Il futuro di Valentino Rossi su 3 strade: MotoGP, Rally o team manager

Valentino Rossi ha firmato con Yamaha fino al 2020. Tre le strade possibili nel futuro: un ruolo di team manager in MotoGP, le gare su quattro ruote o un ulteriore rinnovo.

Valentino Rossi pilota Yamaha Getty Images

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Fino al Gran Premio del Qatar si rincorrevano voci di un possibile addio alla MotoGP di Valentino Rossi o di eventuali conflitti interni con Yamaha, ormai stanca di sostenere un campione sulla via del tramonto. Il rinnovo anticipato di Maverick Vinales, nel giorno della presentazione del team ufficiale, aveva gettato ombre sul suo futuro, ma è bastato approdare a Losail per smentire le voci dei detrattori. Ha firmato un contratto biennale alla pari degli altri piloti (Petrucci escluso), allora preannunciato come l'ultimo rinnovo in carriera, ma il suo grande stato di forma non esclude un ulteriore prolungamento.

A 39 anni di età e a sette gare dalla fine del Mondiale, il campione di Tavullia detiene il secondo posto in classifica nonostante le tante difficoltà di una YZR-M1 in preda ai ritardi tecnici. Dopo le disavventure con il telaio nella stagione 2017, quando sono state sperimentate ben sette specifiche differenti, quest'anno deve sopportare il giogo di un'elettronica non all'altezza di Honda e Ducati, anche se gli ingegneri di Iwata hanno ammesso di dover fare i conti con defezioni sull'intero pacchetto, a cominciare dal motore che per via del regolamento resta intoccabile se non nei test privati e nel post Valencia.

Valentino Rossi e il suo staff continuano gara dopo gara a stringere i denti, con la forza di un pilota che continua a sentirsi giovane, a intrattenersi nel box fino a notte fonda prima della gara, pur di trovare quel piccolo dettaglio che possa rendere più sopportabile il gap dalle dirette avversarie: la Desmosedici di Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso e la RC213V di Marc Marquez. Ha una tremenda "paura" di lasciare il mondo delle corse che da oltre un ventennio fanno parte del suo Dna, un inconscio timore di interrompere la rincorsa al sogno del decimo titolo iridato, negli ultimi anni ostacolato dall'introduzione della centralina unica e da un avversario in piena ascesa verso la leggenda di nome Marquez. Pianificare il futuro è prematuro, tutto dipenderà dalla capacità e dalla voglia di reazione della Yamaha, ma sul suo cammino ci sono tre strade percorribili dopo il 2020.

Valentino Rossi nel box YamahaGetty Images

Valentino Rossi e l'ultimissimo rinnovo di contratto

La vita del Ranch e i giovanissimi allievi della VR46 Riders Academy rappresentano un grande stimolo per il pesarese. "Il mio segreto? Penso di essere 10 anni più giovane”, ha ammesso qualche settimana fa. Durante la pausa invernale si è allenato più del solito tra sterrato e palestra e i risultati si vedono in pista. Ad eccezione del GP d'Austria, pista tradizionalmente anti Yamaha, è riuscito a sostenere il ritmo di gara pur dovendo fare affidamento su una moto di uno step inferiore a Honda e Ducati e nonostante avversari molto più giovani e affamati. Essere davanti a Maverick Vinales non è risultato da poco, è lui ad essere il faro della squadra e a dettare la miglior strada per lo sviluppo della M1.

Valentino Rossi porta sponsor, interesse, seguito di tifosi, riesce a calamitare l'attenzione dei media e ad essere competitivo, riuscendo ancora a modificare lo stile di guida in base alle esigenze e senza mai perdere stimoli. Se fino a qualche mese fa il 2020 sembrava la data ultima della sua carriera, pur in balia della mareggiata tecnica nel box dei Tre Diapason, adesso il rinnovo sembra più probabile.

Fisicamente mi sento al top. A fine gara ho la forza per compiere ancora altri 5 giri. Per me è davvero un peccato non avere una moto al top... Sono vecchio, ma non ho perso la voglia di imparare e crescere. Nei prossimi anni deciderò se continuare ancora o fermarmi, ora non lo so.

Valentino Rossi team manager in MotoGP

Dopo la formazione di un team in Moto3 e subito dopo in Moto2, non è più un mistero che il Dottore stia progettando un ingresso in grande stile nella classe regina con un suo team satellite Yamaha. Non a caso Tech3 ha deciso di migrare in KTM che gli offriva un futuro più chiaro e definito. Dopo il fallimento del team Marc VDS Dorna ha preferito lasciare vacanti due selle in MotoGP in attesa dell'arrivo del team VR46. Non è detto sia un progetto che si realizzerà automaticamente dal 2021, perché se deciderà di proseguire l'avventura di pilota la sua nuova carriera di team manager sarà ulteriormente rinviata.

Inoltre lo staff VR46 ama muoversi con un certo stile e non per recitare un ruolo da comparsa. Sicuramente gli sponsor più prestigiosi farebbero la fila per accasarsi in un eventuale team di Valentino Rossi, ma organizzarsi in meno di due anni non è impresa facile dal punto di vista tecnico e logistico. L'arrivo di Franco Morbidelli nel box SIC Petronas dal 2019 e il Master Camp in collaborazione con Yamaha lascia intendere le intenzioni future della fabbrica giapponese e dell'Academy. 

Valentino Rossi e la voglia di quattro ruote

Non ha mai nascosto il sogno di partecipare alla 24 Ore di Le Mans e alla Dakar. Le sei vittorie al Monza Rally Show, affiancato dal navigatore Carlo Cassina, la dicono lunga sulla sua intraprendenza al volante di un'auto da rally. Suo padre Graziano rispecchia un po' quello che potrebbe essere il passaggio dalle due alle quattro ruote di Vale, è stato lui a trasmettergli la passione per i rally. "Valentino continuerà a fare le corse con le automobili". Graziano Rossi si dice convinto: dopo il 2020 potrebbe dire addio alle corse in MotoGP per dedicarsi alle auto. Una nuova avventura che potrebbe coesistere con quella di team manager nel box Yamaha? Sarà da vedere, di certo in questo momento neppure il campione di Tavullia potrebbe rispondere con certezza a questa domanda.

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