Giocatori semi-pro e di futsal in campo: Danimarca ko in Slovacchia

La rottura tra calciatori e Federazione per i diritti d'immagine ha portato al piano B: la squadra guidata da John Jensen ha perso 3-0. Ora è allarme Nations League.

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La vera partita, in fondo, era stata quella giocata nei giorni che avevano preceduto l'incrocio di Trnava: da un lato i calciatori della nazionale maggiore danese, guidati dai veterani Eriksen e Schmeichel, dall'altra la Federazione calcistica nazionale. Sul tavolo, il nuovo contratto legato a sponsor e diritti di immagine, che sarebbe entrato in conflitto con gli sponsor privati di alcuni calciatori. Così Slovacchia-Danimarca, test amichevole di inizio settembre, ha assunto i contorni di un match destinato a entrare nella storia.

Alla posizione assunta dalle stelle della Danimarca la DBU, la Federcalcio danese aveva risposto affidando la guida della squadra al campione d'Europa del 1992 John Jensen: per trovare dettagli sulla carriera dei convocati del ct ad interim, però, è stato necessario ricorrere agli almanacchi più dettagliati. Calciatori di seconda, terza serie e anche alcuni profili pescati nel futsal. Tra i pali Christopher Haagh, tra i calciatori di movimento Victor Hansen, Adam Fogt, Christian Christensen, Kevin Jorgensen, Louis Veis e Rasmus Johansson, un passato nel calcio a cinque in Italia con la Virtus Noicattaro.

Haagh, Vollesen, Johansen, Nielsen, Bertelsen, Bannis, Johansson, Hoybye, Gaudin, Kempel, Offenberg. Questo l'undici di perfetti sconosciuti opposto dalla Danimarca alla Slovacchia, nazionale che in campo presentava nomi come quelli di Skrtel e Weiss e in panchina annoverava l'interista Skriniar e Duda, fresco giustiziere dello Schalke 04 alla Veltins Arena con la maglia dell'Herta Berlino. Il finale è stato meno negativo di quel che ci si potesse aspettare: 3-0 per i padroni di casa, a segno nel primo tempo con Nemec e Rusnac e nella ripresa con l'autorete di Fogt. Onore salvato e record negativo intatto - la sconfitta più pesante nella storia era uno 0-8 contro la Germania nel 1937 - ma il futuro è avvolto da una nebulosa.

Danimarca, i dilettanti salvano l'onore: ora c'è la grana Nations League

Sette tesserati nel futsal e un gruppo di calciatori pescati in seconda e terza serie: la nazionale della Danimarca oggi è questa. Una situazione destinata a mutare con il perfezionamento dell'intesa tra federazione e sindacato dei calciatori sui contratti di sponsorizzazione. Dalle parate di Schmeichel su Modric negli ottavi di finale dei Mondiali 2018 alle respinte di Haagh, numero 1 della nazionale di calcio a 5, il passo è stato breve. Così, se Eriksen ha provato a tendere la mano ai vertici federali, a fare il punto della situazione dopo la sfida in Slovacchia è stato il capo della Federcalcio di Copenaghen, Kim Hallberg:

Dobbiamo giocare le due partite nazionali per evitare milioni di multe e l’eventuale esclusione della squadra nazionale per diversi anni.

In attesa che lo sciopero finisca, la Danimarca ha conosciuto nuovi volti nel pallone: da Christian Offenberg, che gioca nella terza divisione danese e venditore ambulante nella vita di tutti i giorni, al consulente assicurativo Christian Bannis, mediano 26enne, fino a Simon Vollessen, professione studente e terzino destro in campo. Se l'intesa tra Federazione e calciatori dovesse ancora tardare, domenica 9 settembre in Nations League contro il Galles potrebbe toccare ancora a loro. Middle class heroes. Per quanto, ancora non si sa.

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