Egitto, le sette richieste di Salah per restare in Nazionale

Con una lettera inviata dal suo legale, l'attaccante del Liverpool minaccia l'addio ai Faraoni: chiede due guardie del corpo e l'assenza di contatti con i tifosi.

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Un trattamento "vergognoso". Non usa mezzi termini Mohamed Salah per raccontare il suo rapporto con la Federcalcio egiziana: l'aggettivo spicca nella lettera inviata in federazione da parte dell'avvocato Remy Abbas Issa, legale dell'attaccante del Liverpool autore di ben 32 reti nella Premier League 2017/2018 e trascinatore dei Reds anche nei primi passi della stagione 2018/2019.

L'attaccante nato nel 1992 a Basyoun, a segno 35 volte in 59 partite con la maglia dell'Egitto e fresco di partecipazione ai Mondiali 2018 con i Faraoni, è detentore di diversi primati: tra questi, quello di calciatore africano ad aver segnato più reti in una singola stagione di campionato, calciatore africano ad aver segnato più reti in una singola edizione di Champions League e uno dei tre calciatori africani - con Efan Ekoku e Yakubu - ad aver segnato un poker di reti in Premier League. Dati che Salah vuole far valere nella disputa con i vertici federali del suo Paese, arrivata al punto di non ritorno. A originarla la mancata protezione assicurata dalla federazione al calciatore in occasione di ogni impegno con la Nazionale guidata da Hector Cuper, quando Salah viene puntualmente preso d'assalto dai tifosi.

Bagni d'affetto che in tanti gradirebbero. Tanti, ma non evidentemente Salah. Secondo quanto spiegato dal Sun, nella lettera inviata dal legale dell'ex calciatore di Fiorentina e Roma si chiedono a chiare lettere le dimissioni di tutti i dirigenti della Federcalcio egiziana. L'accusa è chiara e circostanziata: la federazione non garantito l'adeguata protezione nei suoi confronti. Ma le richieste di Momo non si fermano qui. E i toni duri adottati domenica su Twitter dopo la vittoria del Liverpool sul Brighton confermano la tensione che si respira tra la stella della Nazionale egiziana e i dirigenti del calcio al Cairo:

È normale che una Federazione cerchi di far stare il meglio possibile i propri calciatori, risolvendo i problemi che si presentano. Però a me sta accadendo l’esatto contrario. Non è normale che i miei messaggi e quelli del mio avvocato vengano ignorati. 

Egitto, le richieste di Salah per restare in Nazionale: nessun incontro con i tifosi

Un clima esasperato che alle sue radici ha il troppo affetto dei tifosi dell'Egitto per Salah: spesso in ritiro l'attaccante del Liverpool era stato svegliato nel cuore della notte da parte dei sostenitori dei Faraoni, che avevano intonato cori, chiesto fotografie e autografi all'esterno della sua stanza d'albergo senza - secondo l'entourage del calciatore - che nessun dirigente intervenisse tempestivamente. L'addio alla Nazionale di Salah è una delle ipotesi che restano sul tavolo. Per scongiurarla, alla Federcalcio egiziana sono state avanzate sette richieste. Se la Federazione dovesse accoglierle, Momo ritirerebbe la richiesta di dimissioni.

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Tra le sette condizioni messe nero su bianco dall'avvocato Ramy Abbas Issa, procuratore di Salah, svetta la presenza di due guardie del corpo all'esterno della stanza d'albergo di Momo per tutto il ritiro. In hotel nessuna telefonata potrà essere inoltrata alla stanza del calciatore, che dovrà "essere prelevato direttamente dall’aereo dalla federazione e portato in hotel nella maniera più discreta". La Federazione dovrà poi impedire ai tifosi di avvicinare l'attaccante a fine allenamento e non chiedere al calciatore disponibilità per apparizioni pubblicitarie, interviste ed eventi legati agli sponsor. Grande attenzione è data all'immagine di Salah: non potrà essere utilizzata da nessuno degli sponsor federali e nessun dipendente della federazione potrà chiedergli autografi e foto.

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Le frizioni tra Salah e la Federcalcio egiziana non sono una novità: anche la presenza dell'attaccante in Coppa del Mondo era stata in dubbio fino all'ultimo per il conflitto tra la sponsorizzazione personale del giocatore con Vodafone e il contratto che Nazionale dell'Egitto ha con la compagnia WE. All'epoca l'allarme rientrò: oggi, con la partita contro il Niger in programma a settembre per le qualificazioni alla Coppa d’Africa 2019, la storia si ripete. E Momo è stato chiaro: o si fa come dice lui o sarà rottura.

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