Serie A, chi è Emiliano Rigoni: altro sangue argentino per l'Atalanta

L'esterno offensivo argentino in luce nel 3-3 dell'Olimpico contro la Roma: origini italiane, nato a Cordoba, alla Serie A chiede la consacrazione dopo il passato allo Zenit.

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Dallo Zenit, a San Pietroburgo, allo zenit. Da intendersi come punto più alto, da toccare con l'Atalanta e in Serie A. Emiliano Rigoni, 25 anni e una doppietta alla Roma alla prima partita da titolare nel calcio italiano, non è una meteora: non a caso l'allenatore bergamasco Gasperini aveva tuonato contro la società prima che il presidente Percassi decidesse di dirigere i fari del calciomercato verso la Russia e portare in Lombardia questo fantasista che ama partire dalla fascia per tagliare il campo e concludere in porta.

A Roma, dove l'Atalanta si è presentata in edizione ridotta per preparare al meglio la sfida decisiva di Europa League contro il Copenaghen, Rigoni è stato proposto come guastatore di fascia in un tridente inedito, completato dalla potenza di Zapata e dalla profondità offerta di Pasalic. E l'esterno offensivo ha risposto presente: prima con un tap-in di destro su filtrante del colombiano, poi con un mancino rasoterra che ha lasciato di sasso Olsen. Pazienza se i centri di Florenzi e Manolas hanno guastato la festa. Per Gasperini è arrivata la conferma: Emiliano c'è ed è pronto per inserirsi negli schemi nerazzurri.

Radici geografiche a Cordoba, cittadina abitata in gran parte da immigrati italiani e fondata nel 1876 e cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Belgrano. Con una qualità viva sin dai primi tiri al pallone: l'abilità di calciare con entrambi i piedi, senza alcuna differenza. O quasi. Con los Pirates, come il Belgrano è soprannominato, ha esordito nel campionato argentino il 4 agosto 2013. Avviando un cammino passato per Sud America, Russia e approdato ora in Italia.

Rigoni, l'Atalanta balla il tango argentino in attacco

Risulta curioso pensare che Rigoni abbia voluto fare al presidente atalantino Luca Percassi, che sabato aveva festeggiato i 38 anni, un particolare regalo di compleanno. Per confezionarlo è mancato solo il blitz all'Olimpico. Resta però negli occhi il primo tempo dell'Atalanta, che lo stesso fantasista argentino aveva commentato con stupore ai microfoni di Sky all'intervallo:

Non mi aspettavo questa superiorità contro una grande squadra come la Roma.

L'esterno di Colonia Caroya ha esibito in una serata tutto il suo repertorio: velocità, versatilità, cambi di passo, visione della porta e capacità di giocare bene con entrambi i piedi. Doti che nel 2017 avevano convinto lo Zenit a rilevarlo dall'Independiente per 9 milioni di euro: nell'annata russa Rigoni aveva totalizzato 6 reti in 30 partite, inclusa una tripletta in Europa League contro il Rosenborg. Prestazioni che avevano convinto Sampaoli a convocarlo nella nazionale argentina, con una presenza nelle qualificazioni mondiali contro il Perù che non era però stata sufficiente per la chiamata in Coppa del Mondo. Un'assenza colmata dall'arrivo in Serie A, con l'Atalanta che lo ha rilevato prestito oneroso di un milione di euro e diritto di riscatto fissato a 15.

Che l'Atalanta fosse nel destino di Rigoni, era plausibile sin dagli anni all'Independiente: a guidarlo in panchina nelle stagioni con Los Diablos Rojos c'era Mauricio Pellegrino, ex difensore di Valencia e Liverpool e fratello di Maximiliano, ex centrale proprio dell'Atalanta. In Primera Division aveva 15 reti in 46 presenze, fatturato non ancora replicato. Oggi ci riprova a Bergamo, con la guida del Gasp e sognando un tridente tutto sudamericano, completato dal Papu Gomez e da Zapata. Con la voglia di stupire ancora, spinto anche dai consigli dell'ex attaccante nerazzurro German Denis. Uno che di gol a Bergamo ne ha fatti.

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