Serie A: torna Parma-Juve, la storia di una delle sfide più sentite

Per quasi 30 anni Parma-Juventus è stata una delle partita più importanti del calcio italiano. I campioni che l’hanno impreziosita non si contano, da Zidane a Zola, passando per Baggio e Del Piero.

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Sabato alle 20.30, al Tardini, per la terza di Serie A torna una delle sfide che dal 1990 in poi è diventato un classico del calcio italiano, Parma-Juventus. Per ben venti anni questa partita è stata spesso un crocevia fondamentali per lo scudetto, finali di Coppa Italia e di Coppa UEFA ed è stata sempre sentita tantissimo da entrambe le squadre e le tifoserie, perché le due società sono state nello stesso periodo all’apice di percorsi poi deragliati per motivi diversi.

La storia di Parma-Juventus ha tanti momenti importanti e spesso sono stati i grandi calciatori a deciderne le sorti. Si va dalla grazia di Roberto Baggio alle intuizioni di Gianfranco Zola, da Buffon bifronte, perché autore di grandi prestazioni sia con la maglia gialloblù che con quella bianconera, passando per alcune partite meravigliose di Zidane, Del Piero, Crespo, Thuram e tanti altri ancora. In sintesi Parma-Juventus è stata la sfida per eccellenza degli anni ’90 e 2000, in cui spesso in campo c’erano 22 e più, se contiamo le riserve, nazionali.

Quest’anno la partita non può essere paragonata a quella di quegli anni magnifici. Troppo ampia la distanza fra una Juventus che sta al tavolo con le prime cinque società in Europa, ha comprato il miglior calciatore al mondo, Cristiano Ronaldo, e ha approntato una squadra di cui difficilmente si vedono limiti e soprattutto avversarie italiane che possano metterla in difficoltà, e dall’altra parte il Parma, che è tornato dalla serie D, vinta solo tre anni fa, e grazie ad una oculata strategia di crescita oggi è comunque una squadra insidiosa anche in Serie A. Ma niente a che vedere con quella squadra e la prossima non sarà di sicuro come alcune delle partite più belle degli ultimi 20 anni.

Juventus in total black con il duo delle Notti Magiche

La prima sfida è quella del primo anno del Parma in Serie A, alla sua prima partita nel massimo campionato nella stagione 1990-91. Era destino che le due squadre costruissero nel tempo una tradizione. Quello è il Parma che è stato portato in A da Nevio Scala e proponeva tante cose nuove: il modulo 3-5-2, un numero 9 che faceva la mezzapunta, Osio, il centravanti aveva il numero 7, Melli, il portiere era brasiliano, Taffarel, e i due terzini facevano tutta la fascia, cose mai viste in Italia fino ad allora.

Ma la Juve dall’altra parte aveva i due delle Notti Magiche, Schillaci e Baggio, che in maglia completamente nera, prima fanno segnare lo 0-1 a Napoli e poi è il Codino a raddoppiare su rigore. Lanese era molto largo di manica quel giorno e da un altro rigore inesistente al Parma, che Melli segna per l’1-2 finale. Si capì subito che quella era sola la prima di una lunga serie di sfide fra le due squadre.

La vittoria del tridente: Del Piero, Ravanelli e Vialli sbancano il Tardini e la Juve vola verso il titolo

La stagione 1994-95 è straordinaria per le due squadre che si affrontano per la vittoria dello scudetto, vinto dalla Juve proprio con un 4-0 al Parma nella gara di ritorno, in finale di Coppa UEFA e in finale di Coppa Italia. Il segno chiaro che sono loro adesso a sostituire il grande Milan di Sacchi prima e Capello poi al vertice del calcio italiano.

La partita più bella e importante delle tante di quella stagione però, è quella dell’8 gennaio 1995, quando la Juve di Lippi butta il cuore oltre l’ostacolo e, nonostante il vantaggio del Parma con Dino Baggio servito in profondità da Asprilla, riesce a recuperare grazie ad un immenso Gianluca Vialli e ad un’applicazione totalmente nuova del tridente, in cui Ravanelli, Del Piero e lo stesso Vialli non danno nessun punto di riferimento agli avversari e sono capaci anche di intercettare la manovra avversaria, oltre che essere sempre pericolosi in attacco. Sarà la partita decisiva per lo scudetto della Juve dopo nove anni dall’ultimo vinto, la prima vittoria di una nuova Juventus.

Dino Baggio e Luca Bucci superstar e la Coppa UEFA va al Parma 

Quattro mesi dopo, il Parma e la Juve si riaffrontano per un altro titolo, la Coppa UEFA. L’andata è al Tardini e, rispetto alla partita precedente, il Parma è molto più accorto. Anche questa sarà una partita entusiasmante, con il Parma che va in vantaggio grazie ad un imbucata di Zola, che manda in porta ancora una volta Dino Baggio.

La Juve non ci sta, risale il campo e solo un Bucci strepitoso riesce a far chiudere il match con l’1-0. Questo risultato poi sarà fondamentale, perché nella gara di ritorno, ancora un gol di Dino Baggio per l’1-1 finale sarà decisivo per far vincere al Parma la sua prima Coppa UEFA.

La prima volta alle 13 con uno Zidane immenso e il pareggio al 90’ di Crespo

Piccolo salto in avanti, siamo nel 2000, si gioca alle 13 e già si inizia a sentire il sapore di un nuovo calcio, con nuove esigenze commerciali. La Juve ha costruito sulla base lippiana ed è diventata una delle squadre migliori al mondo, innestando calciatori straordinari come Zidane e Deschamps. Il Parma non ha mollato e ha saputo rinnovarsi anche grazie ad un nuovo allenatore, Alberto Malesani.

La Juve però è più squadra e domina completamente la partita. Del Piero e Inzaghi sbagliano gol a raffica e Zidane gioca una delle partite più belle in maglia bianconera per qualità delle giocate e per la loro efficacia. Solo al 69’ Del Piero riesce a segnare su rigore, ma sbagliando tanto la legge del calcio è impietosa. Al 90’ un Crespo fino a quel momento in affanno, fa un grande gol sotto la curva dei tifosi che letteralmente esplode.

La Juve di Capello è uno schiacciasassi, il Parma post-Tanzi in caduta libera

Siamo al 2005, le cose iniziano a cambiare. Nel 2003 il crac Parmalat aveva messo fine alla bella favola dei Tanzi e di una società di provincia che sfidava le grandi d’Europa. Iniziava un lento riflusso che ha portato la squadra quasi a scomparire. La Juve invece era al massimo del suo fulgore, avendo una squadra con una potenza d’urto formidabile. Ma anche per lei, da lì ad un anno, tutto sarebbe crollato.

Anche questa volta la partita è stupenda. Segna prima Delvecchio, su assist di testa di Corradi, ma la Juve di Capello riparte come se niente fosse. Camoranesi segna da 30 metri con un tiro di punta all’incrocio, e nel secondo tempo Viera prima spacca la difesa avversaria con una sgroppata irresistibile, poi serve Ibrahimovic, che lo trova poi in mezzo all’area con un passaggio al bacio. La Juve vince con una prova di forza irresistibile.

Sabato avremo un nuovo capitolo di una delle saghe più belle degli ultimi 30 anni in Serie A. Sarà una Parma-Juventus molto diverso dal passato, con una differenza di valori esagerata, ma se tutto continuerà come sperato, sarà solo un nuovo primo tassello di una storia che continueremo a scrivere.

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