Vuelta 2018: iniziano le salite dure con l'arrivo a La Covatilla

La prima tappa con grandi salite mostrerà lo stato di forma dei tanti favoriti alla vittoria finale della Vuelta Espana 2018. Le nostre speranze sono tutte riposte in Fabio Aru.

Si sale sull'Alto de la Covatilla e gli uomini di classifica non possono più nascondersi. Getty Images

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Con la seconda vittoria di Valverde in questa edizione, la Vuelta Espana 2018 termina la sua prima fase con una situazione ancora poco chiara e con i grandi favoriti ancora tutti in lizza. La prima settimana della corsa spagnola si è sviluppata su percorsi molto insidiosi, in cui i velocisti hanno avuto poche chance. Solo il finale di Alhaurín de la Torre era adatto per una volata di gruppo ed Elia Viviani ha timbrato il cartellino per la sedicesima volta in stagione.

La maglia rossa in questo momento è sulle spalle del francese Rudy Molard, ma alle sue spalle c’è grande fibrillazione. A soli 47’’ Valverde ha dimostrato di essere in ottima forma, battendo nell’arrivo dell’ottava tappa il campione del mondo, Peter Sagan, con Simon Yates quarto a meno di un minuto e Quintana ottavo a 1’14’’. Tutti gli altri favoriti sono ai primi posti, con il nostro Fabio Aru, tredicesimo, a 1’28’’. Vincenzo Nibali si è spesso staccato anche su salite poco proibitive e ad un certo punto ha sbottato, chiedendosi addirittura se sarebbe tornato mai più quello di prima, avendo sempre mal di schiena dopo la caduta al Tour.

Per nostra fortuna, lo Squalo ha poi affermato che non è venuto in Spagna per fare classifica e che la forma, in vista del Mondiale di Innsbruck, stava crescendo sempre di più. Domani la Vuelta cambia registro e inizia a presentare le prime salite decisive della corsa. La nona tappa, da Talavera de la Reina a La Covatilla è già un banco di prova importante per testare il valore dei favoriti.

Si sale sull’Alto de la Covatilla, prima grande salita della Vuelta 2018 per testare la forma dei capitani

Le tappe per provare la gambe e iniziare a forzare la resistenza delle squadre migliori sono finite, adesso contano i capitani e la loro voglia di vincere questa edizione della Vuelta Espana. Fino ad oggi la corsa ha mostrato due primedonne: Valverde, capace di vincere su due traguardi molto difficili, come quelli del Caminito del Rey e di Almadén, e Kwiatkowski, venuto in Spagna per far vincere alla Sky il terzo grande giro con tre uomini diversi in un solo anno.

Fra gli altri, nei pochi scatti in cui hanno dovuto principalmente controllare, si è intravista la grande forma di Quintana, la brillantezza di Yates e altri corridori, come Aru, Kruijswijk, Angel Lopez e De La Cruz che potranno solo crescere da questo momento in avanti.

Domani la prima prova davvero importante con un arrivo in salita molto duro. Dopo la partenza da Talavera de la Reina si scala subito la salita di Puerto del Pico, un’ascesa al 5,7% di pendenza e che sale oltre i 1000 metri di altitudine. Appena si riscende, di nuovo in salita per scalare l’Alto de Gredos e poi il Puerto de Pena Negra. Dopo questa prima fase molto dura, si inizia a scendere e poi una serie di strappetti continui creeranno di sicuro apprensione nel gruppo.

Si arriva così all’ascesa finale, l’Alto de la Covatilla, di 9 km, con pendenza media del 7,5%, ma tratti lunghi anche al 12%. Sarà su questa salita che gli uomini di classifica proveranno per la prima volta in questa Vuelta la propria e l’altrui forma, cercando magari già di scavare dei vantaggi in classifica difficili da recuperare. Sarà la prima tappa di montagna e noi ci aspettiamo un Aru come nel 2015, quando vinse da non favoritissimo la corsa spagnola.

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