Spagna, le nuove regole di Luis Enrique: privacy, fame e cellulari

Il nuovo commissario tecnico delle Furie Rosse stila il nuovo regolamento: telefoni spenti durante i pasti, pomeriggi in gruppo e allenamenti mattutini. E qualcuno la chiama già "la Legge Enrique".

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Uscita a pezzi da un Mondiale che non l'ha certo vista recitare un ruolo da protagonista, la Spagna si affida a Luis Enrique per invertire una rotta che l'ha vista precipitare al nono posto del ranking FIFA e tornare in cima al mondo. Un nuovo corso, quello delle Furie Rosse, che ripartirà dalla neonata Nations League e che avrà inizio sabato 8 settembre a Wembley contro l'Inghilterra, prima sfida di un duro girone a tre che comprende anche i vice-campioni del mondo della Croazia.

Luis Enrique ricomincerà dal 4-3-3 e da alcune certezze che non possono certo essere accantonate in un momento delicato come questo: la spina dorsale della nuova Spagna sarà la stessa degli ultimi anni, con De Gea in porta, Sergio Ramos difensore centrale e capitano, Busquets in mediana e Diego Costa al centro dell'attacco. Cambieranno altri interpreti, che saranno gradualmente inseriti nella formazione, e cambieranno soprattutto le regole di condotta nei giorni che precederanno gli impegni internazionali.

I quotidiani spagnoli hanno già definito il nuovo regolamento "la Ley Enrique", la legge di Luis Enrique. Che riguarderà numerosi campi che vanno dalla privacy alla necessità di fare gruppo, dalla dieta alla logistica degli spostamenti, dagli orari degli allenamenti al divieto di utilizzare il cellulare durante i pasti, che dovranno essere invece occasione di confronto e di convivialità per gli uomini chiamati a risollevare quella che un tempo nemmeno troppo lontano era considerata la Nazionale più forte al mondo.

Spagna, le nuove regole di Luis Enrique: privacy, fame e cellulari

Un titolo che gli iberici avevano meritato dopo aver dominato il mondo del calcio sia a livello di club che con La Roja capace di imporsi negli Europei del 2008 e del 2012 e soprattutto nei Mondiali del 2010 giocati in Sud Africa e vinti in finale contro l'Olanda grazie a un gol di Iniesta. Oggi i club continuano a vincere in Europa e nel mondo ma la Spagna si è persa, eliminata malamente nelle ultime due edizioni dei Mondiali e anche a Euro 2016, quando fu stesa dall'Italia di Conte.

Subentrato a Fernando Hierro, a sua volta arrivato pochi giorni prima dell'inizio di Russia 2018 per sostituire Lopetegui promesso sposo del Real Madrid, Luis Enrique era fermo da un anno, reduce dal triennio speso sulla panchina del Barcellona in cui sono arrivate due vittorie della Liga, tre Coppe del Re, una Champions League e un Mondiale per club. Un bilancio niente male per un tecnico capace e bravo a reinventarsi dopo il fallimento alla Roma e che il presidente della federcalcio spagnola Luis Rubiales ha individuato come l'uomo giusto con cui ritrovare la grandezza perduta.

Ed ecco le regole, tanto semplici quanto nette, dettate da Luis Enrique per il nuovo corso delle Furie Rosse: tanto per cominciare le sessioni di allenamento avranno inizio alle 10 del mattino, insolitamente presto per le abitudini spagnole e che non veniva utilizzato dai primi anni 2000, ai tempi di Luis Aragonés ct. A queste seguiranno pranzi e cene dove i telefoni cellulari dovranno restare rigorosamente spenti: il nuovo ct, peraltro particolarmente attento alla dieta e a questioni di forma e di peso, vuole che i pasti siano l'occasione per fare gruppo così come i pomeriggi, che non saranno più liberi ma dovranno essere spesi all'interno della struttura de La Rozas.

Il tecnico asturiano ha inoltre insistito molto sulla privacy dei propri giocatori e soprattutto degli allenamenti: soltanto il primo è stato aperto al pubblico, gli altri saranno svolti con assoluta segretezza, al punto che su suo ordine è stata chiusa una parte de La Rozas che veniva presa d'assalto dai fotografi. A livello tattico, pur mantenendo il consueto 4-3-3, il ct chiederà ai suoi di essere più aggressivi in fase di non possesso e più diretti nella manovra offensiva, pur non snaturando un sistema di gioco che continuerà a mirare al possesso del pallone e quindi dei ritmi di gioco.

Infine, a differenza di quanto accadeva prima, nel giorno successivo alle gare la Spagna si sposterà direttamente verso la sua prossima destinazione senza effettuare l'abituale scalo - con mattinata libera - a Madrid: questo significa che dopo Wembley, le Furie Rosse raggiungeranno direttamente Siviglia per prepararsi alla successiva sfida, prevista per l'11 settembre, contro la Croazia di Modric.

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