Da Inter-Milan a Roma-Barça: i gol in trasferta che hanno fatto storia

La UEFA cambierà la regola delle reti segnate fuori casa nei 180' nel doppio confronto: ecco le partite più importanti in cui sono state decisive per la qualificazione.

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Qualcuno benedirà il cambiamento in programma. Qualcun altro maledirà il fatto che la UEFA non ci abbia pensato prima. Comunque sia la vecchia e cara regola (per chi poi ha passato il turno, chiaro) dei gol realizzati in trasferta sta per essere modificata.

Il tema, ovvio, fa rifermento ai doppi confronti con lo stesso numero di reti siglate tra andata e ritorno dalle due squadre. La svolta storica è stata annunciata da Giorgio Marchetti,  segretario della massima organizzazione calcistica europea, dopo il consueto incontro con gli allenatori svolto a Nyon.

Tra i presenti Allegri, Ancelotti, Mourinho, Simeone, Wenger, Fonseca, Tuchel, Benitez, Lopetegui, Garcia, Conceição e Günes. Tutti convinti del fatto che la regola (introdotta nel 1965) vada rivista dalla UEFA o che quantomeno non sia discriminante anche durante i tempi supplementari.

Da Inter-Milan a Roma-Barcellona: i gol in trasferta che hanno fatto storia

Ma quali sono state le sfide decise dai gol in trasferta? Chi ha esultato e chi invece è rimasto scottato per un gol di troppo subìto nel proprio stadio? Di seguito alcuni dei casi più importanti della storia del calcio degli ultimi anni. 

Roma-Barcellona, stagione 2017-2018

Kostas ManolasGetty Images
Kostas Manolas, 27 anni, esulta dopo il 3-0 realizzato al Barcellona: è il gol decisivo per la semifinale

È il doppio confronto più recente. Una rimonta pazzesca della squadra di Di Francesco dopo il ko iniziale al Camp Nou. L’andata era finita 4-1 per Messi e compagni. Irroconoscibili al ritorno e schiacciati dall’impeto giallorosso: all’Olimpico 3-0 secco grazie ai gol di Dzeko, De Rossi (calcio di rigore) e Manolas, abile a spizzare di testa un corner teso di Ünder. Il totale fa 4 gol a testa per entrambe le squadre. Passa la Roma che in semifinale affronterà il Liverpool dell’ex Salah. 

Atletico Madrid-Bayern Monaco, stagione 2015-2016

Saul NiguezGetty Images
Saul Niguez, 23 anni, nel 2016 realizzò l'1-0 per l'Atletico Madrid contro il Bayern Monaco

Il Cholo coi Colchoneros in semifinale di Champions. Due gol fatti, due gol subiti in totale contro il Bayern Monaco. Alla fine passano gli spagnoli che vincono 1-0 l’andata (prodezza di Saul Niguez) e poi perdono 2-1 in Germania (strepitoso Oblak che alza il muro ed evita un passivo pesante). L’Atletico Madrid va in finale dove affronterà il Real Madrid per la seconda volta nel giro di tre anni. I Blancos vinceranno di nuovo dopo i tiri dal dischetto (finale disputata a Milano). 

Inter-Marsiglia, stagione 2011-2012

BrandãoGetty Images
Brandão, ex attaccante del Marsiglia, punì l'Inter a San Siro con il momentaneo 1-1

Non era più l’Inter del Triplete. Però agli ottavi di finale c’era arrivata facilmente superando il girone composto da Trabzonspor, Lille e CSKA Mosca. La fase a eliminazione diretta accoppia i nerazzurri al Marsiglia: i francesi passano in casa 1-0 con Ayew, al ritorno vengono sorpresi a San Siro, ma “soltanto” per 2-1. Milito sblocca a un quarto d’ora dalla fine, Brandao gela lo stadio al 90’. Inutile il rigore trasformato da Pazzini al sesto minuto di recupero. Non c’è più tempo per fare il terzo e la squadra allora guidata da Claudio Ranieri saluta la Champions League. 

Inter-Bayen Monaco, stagione 2010-2011

Goran PandevGetty Images
Goran Pandev, ora al Genoa: nel 2011 collezionò insieme a Eto'o il 2-3 finale con il Bayern Monaco

Di nuovo i nerazzurri: in panchina stavolta Leonardo, attuale dg del Milan. A San Siro i tedeschi passano 0-1 a causa di una papera di Julio Cesar. Anche al ritorno il portiere commette un erroraccio dopo il vantaggio di Eto’o: tiro di Robben non trattenuto, tap-in vincente di Mario Gomez. Il Bayern raddoppia poco dopo con Muller e fino all’intervallo domina l’Inter. Che si risveglia nella ripresa: 2-2 di Sneijder, 2-3 decisivo di Pandev all’88’. Una rimonta incredibile e possibile proprio grazie alle tre reti realizzate fuori casa. 

Chelsea-Barcellona, stagione 2008-2009

Andrés IniestaGetty Images
Andrés Iniesta esulta dopo il siluro all'incrocio contro il Chelsea: 1-1 al 90' e finale di Champions in tasca

Semifinale di Champions, e quindi già di per sé la posta in palio è ricca e le tensioni sono superiori all’ordinario. Pensate se ci si aggiunge l’arbitro Ovrebo che nega agli inglesi quattro penalty (4!) nella partita di ritorno disputata allo Stamford Bridge. 0-0 a Barcellona, poi i 90’ decisivi a Londra: Essien porta avanti i Blues, Iniesta li riacciuffa con un bolide a tempo scaduto che si infila dritto dritto sotto l’incrocio dei pali. Anche qui, Guardiola avanti per la regola dei gol in trasferta. Drogba, in quell’occasione, gliel’avrebbe spiegata al direttore di gara, la sua regola…

Valencia-Inter, stagione 2006-2007

Diciamo che questa partita passerà alla storia più per le botte da orbi al triplice fischio che per la stessa differenza reti tra le due squadre. Sedicesimi di finale di Champions League: l’Inter pareggia 2-2 in casa (di Cambiasso e Maicon le reti nerazzurre), poi al ritorno in trasferta non va oltre lo 0-0. Il Valencia si chiude nella propria metà campo, provoca gli avversari, e per questo una volta terminato il match parte un tutti-contro-tutti da vera partita di… calci. E anche pugni, a dir la verità. Uno “spettacolo” da terza categoria (forse nemmeno) in mondovisione. La UEFA comminerà delle squalifiche pesantissime per i calciatori protagonisti della rissa.

Inter-Milan, stagione 2002-2003

Andriy Shevchenko Getty Images
Andriy Shevchenko, suo il gol rossonero nel derby con l'Inter in semifinale di Champions

Il caso in cui più di tutti la regola dei gol segnati fuori si è rivelata ingiusta. Perché si trattava di un derby europeo, con in palio la finalissima contro la Juventus. Milan-Inter finisce 0-0, il ritorno a nomi invertiti (il campo naturalmente è lo stesso) si chiude con un 1-1 firmato da Shevchenko nel primo tempo e da Martins a pochi minuti dal 90’. I rossoneri resistono, difendono un pareggio che vale come e più di una vittoria. Soprattutto pensando al risultato all’ultimo atto di Manchester, concluso con il trionfo ai calci di rigore.

Bayern Leverkusen-Manchester United, stagione 2001-2002

Michael BallackGetty Images
Michael Ballack trascinò il Bayer Leverkusen fino alla finale di Champions con il Real Madrid

Un’altra semifinale Champions: passarono i tedeschi della stella Ballack. Meno male perché poi in finale Zidane - all’epoca fuoriclasse del Real Madrid - proprio con il Leverkusen realizzò uno dei gol più belli della storia del calcio (quello di sinistro al volo su campanile dalla sinistra di Roberto Carlos). I tedeschi strapparono un 2-2 all’Old Trafford contro il Manchester di Ferguson. In casa un altro pareggio (1-1). Un gol in più segno in trasferta e via alla finale con i Blancos.

Arsenal-Valencia, stagione 2000-2001

Héctor CúperGetty Images
Héctor Cúper, allenatore del Valencia dal 1999 al 2001: raggiunse due volte la finale di Champions League

Una delle due Champions League dominate dal Valencia. Fino alla finale in entrambi i casi, però: nel 2001 la corsa degli spagnoli si fermò ai calci di rigore a Milano con il Bayern Monaco. Ai quarti la squadra di Cùper si sbarazzo - se così si può dire - dell’Arsenal di Wenger proprio grazie al gol realizzato in trasferta. 2-1 degli inglesi in casa, 1-0 striminzito del Valencia al Mestalla. Tanto basta per strappare la qualificazione in semifinale dove verrà spazzato via il Leeds.

Ajax-Torino, stagione 1991-1992

Emiliano MondonicoGetty Images
Emiliano Mondonico, scomparso il 29 marzo 2018, era il tecnico del Torino arrivato in finale di Coppa Uefa

La sfiga granata. Doppia finale di Coppa Uefa, andata e ritorno contro l’Ajax. Il successo lì a un passo, sfumato nonostante il Toro al termine dei 180’ abbia segnato gli stessi gol degli avversari. 2-2 al Delle Alpi, 0-0 al ritorno per colpa dell’imprecisione sotto porta degli uomini di Emiliano Mondonico. Niente da fare, la “regola” fa esultare gli olandesi.

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