Tennis, Paolo Lorenzi cambia coach e punta all'Australia

Il tennista italiano, reduce dalla sconfitta agli Us Open, cambia coach e continua ad allenarsi in Florida in vista di nuovi obiettivi.

Tennis, Lorenzi vuole ancora stupire Getty Images

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Pensate all’entusiasmo di un ragazzino. Metteteci pure l’esperienza di un veterano. Mixate il tutto e vi ritroverete davanti Paolo Lorenzi, tennista italiano classe 1981, nato a Roma ma cresciuto a Siena, attualmente residente in Florida. Per molti è un Highlander vivente, l’ultimo immortale dell’Atp, posizionato intorno alla 120esima posizione della classifica mondiale. Ragazzo intelligente, gestisce il suo fisico alla perfezione, non parliamo di un talento, ma di un atleta che in carriera si è aggiudicato comunque 20 titoli del circuito Challenger.

L’ultima volta è recente, risale al 6 agosto scorso: a Sopot, nel torneo resuscitato da Mariusz Fyrstenber, Lorenzi ha sconfitto in finale (in tre set) Daniel Gimeno Traver entrando a far parte di una ristrettissima cerchia di pluridecorati.

Oltre a Paolino infatti solo il recordman Yen-Hsun Lu (29 centri) e Dudi Sera (22) possono vantare almeno venti trofei di secondo livello nel palmares. A questo punto, voi direte, potrebbe anche ritirarsi? Macché, anzi, Paolo Lorenzi raddoppia, si trasferisce in Florida, cambia coach e punta spedito verso nuovi obiettivi (entrare nel tabellone degli Australian Open, primo Slam della nuova stagione). Dopo la dolorosa separazione da Galoppini, il tennista senese si è legato a Walter Grinovero e Martin Rodriguez, gli stessi che seguono la giovane promessa cilena Nicolas Jarry. La fascite plantare, che lo ha condizionato per tutto il 2018 e non solo, è quasi passata, Lorenzi ha soltanto voglia di continuare a stupire.

Tennis, Paolo Lorenzi cerca il riscatto

Agli Us Open si è arreso in tre set contro l’argentino Guido Pella, un peccato in termini di punti considerando il risultato raggiunto nel 2016 con gli ottavi di finale sfiorati contro Murray:

Sinceramente ero partito bene - ha raccontato al termine del match - pensavo di fare una partita lunga, combattuta. Invece lui ha giocato molto meglio di me, succede, sono stato macchinoso e lento. Ho servito male, ho fatto pochi punti e lui continuava a fare sempre meglio

Qualche giorno di riposo e poi di nuovo in campo, Lorenzi è già proiettato al futuro:

L’obiettivo primario è stare bene, poi rientrare nei primi 100, adesso dovrei scalare 116 o 120. A breve giocherò a Genova e in Polonia, due Challenger importanti, da qui a fine anno toccherò poco il cemento

Il meglio deve ancora arrivare, le motivazioni non gli mancano, Paolo Lorenzi è pronto a regalarsi un altro anno da Highlander.

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