Convocazioni Spagna: Luis Enrique alla prima in Nations League

Per prendere confidenza con il suo nuovo ruolo di allenatore della Spagna, Luis Enrique ha optato per convocazioni non troppo rivoluzionarie. Ma il suo marchio deve essere impresso il prima possibile.

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Tra le grandi nazionali che vengono fuori dal Mondiale di Russia 2018 con le ossa rotta, la Spagna è quella che riparte con il numero maggiore di dubbi e domande a cui dover rispondere nel più breve tempo possibile. Anche in Russia la squadra ha giocato il suo calcio, a tratti è stata molto bella da vedere, in altri momenti di un lentezza esasperante, non riuscendo a costruire occasioni da gol, nonostante un possesso palla continuo. Un cambio di rotta è necessario.

In questo senso avere un’identità di gioco così specifica e ormai memorizzata dalla maggior parte della squadra è un plus, ma importante è non fossilizzarsi e soprattutto trovare interpreti che sappiano applicare quell’idetantià di gioco al meglio. Con i vari Iniesta, Xavi, Fernando Torrex e David Silva giovani giocare in quel modo, esaltarsi e vincere è stato possibile. Ma quando questi perni fondamentali vengono meno, arriva il dubbio numero uno: continuare con questa stessa identità, applicandola a nuovi intepreti o cambiarla, assecondando anche le loro propensioni?

Questa è la domanda principale a cui il nuovo tecnico della Spagna, Luis Enrique, dovrà rispondere. Le convocazioni per le prime partite ufficiali della sua gestione in Nations League sembrano però un modo per prendere tempo, mettendo insieme gli storici calciatori che hanno fatto grande la Roja, i giovani dell’Under 21 vicecampione europea e alcuni nomi che hanno fatto bene in questi anni, senza essere stati presi davvero in considerazione dai selezionatori precedenti.

Luis Enrique alla sua prima con la Spagna in Nations League: come cambierà la Roja?

Le convocazioni della Spagna per i prossimi impegni in Nations League sono state per Luis Enrique un primo modo per approcciare ad un lavoro, quello del selezionatore, molto diverso rispetto a quello di tecnico a cui eravamo abituati a vedere l’allenatore ex Barcellona. Il Luis Enrique che abbiamo visto in Italia nella Roma è un tecnico che ama rivoluzionare, prendere le risorse a disposizione e rivoltarle, per adeguarle ad una sua idea di calcio ma anche per scuoterne eventuali rilassatezze.

Fare questa stessa cosa con una nazionale, avendo a disposizione i calciatori per pochissimo tempo, è molto più difficile. Anche per questo motivo le sue prime scelte hanno messo insieme spinte molto diverse che nel tempo poi Luis Enrique dovrà definire con maggiore attenzione. Un primo esempio può essere quello del portiere: su chi si indirizzerà la scelta di Luis Enrique, su un De Gea, padrone della porta della Spagna da anni, oppure su Kepa, cercando riportare i compiti che al portiere spagnolo sta chiedendo Maurizio Sarri al Chelsea?

In difesa le cose sembrano ancora più fluide. C’è da sostituire Piqué, il quale ha detto finalmente basta al suo angoscioso rapporto con la nazionale. Il capitano Sergio Ramos sarà ancora di più la pietra d’angolo su cui tutto si baserà, mentre sulle fascia destra bisogna scegliere fra l’energia di Carvajal e la capacità di fare tanto altro di Sergi Roberto. A sinistra il Marcos Alonso degli ultimi tempi non teme rivali. Come riserva la scelta retrò di Albiol è anche il premio ad un calciatore che in questi anni al Napoli ha cambiato tante volte pelle, imparando cose molto diverse.

Il centrocampo, come per la difesa, ha un totem intoccabile, “El Pulpo” Sergio Busquets, da cui tutte le manovre offesnive partono e troppo bravo nel coprire i centrali per farne a meno in questo momento di ricostruzione. Ma gli altri che dovranno accompagnarlo devono cresce in personalità e statement internazionale. Thiago deve diventare il calciatore che ha sempre promesso di essere, e insieme a lui Saul deve dimostrare di essere decisivo anche senza Simeone in panchina.

Per l’attacco, al centro di tutto dovrà ruotare per forza di cosa Diego Costa, il quale permette anche manovre più disarticolate e confuse, perché riesce a crearsi spazi da solo, mentre le due mezzepunte che dovranno sostenerlo, Isco e Asensio, saranno anche loro testati ad alti livelli, da raggiungere nel più breve tempo possibile. Per l’attacco è interessante la convocazione di Morata, escluso da Lopetegui ai Mondiali di Russia, ma un’opzione credibile al fianco di Diego Costa, per una squadra davvero diversa dal classico spagnolo.

I nomi dei convocati non sono molto diversi dai grandi protagonisti degli ultimi anni della Roja, ma già in questa fase iniziale della Nations League potremmo vedere una Spagna differente. Troppo grande la personalità di Luis Enrique, il quale in qualunque squadra abbia allenato ha sempre cercato di imporre il suo marchio, andando spesso contro a gerarchie anchilosate da anni. Vedremo una Spagna che cambierà subito e nelle prossime convocazioni non ci sarà da meravigliarsi se nomi nuovi, anche inaspettati, entreranno nella famiglia della Roja.

I convocati della Spagna

Portieri: De Gea (Manchester United), Kepa (Chelsea), Pau López (Betis)

Difensori: Carvajal (Real Madrid), Azpilicueta (Chelsea), Albiol (Nápoles), Diego Llorente (Real Sociedad), Nacho (Real Madrid), Sergio Ramos (Real Madrid), Íñigo Martínez (Athletic), Marcos Alonso (Chelsea), Gayá (Valencia)

Centrocampisti: Busquets (Barcelona), Sergi Roberto (Barcelona), Rodrigo (Atlético), Saúl (Atlético), Thiago (Bayern), Ceballos (Real Madrid)

Attaccanti: Isco (Real Madrid), Asensio (Real Madrid), Morata (Chelsea), Diego Costa (Atlético), Suso (Milán), Rodrigo M. (Valencia)

Probabile formazioni Spagna

Spagna (4-3-3): De Gea; Caravajal, Sergio Ramos, Íñigo Martínez, Marcos Alonso; Sergi Busquets, Thiago, Saul; Isco, Diego Costa, Asensio.

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