Champions League: Juventus, contro Mou e l'ex Pogba vietato sbagliare

Dopo l'arrivo di Cristiano Ronaldo i bianconeri non possono più nascondersi: per arrivare alla coppa dovranno però superare un girone che cela numerose insidie.

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Poteva andare meglio, forse, ma sicuramente poteva andare anche peggio. Dall'urna di Montecarlo la Juventus, inserita in prima fascia nel sorteggio della fase a gironi di Champions League, pesca avversari non certo irresistibili: il Manchester United in crisi di José Mourinho e dell'ex Pogba, un Valencia privo di grandi nomi e i modesti svizzeri dello Young Boys di Berna.

Questa, almeno a caldo e al netto che ogni partita di Champions League presenta ovvie incognite, può essere l'impressione che si ricava osservando le squadre presenti nel gruppo H, che vedono la squadra di Allegri nettamente favorita sulla concorrenza. Naturale che sia così, dato che soprattutto dopo l'arrivo a Torino di Cristiano Ronaldo, avvelenato per il titolo di Calciatore dell'anno UEFA finito a Modric e deciso a dimostrare la sua grandezza lontano da Madrid, i bianconeri non possono più nascondersi e devono puntare dritti alla coppa dalle grandi orecchie.

Osservando meglio però gli avversari, è facile comprendere come le parole di Allegri, che al termine del sorteggio ha definito il girone "impegnativo", siano più che giustificate. Vero è che oggi come oggi l'avversaria principale della Juventus potrebbe essere la Juventus stessa, che corre il rischio di mostrare eccessiva confidenza nei propri grandi mezzi, ma lo è altrettanto il fatto che sia Manchester United che Valencia rappresentano oggi degli enormi punti interrogativi.

Champions League: Juventus, contro il Manchester United di Mou e l'ex Pogba vietato sbagliare

Intendiamoci: i Red Devils visti fino a oggi in questa stagione, capaci di vincere solo all'ultimo tuffo contro il Leicester alla prima di campionato per poi collezionare due sconfitte di fila, non sembrano certo lo squadrone che spadroneggiava in Europa ai tempi di Sir Alex Ferguson. José Mourinho non è mai riuscito a trovare il giusto feeling con la squadra, ha faticato più del previsto a trovare un'identità tattica e non ha visto arrivare dal mercato i rinforzi richiesti alla società.

La quale, d'altra parte, sembra aver perso completamente fiducia nelle capacità di quello che pochi anni fa poteva essere definito "il miglior allenatore del mondo" e che avrebbe dovuto portare i Red Devils a rinascere dopo diverse stagioni difficili. Non è successo, lo United ha continuato a vivere all'ombra del Manchester City dell'acerrimo rivale di Mou, Guardiola, e un anno senza trofei alzati ha ridotto ai minimi termini l'amore, forse mai sbocciato, tra club e tecnico.

Pogba e MourinhoGetty Images
Il difficile rapporto tra Pogba e Mourinho potrebbe risolversi bruscamente con l'allontanamento del tecnico portoghese, ma se le cose tra lo Special One e la squadra dovessero funzionare ecco che il Manchester United potrebbe essere avversario tosto per chiunque.

Il quale per assurdo potrebbe persino non essere più al suo posto quando il 23 ottobre la Juventus si recherà all'Old Trafford per la sfida della terza giornata del gruppo H: se i risultati del Manchester United continuassero a essere negativi, infatti, Mourinho potrebbe essere esonerato, anche se al suo posto pare potrebbe arrivare nientemeno che Zidane, allenatore campione d'Europa in carica e che in bianconero ha scritto un'epoca da calciatore.

In ogni caso il Manchester United, anche guardando a oggi e escludendo avvicendamenti in panchina, è avversario ovviamente da non sottovalutare. Perché quello visto finora è troppo brutto per essere vero, soprattutto in ragione di una rosa che può vantare elementi di assoluta qualità come il portiere De Gea, il talentuoso cileno Alexis Sanchez, il possente centravanti belga Lukaku - nelle giornate di grazia inarrestabile - e soprattutto Paul Pogba, il grande ex diventato fenomeno in bianconero e poi parzialmente spentosi in una squadra in crisi ma che nella partita secca, con certe individualità, può ancora mettere in difficoltà chiunque.

MANCHESTER UNITED (4-3-2-1): De Gea; Valencia, Smalling, Lindelof, Shaw; Fred, Matic, Pogba; Mata, Sanchez; Lukaku.

Mina vagante Valencia

A questo aggiungiamo gli spagnoli del Valencia, rinati sotto la gestione di Marcelino e che in rosa hanno tre calciatori che sono passati dalla Serie A e che quindi sono ben consapevoli dello spessore della Juventus: il portiere brasiliano Neto, emerso nella Fiorentina e poi relegato in panchina alla Juventus da un certo Gigi Buffon, e gli ex-Inter Murillo e Kondogbia, quest'ultimo trasformatosi in Spagna dopo le delusioni nerazzurre. L'attacco poi presenta Rodrigo, ispanico-brasiliano accostato in estate persino al Real, e il 21enne talento portoghese Goncalo Guedes, uno che è già stato paragonato - forse con eccessivo entusiasmo ma certo non senza motivo - a Cristiano Ronaldo e che vorrà dimostrare nello scontro diretto tutto il suo valore.

Il mercato ha poi portato al Valencia, che si candida per essere una mina vagante in questa Champions League 2018/2019, oltre al riscatto di Guedes dal PSG altri due rinforzi per il reparto avanzato, l'esperto Gameiro e il giovane Michy Batshuayi, strepitoso negli ultimi sei mesi della scorsa stagione in prestito al Borussia Dortmund e che il Chelsea, proprietario del cartellino, ha girato agli spagnoli in prestito.

Da segnalare infine la presenza come probabile titolare del terzino italiano Piccini, cresciuto nella Fiorentina che non gli ha mai dato una vera possibilità, del russo Cheryshev stella agli ultimi Mondiali e di un Dani Parejo che prossimo ai trent'anni sembra finalmente esploso dopo anni da eterna promessa. Come e più del Manchester United, il Valencia è un'incognita, una squadra senz'altro abbordabile ma che nasconde più di un'insidia, anche a causa di un potenziale ancora non del tutto espresso e che potrebbe sorprendere gli incauti.

VALENCIA (4-3-3): Neto; Piccini, Murillo, Garay, Gaya; Soler, Parejo, Kondogbia; Guedes, Batshuayi, Rodrigo.

Vietato distrarsi contro lo Young Boys

Infine lo Young Boys di Berna, dominatore nell'ultima stagione in patria (ha vinto campionato e coppa nazionale) e riuscito a centrare la qualificazione ai gironi in rimonta contro la Dinamo Zagabria: dopo l'1-1 in Svizzera, gli uomini guidati da Gerardo Seoane sono andati a vincere in Croazia grazie alle reti di Guillaume Hoarau, 34enne ex-bomber di Le Havre e PSG rinato con la maglia degli svizzeri e attaccante che per fisico ed esperienza può sempre far male. 

Certo per mettere in difficoltà difese come quelle di Juventus, Manchester United e Valencia può non bastare, così come potrebbe non bastare il genio intermittente di Miralem Sulejmani, stella dell'Ajax scemata nel giro di poche stagioni, o il dinamismo del centrocampista Sow e della punta ivoriana Assalé. In difesa da segnalare il giovane e promettente Mbabu e l'esperto 35enne Von Bergen, visto in Italia per tre stagioni con le maglie di Cesena e Genoa.

YOUNG BOYS (4-4-2): von Ballmoos; Mbabu, Von Bergen, Wuthrich, Benito; Ngamaleu, Sow, Sanogo, Sulejmani; Assalé, Hoarau.

Lo Young Boys, in definitiva, sembra davvero poca roba. Ma esclusi gli svizzeri, ecco che gli avversari della Juventus, a un'occhiata più attenta, non sembrano più così abbordabili. Il Manchester United ha individualità di spicco e gioco e identità tattica che non possono che migliorare, il Valencia ha entusiasmo e la leggerezza di chi ha ben poco da perdere. Certo chi vuole vincere la Champions League è consapevole che per riuscire nell'impresa andranno superati ostacoli ben più duri, ma dare per scontato il passaggio del turno o non pensare che ogni gara e ogni punto siano importanti potrebbe essere un errore fatale.

Ecco perché Allegri ha parlato di "gruppo impegnativo", ecco perché più che nelle passate stagioni la Juventus - squadra che storicamente non prende sottogamba nessuna gara - potrebbe rivolgere i suoi sforzi nel far bene in Europa. Perché la Champions, quella splendida ossessione, è lì, e questo può essere l'anno buono dato che con un Cristiano Ronaldo in più nel motore i bianconeri possono battere chiunque. Ma prima c'è da passare il girone, e non sarà una passeggiata.

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