Nazionale, perché ignorare Caligiuri? Allo Schalke è un leader ed è decisivo

L'esterno italiano è da anni uno dei migliori in Bundesliga. Eppure non è stato preso in considerazione per le prossime partite dell'Italia.

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Un trascinatore, un leader, ma soprattutto un ottimo calciatore. Daniel Caligiuri in Bundesliga è uno degli esterni destri più stimati. D'altronde è uno dei giocatori più decisivi. L'anno scorso con lo Schalke ha segnato 6 gol in 33 partite nelle quali ha servito anche 11 assist ai compagni. Ma per descriverlo i numeri non bastano. Anzi, basarsi solo su quelli sarebbe un errore grave.

Caligiuri, infatti, è molto più dei gol e degli assist che fa. Daniel riesce a essere decisivo in partite importanti, quando la tensione è alta e assumersi la responsabilità di prendere la squadra per mano non è da tutti. Per avere conferme basta guardare il gol che ha segnato nel derby (pareggiato per 4-4) l'anno scorso contro il Borussia Dortmund. Dribbling, contro-dribbling, tiro potente e preciso. Semplicemente imparabile.

Allo Schalke si fa grande affidamento su di lui. Non un caso che la squadra, l'anno scorso, sia arrivata seconda dopo quasi un decennio. Erano anni, fra l'altro, che il club di Gelsenkirchen non riusciva a qualificarsi per la Champions League. Grazie a Caligiuri, titolare in tutte le partite della scorsa Bundesliga, però in questa stagione si torna nella massima competizione europea.

Nazionale, perché non chiamare Caligiuri?

La titolarità di Caligiuri allo Schalke è significativa. L'anno scorso il tecnico Domenico Tedesco si è affidato molto sul turnover. Spesso, a giro, si sono seduti in panchina giocatori del livello di Bentaleb, Harit, Goretzka ed Embolo. L'unico a giocare sempre è stato Daniel. Per questo sorprende la decisione di Mancini di non convocarlo per le prossime partite della nazionale.

Caligiuri vuole assolutamente arrivare a giocare con la maglia azzurra. Leader e punto di forza della seconda della scorsa Bundesliga, sicuramente la qualità per giocare con l'Italia ce l'ha. D'altronde Daniel ad alti livelli ci gioca da anni. Era uno dei giocatori più rappresentativi anche al Wolfsburg, quando i Lupi arrivarono ai quarti sia in Europa League (2015, eliminando l'Inter) che in Champions League (2016). Sogna la nazionale, la desidera. Da italiano all'estero sarebbe anche una storia particolarmente romantica. Perché Caligiuri è un trascinatore, un leader, ma soprattutto un ottimo giocatore. Uno come lui non può non far comodo.

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