Una nuova era: "Al Manchester City in due settimane è cambiato tutto"

C'è un prima e c'è un dopo nella storia del Manchester City: tutto è cominciato con l'acquisto di Robinho.

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Tutto è cominciato con un solo, semplice acquisto. La fine di un'era, anzi, forse la fine di due ere: quelle di un Manchester City semplicemente senza soldi.

Tutto è cominciato con un solo, semplice acquisto. L'inizio di un percorso incredibile, sportivo e imprenditoriale, costellato di successi e record. 

Tutto è cominciato con un solo, semplice acquisto: quando è arrivato Robinho nello spogliatoio del Manchester City, è iniziata l'era dorata di Khaldoon Al Mubarak, che acquisisce il club per 210 milioni di dollari per conto del principe di Abu Dhabi, lo Sheikh Mansour Bin Zayed Al Nahyan. 

Forse non lo riconoscete, ma quello in foto mette la grana del Manchester CityGetty Images
Forse non lo riconoscete, ma quello in foto mette la grana del Manchester City

L'era dorata del Manchester City: il momento del grande cambiamento

Un grande cambiamento, epocale, colossale, dall'oggi al domani, come se tutto quello che c'era stato prima, di colpo, fosse piccolo, in miniatura, in confronto all'investimento immenso, illimitato, incredibile che hanno fatto ad Abu Dhabi. Lo racconta il capitano del club, Vincent Kompany, che ricorda l'ultimo atto del regno dell'ex presidente thailandese Thaksin Shinawatra, travolto dalle cause giudiziarie:

Avevamo tantissimi membri dello staff thailandesi, erano loro ad avermi accolto al momento del mio arrivo al City (22 agosto 2008, dall'Amburgo ndr). Da un giorno all'altro erano tutti andati via e nello spogliatoio c'era Robinho. In quel momento ho capito che le cose erano cambiate. Siamo partiti per una serie di amichevoli internazionali e hanno cambiato tutto

Era cambiato tutto, davvero. Hanno cambiato tutto. Il Manchester City si avviava a diventata una super potenza calcistica, innovatrice, vincente, con appeal mondiale. Una specie di colpo di scena continuo, un imprevedibile e immenso dispiegare nel cielo fiori di fuochi d'artificio meravigliosi. Continua Kompany, di certo uno che non è facile impressionare, meravigliare:

Era come quegli spettacoli in cui stanno costruendo trucchi e meraviglie e la prossima cosa sarà una rivelazione. Non riesco nemmeno a descriverlo. Probabilmente come una foto prima e dopo. Tutto è cambiato in due settimane. Siamo tornati e l'attuale standard era stato impostato
Kompany al City significa qualcosaGetty Images
Kompany al City significa qualcosa

Se lo vedeste non ci credereste, ma Bernard Halford è il presidente a vita del Manchester City, il secondo nella storia del club. Sembra un tifoso normale, sembra "storia di un impiegato". Finita bene, benissimo. Una vita al servizio dei Citizens, Halford è conosciuto come "Mr Manchester City". Ha lavorato per tutta la vita al City da segretario del club, ha vissuto tutte le fasi sportive che hanno coinvolto la sua squadra. Fino all'ultima, fino all'era di Mansour. Il cambiamento Halford lo vive sulla sua pelle: 

Il segnalino nella sabbia è stato l'arrivo di Robinho all'ultimo giorno di mercato. Il Manchester City che paga 32 milioni di sterline per un giocatori, cribbio! Se fossi andato indietro di 5 anni, avresti potuto costruire un'intera squadra per quella cifra!

Robinho fa scattare qualcosa. Nel senso: il suo acquisto all'ultimo minuto fa scattare qualcosa. In effetti, è il primo ingranaggio della mastodontica macchina tirata a lucido messa su dai collaboratori di Mansour. Quarantatre milioni di euro, un avvertimento alle altre: il City non è più lo stesso. Non solo calciomercato, ma anche calciomercato come espressione di potenza economica strabordante. Per questo motivo il City diventa di successo prima che arrivino i successi, dà l'impressione di poter arrivare laddove prima doveva semplicemente dire: scusate, non abbiamo abbastanza soldi. Racconta Halford: 

Onesta verità: sono andato a chiedere 300mila sterline per far firmare Wayne Rooney e il consiglio ha detto che non avrebbero pagato 300mila sterline per un quattordicenne. Fine della storia. Non avevamo i soldi. Avevamo circa 1 milione di sterline per gestire l'Academy e poi chiedevamo soldi per comprare un giocatore

Shinawatra sembra la luce alla fine del tunnel. Sembra. I suoi asset vengono presto congelati, la sua storia calcistica finisce in un vortice di processi, accuse, stranezze. Sembra, ma alla fine i tifosi del City devono ringraziare, e molto, l'ex presidente John Wardle, che "ha pagato lo staff e tenuto in vita il club", aprendo la strada a Sheikh Mansour e al gruppo Abu Dhabi United. Una specie di interregno necessario per la sopravvivenza, necessario per l'inizio di qualcosa di totalmente diverso. 

Dal 1 settembre 2008 il City viene rivoltato da capo a piedi, cambia del tutto, una specie di cambiamento epocale. Nelle piccole cose, nei dettagli, tutta la differenza del mondo. Kompany ricorda ancora che fu installata una macchinetta del caffè, che veniva usata talmente tante volte "da dover andare in assistenza ogni due settimane".

Nel 2010 arrivano Yaya Tourè e David Silva, il primo trofeo, la FA Cup del 2011, l'estate successiva arriva Aguero che straccia il tetto-record dei trasferimenti del club, ma diventa quasi una costante: il City prende o prova a prendere i più forti, straccia tutti i record di acquisti, dal portiere al terzino al difensore centrale tutti vengono selezionati dai migliori e pagati a peso d'oro. Ma il volto del City cambia in tanti modi, anche la controparte in giacca e cravatta è totalmente rinnovata, in salsa iberica.  Arriva l'ex Barcellona Ferran Soriano, come CEO, and Txiki Begiristain come direttore sportivo.

Spalancheranno le porte ad una nuova rivoluzione tecnica, quella di Pep Guardiola, attratto dalla possibilità di mettersi in luce in una nuova dimensione, in un nuovo campionato, forse il più prestigioso, la Premier League. Dal 2008 in poi la bacheca del City ha preso vita: 3 Premier League (2011-2012, 2013-2014 e 2017-2018), una Coppa d'Inghilterra (2010-2011) tre Coppe di Lega (2013-2014, 2015-2016, 2017-2018) e un Community Shield (2012). Il nuovo volto del City: iper moderno, avanguardista, scintillante. Vincente. Tutto è iniziato con Robinho. Tutto è cambiato, così, come per magia, in due settimane. 

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