Calciomercato, da Conte a Zidane: i tecnici disponibili pronti a subentrare

Sono tanti i tecnici in giro per l'Europa che attualmente non sono alla guida di nessun club ma possono trovare sistemazione a breve.

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Il calciomercato non finisce mai. Specie quello che riguarda gli allenatori. Già, perché la storia ce lo ha insegnato: il destino dei tecnici è sempre appeso a un filo che, da un giorno all'altro, può spezzarsi. A quel punto entrano in ballo gli allenatori attualmente senza contratto. E spesso la stagione con loro cambia in un attimo.

Mai come quest'anno però gli allenatori attualmente senza squadra sono così esperti, così titolati, così quotati. Per questo il calciomercato dei tecnici è particolarmente bollente. Basti pensare che fra Antonio Conte e Zinedine Zidane sono stati vinti cinque campionati (tre di Serie A, una Premier League e una Liga) e tre Champions League oltre a svariate altre coppe.

Ci sarebbe a disposizione anche Wenger, che a Londra, sponda Arsenal, è passato di moda ma che potrebbe tornare d'attualità per qualche top club. Poi Laurent Blanc, che in Francia ha vinto tutto con Bordeaux e PSG, ma anche Bosz, che nel 2016 ha portato l'Ajax fino alla finale di Europa League. Di profili interessanti ce ne sono parecchi. Il calciomercato degli allenatori può regalare diverse emozioni.

Montella ai tempi del MilanGetty
Montella ai tempi del Milan

Calciomercato, tutti gli allenatori migliori che possono subentrare in corso

Zinedine Zidane, l'uomo delle Champions League

Tre Champions League vinte in due anni e mezzo da allenatore. Zinedine Zidane ha ottenuto risultati eccezionali in poco tempo, lasciando a bocca aperta tutti gli scettici. In questo momento è l'allenatore più desiderato al mondo. Può ambire a qualsiasi panchina voglia, che sia di una nazionale o di un club. Probabilmente deciderà di riposarsi almeno per un anno, difficile prenda in considerazione, come già fatto al Real Madrid nel post Benitez, l'ipotesi di subentrare a stagione in corso.

Zidane dopo la vittoria della terza Champions LeagueGetty
Zidane dopo la vittoria della terza Champions League

Antonio Conte, l'uomo spogliatoio

Arturo Vidal diceva che per lui sarebbe andato in guerra. Effettivamente il cileno ha aspettato fino all'ultimo prima di andare al Barcellona proprio perché se Conte fosse rimasto al Chelsea probabilmente avrebbe scelto i Blues. Ha dimostrato di poter far bene in piazze diverse così come in campionati differenti. Lui il vero sogno di mercato di tutti i top club italiani se le cose dovessero andare male.

Antonio Conte ai tempi del ChelseaGetty
Antonio Conte ai tempi del Chelsea

Laurent Blanc: tanti successi poi il riposo

Eleganza fatta difensore, col tempo è diventato un ottimo tecnico. In carriera ha vinto 4 campionati francesi (uno col Bordeaux, tre con il PSG), 4 Coppe di Lega francesi, 5 Supercoppe di Francia e 2 Coppe di Francia. Conosce le lingue ed è quindi un profilo interessanti per vari club in Europa, ma sono ormai due anni che è senza squadra. Dovrà accettare di rimettersi in gioco, magari anche senza ripartire da un top club assoluto.

Arsene Wenger: tornerà in panchina?

Non ha bisogno di presentazioni. Ha occupato per oltre 20 anni la panchina dell'Arsenal. La sua squadra ha sempre espresso un ottimo calcio, ma negli ultimi anni è stato troppo poco concreto. Per il momento staccherà la spina, ma sarà difficile vederlo su altre panchine. La sua carriera da allenatore potrebbe essere giunta al capolinea. Non si escludono però ruoli dirigenziali.

Arsene WengerGetty
Arsene Wenger

Peter Bosz: serve il riscatto

Tanto bene ha fatto con l'Ajax quanto male ha fatto con il Borussia Dortmund. Era arrivato in Germania come fosse un Messia, l'uomo che doveva valorizzare i tanti, giovani, talenti del club. In realtà dopo le prime 10 giornate, nelle quali sembrava in grado di competere con il Bayern Monaco per il titolo, è crollato e già a dicembre è stato esonerato. Probabilmente dovrà ripartire da una squadra olandese o da una medio-bassa all'estero.

Ralph Hasenhuttl: la tattica prima di tutto

Con l'Ingolstadt ha fatto benissimo, portando il club in Bundesliga e poi salvandolo senza soffrire. Passato al Lipsia è riuscito a fare anche meglio: secondo posto in classifica (e qualificazione alla fase a gironi della Champions League) al primo anno del club nella massima serie tedesca. L'anno scorso ha portato la squadra ai preliminari di Europa League e a un passo da un'altra qualificazione in Champions. Si è separato dalla Red Bull perché i rapporti con i dirigenti non erano più ottimali. Il Lipsia però gli ha fatto firmare un contratto di esclusività: fino a ottobre non potrà allenare in Bundesliga, proprio perchè il club controllato dalla RB voleva evitare di ritrovarselo contro. Ha dimostrato di essere un ottimo allenatore, sogna l'Italia. Merita una squadra di fascia medio-alta.

Ralph HasenhuttlGetty
Ralph Hasenhuttl

Vincenzo Montella: cercasi pista di decollo

Due fallimenti in un anno sono difficili da spiegare. Con il Milan non si è lasciato bene, con il Siviglia ha faticato fin da subito portando però la squadra ai quarti di Champions League (eliminando il Manchester United di Mourinho) e in finale di Coppa di Spagna. Ha bisogno di rimettersi in pista il prima possibile per cancellare gli ultimi risultati, ma probabilmente deve accontentarsi di squadre meno blasonate delle ultime allenate.

Villas Boas: talento inespresso

Nel 2011, alla guida del Porto, è diventato l'allenatore più giovane ad aver mai vinto una coppa europea (aveva 33 anni e 213 giorni). Successivamente però, con Chelsea e Tottenham, ha deluso riuscendo a conquistare altri titoli solo con lo Zenit (campionato russo, coppa e Supercoppa fra il 2015 e il 2016). Era considerato uno dei migliori allenatori d'Europa, ma col tempo si è un po' incartato. Nel novembre del 2016 è subentrato a Sven Goran Eriksson allo Shanghai SIPG, firmando un contratto da 13 milioni di euro. Il 30 novembre 2017 si è dimesso per partecipare al Rally Dakar del gennaio successivo, anche se poi, arrivato alla quarta tappa, ha dovuto ritirarsi per un problema alla schiena. Da quel momento non è ancora tornato ad allenare. Per i risultati ottenuti negli ultimi anni non meriterebbe un club di alta fascia, ma probabilmente, visto il suo status, sta aspettando la prossima ricchissima offerta in giro per il mondo.

Sinisa Mihajlovic: grinta e disciplina

Ovunque va conquista subito tutti, poi però dopo un po' fatica a ottenere risultati. Col suo modo di fare riesce a tenere in pugno tutto lo spogliatoio, poi però col tempo le sue squadre hanno bisogno di staccare la spina: è severo e pretende tantissimo da tutti. L'ultima avventura con lo Sporting Lisbona non è nemmeno cominciata, ma non è colpa sua. Aspetta una nuova occasione, all'estero può ambire a squadre di fascia più alta.

Sinisa MihajlovicGetty
Sinisa Mihajlovic

Claudio Ranieri: l'uomo del miracolo

Il suo nome sarà per sempre legato al Leicester. Il miracolo ottenuto in Premier League però non basta per trovare un lavoro. Dopo l'esperienza con il Nantes in Francia sarebbe bello rivederlo in Italia. Con la sua calma e la sua esperienza potrebbe essere adatto, nel corso della stagione, a squadre impegnate nella lotta salvezza.

Roberto Donadoni: risultati sottovalutati

Fin da quando è stato esonerato come tecnico dell'Italia i suoi risultati sono stati sottovalutati. Con il Parma (poi fallito) ha fatto benissimo e vale lo stesso anche con il Bologna. Al termine della scorsa stagione, dopo tre anni in rossoblù, sia lui che la squadra avevano bisogno di cambiare. Avrebbe forse meritato di allenare una squadra di fascia medio-alta fin dall'inizio della stagione. Dovrà probabilmente accontentarsi di squadre più modeste. Ovunque andrà però farà bene.

Massimo Oddo: spettacolo e delusioni

In Italia negli ultimi anni è stato molto apprezzato per il modo di giocare delle sue squadre (prima il Pescara, poi l'Udinese). Nell'avventura in Friuli ha paradossalmente pagato la sua partenza a razzo. La squadra, considerandosi già salva, ha staccato la spina e non è più riuscita ad attaccarla. E a farne le spese è stato proprio Oddo.

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