Tanti auguri, Pavel: i 5 gol più belli di Nedved in carriera

Nel giorno del suo compleanno riviviamo le prodezze di Nedved con le maglie di Lazio e Juventus: cinque gol belli e di diversa complessità che hanno segnato la carriera del ceco in Serie A.

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C'era un motivo per cui Pavel Nedved quando giocava veniva chiamato la "Furia ceca". Era una vera iradiddio su quella fascia sinistra, solcata di continuo dalla sua corsa fluente e instancabile. I capelli lunghi e biondi che col vento in faccia si spostavano all'indietro erano il marchio di fabbrica di un calciatore passato alla storia non solo per la cattiveria agonistica messa in campo, ma soprattutto per l'abilità di trattare con la stessa cura il pallone tanto col piede destro quanto col sinistro.

Nedved oggi compie 46 anni, ma sembra ancora di rivederlo. Non ha perso lo sguardo di ghiaccio neanche da dirigente della Juventus, di cui dal 2015 è diventato vicepresidente. Così come il caschetto biondo in testa: sempre lì, stessa misura, stessa lucentezza del Pallone d'Oro conquistato nel 2003. Ha lasciato il calcio giocato ormai da nove anni, era il 2009. Fatalità l'ha fatto affrontando la squadra che l'ha lanciato tra i grandissimi, la Lazio.

Proprio con la maglia dei biancocelesti prima e con quella dei bianconeri poi, Nedved ha realizzato prodezze uniche ricordate come esempio di perfezione balistica: tiri al volo, dalla distanza, di fino, tutto eseguito con una maestria ed eleganza che pochi al mondo hanno mostrato. Oggi, nel giorno del suo compleanno, era doveroso presentare cinque capolavori, diversi per genere e complessità. In ogni caso bellissimi.

L'ultima partita di Pavel Nedved Google
Pavel Nedved ha giocato la sua ultima partita contro la Lazio: era il 31 maggio 2009

I 5 gol più belli di Nedved in carriera

1. Roma-Lazio 1-3, 1997

La Roma Nedved l'ha punita spesso, sia con la Lazio sia quando giocava per la Juventus. I giallorossi sono stati la vittima preferita del ceco in carriera: 26 incontri, 12 vittorie e 7 gol segnati. Uno di questi è ancora nella memoria del tifo biancoceleste. Il 1 novembre del 1997 il derby blocca la vita della Capitale, spostata per 90' all'Olimpico. Nedved è in campo, Eriksson non ci rinuncia. Neanche dopo l'espulsione di Favalli al 7' del primo tempo. Pare che l'inferiorità numerica galvanizzi ancor di più la Lazio che al 57' si trova già sul 2-0 grazie ai colpi di Mancini e Casiraghi. Poi arriva quello della Furia ceca. Trasforma una rimessa laterale in una palla gol: ha la forza di scattare all'85', di eseguire un sombrero dolcissimo, di proseguire la corsa con un delicato tocco di coscia lasciando dietro chiunque e di rimanere lucido davanti alla porta di Consel per batterlo con un pallonetto misurato a dovere. Una sequenza di rapidi calcoli col pallone spostato dal basso verso all'alto in una frazione di secondo. Che classe.

2. Juventus-Brescia 2-0, 2003

Il capolavoro del 26 ottobre 2003 invece è condensato in unico gesto tecnico. Cambiano maglia e avversario: la Juventus batte 2-0 il Brescia in casa, reti di Nedved e Trezeguet. I bianconeri si salvano poco prima del vantaggio, Buffon intercetta il rigore di Roberto Baggio e apre al gol dell'11 bianconero. Il cross di Zambrotta dalla sinistra trova al centro dell'area la testa di Trezeguet, sponda per Nedved che in mezza rovesciata, quasi accartocciandosi su se stesso, calcia di collo pieno al volo con forza e precisione rare infilando la palla all'incrocio dei pali.

3. Lecce-Lazio 0-1, 2000

Se non ci fossero stati Nedved e quella magia al 38' del primo tempo, chissà se la Lazio sarebbe riuscita a battere il Lecce fuori casa il 5 marzo 2000. La partita è tirata e combattuta, i salentini rispondono con tenacia e agonismo all'alta qualità dei biancocelesti. Ma neppure una difesa accorta può evitare il gioiello del 18 laziale. Ravanelli alza di prima intenzione un pallone sulla trequarti verso Nedved, che lo lascia rimbalzare una volta, lo guarda, lo aspetta e poi lo colpisce: ne esce fuori la perfezione. Un arco imprendibile che nasce dal limite dell'area di rigore e si spegne all'incrocio dei pali scuotendo con forza la rete. Un'altra gemma unica.

4. Ajax-Juventus 0-1, 2004

Fino ad ora abbiamo visto pallonetti, rovesciate e gran gol al volo. Manca il tocco da biliardo, quello spinto in rete solo di classe con la sensibilità dei migliori artisti. Nedved ne dà dimostrazione il 15 settembre 2004 durante un Ajax-Juventus della fase a gironi della Champions League 2004-05, l'edizione vinta ai calci di rigore dal Liverpool ad Istanbul dopo l'incredibile rimonta (da 3-0 a 3-3 in 6') contro il Milan. Del Piero porta palla e serve l'inserimento di Camoranesi che, ostacolato, appoggia per Nedved. Il ceco si piega dando forza al tiro con tutto il corpo, un colpo secco con l'esterno del piede destro: tac, un bacio al palo e via in fondo alla porta. Un gesto così delicato che Pavel festeggia alla sua maniera, correndo con l'indice ben in vista, i capelli al vento e la faccia da duro come a dire: "Visto cosa ho fatto?". 

5. Roma-Lazio 2-2, 2001

Il gol al derby l'abbiamo già annotato, ma in questo che rivivremo Nedved aggiunge ancora qualcosa. E non c'è nulla di studiato, ci sono semplicemente la spontaneità e la prontezza di un campione purissimo. Il 29 aprile 2001 Roma e Lazio si ritrovano l'una di fronte all'altra per disputare un derby d'alta classifica dal profumo di scudetto. Lo azzannano i giallorossi: due grandissime giocate di Batistuta e Delvecchio sembrano ammazzare i biancocelesti, colpiti due volte nel giro di pochi minuti (48' e 54'). Ma la ferocia di Nedved si esalta nei momenti di difficoltà e dopo 78' passati a lottare in ogni zona del campo, a cercare il passaggio o la conclusione giusti per lasciare il segno decide di entrare in scena per davvero. La punizione di Mihajlovic è respinta di testa da Zebina sui piedi di Pavel che in un attimo, quasi d'istinto, stoppa il pallone e si coordina per tirare di sinistro. Impatta al volo con una forza tale che nel momento in cui Antonioli tenta la parata la palla è già passata ed ha fatto esplodere la Curva Nord. Con quella rete la Lazio torna a credere alla rimonta, completata al 95' sull'ultimo calcio d'angolo del match grazie alla botta da fuori di Castroman.

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