti e fare le cose che sappiamo fare. Sono già passato per i fischi, ma non mi disturba affatto. Al contrario, mi motiva.

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