Milan, Donnarumma: "Voglio diventare il più forte. Che schiaffi da Gattuso!"

Il portiere del Milan e della Nazionale dal ritiro di Coverciano: "Mancini ha ragione: bisogna avere più fiducia in noi giovani. Il mister ti sprona sempre a dare il massimo".

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Dal 25 ottobre 2015, data dell'esordio in Serie A con la maglia del Milan a 16 anni e 9 mesi contro il Sassuolo, il percorso di crescita in rossonero di Gianluigi Donnarumma è stato lineare, al netto di qualche passaggio a vuoto: le presenze in prima squadra sono 127, mentre le apparizioni in Nazionale - una serie avviata nel settembre 2016 a Bari contro la Francia - sono 6. Numeri destinati inesorabilmente a crescere e consolidarsi.

Dopo l'addio di Buffon ai colori azzurri, l'eredità dell'attuale numero 1 del Paris Saint-Germain è destinata a finire sulle spalle di un altro Gianluigi: Donnarumma è pronto e il commissario tecnico Roberto Mancini ha investito su di lui come titolare alla prima uscita sulla panchina dell'Italia. Era il 28 maggio 2018, vittoria per 2-1 sull'Arabia Saudita a San Gallo. Tra i pali quel ragazzone di quasi due metri che il prossimo 25 febbraio compirà 20 anni.

Nei numeri lo sviluppo della carriera di Donnarumma ha contorni ancora più prodigiosi di quella di Buffon: alla soglia dei 20 anni, l'ex portiere della Juventus aveva giocato una sola partita in Nazionale, quella dello spareggio playoff per i Mondiali 1998 contro la Russia, e aveva totalizzato 60 partite ufficiali con la maglia del Parma. Dal ritiro di Coverciano l'attuale numero 1 dell'Italia ha parlato ai microfoni di Rai Sport, partendo dalla richiesta che in tanti gli fanno: diventare il più forte.

Ci lavoro ogni giorno, è il mio obiettivo. Qui siamo tutti ottimi portieri, ci alleniamo sempre al massimo, poi la scelta è del mister. Io devo lavorare tanto e macinare tanto. Chi mi aiuta a farmi stare tranquillo? La famiglia, gli allenatori, i preparatori dei portieri.

Gianluigi Donnarumma nel ritiro dell'Italia a CovercianoGetty Images
Gianluigi Donnarumma nel ritiro azzurro a Coverciano: lavora per diventare il numero uno

Milan, Donnarumma da Coverciano: "Serve più fiducia nei giovani"

L'Italia prepara le due tappe di esordio nella Nations League, in calendario il 7 settembre a Bologna contro Polonia e il 10 a Lisbona contro il Portogallo, sfide che Donnarumma e compagni hanno messo nel mirino da mesi. Consapevoli che la nuova competizione targata Uefa non vale meno delle qualificazioni a Euro 2020, tappa imprescindibile per un gruppo che vuole cancellare l'umiliazione della mancata partecipazione ai Mondiali di Russia. Il portiere del Milan ha detto la sua anche sull'appello lanciato ai club dal ct Mancini per aumentare il minutaggio degli italiani in campo:

Bisogna avere più fiducia in noi giovani, serve un po’ di coraggio nel mandarli in campo ma poi dobbiamo essere noi bravi a dimostrare quello che valiamo: in partita e in allenamento dobbiamo dimostrare all’allenatore che sbaglia a non farci giocare.

Cambiare la musica, e non solo perché a Coverciano ci si allena con delle colonne sonore in sottofondo, restituire entusiasmo ai tifosi e dimostrare che l'Italia può tornare in pochi anni ai vertici del calcio mondiale. La missione affidata al gruppo di Mancini non è semplice. A Donnarumma è chiesta leadership tra i pali. La concorrenza nel ruolo in Nazionale risponde ai nomi di Perin e Sirigu, mentre nel Milan il concorrente per una maglia ha il pedigree di Reina. 

Pepe è un grandissimo portiere, è stato in squadre top nel mondo: io sono giovane e posso solo copiarlo. Si allena sempre al massimo e con tantissima voglia. Gattuso mi dice di ispirarmi a lui per impegno e abnegazione. Il mister mi ha solo detto di fare quello che so fare e di rimanere tranquillo. Schiaffi li ho presi, soprattutto da lui: ti sprona a dare sempre di più. Alcune volte le bastonate servono.

La stagione 2017/2018, la più complicata della carriera di Donnarumma, è alle spalle, così come l'esame da ragioniere, sostenuto a giugno con un anno di ritardo. Le critiche sono un lontano ricordo, ma il portiere del Milan e della Nazionale sa che l'errore è sempre dietro l'angolo. Soprattutto per un portiere. L'essenziale è saper reagire in tempi brevissimi:

C’è stato un periodo che mi ha turbato l’anno scorso, io cerco sempre di stare tranquillo: anche se fai un errore l’importante è farlo rimanere lì e continuare a giocare e non pensarci. Capita a tutti di sbagliare. Quando sbaglia un portiere si nota di più. Siamo umani.

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