Platini a L'Equipe: "VAR, dov'è la giustizia? CR7 alla Juve? Non capisco"

L'ex-presidente UEFA torna a parlare e boccia senza appello la tecnologia in campo, aggiungendo inoltre di non avere compreso l'arrivo del portoghese in bianconero.

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Torna a parlare l'ex-presidente della UEFA Michel Platini, uno dei calciatori più iconici degli anni '80 - periodo in cui conquistò 3 Palloni d'Oro, due Scudetti e una Coppa dei Campioni con la Juventus e un Europeo con la Francia - e successivamente controverso dirigente del mondo del pallone. 

Lo fa concedendo un'interessante intervista a L'Equipe, che già lo aveva cercato nei mesi scorsi e a cui, dopo essersi a lungo negato anche per lasciare spazio alla Francia vincitrice del Mondiale di Russia 2018, esprime i suoi pensieri sul calcio di oggi, sui Bleus capaci di issarsi sul tetto del mondo e su un futuro personale ancora incerto, dopo che la magistratura svizzera lo ha scagionato dalle accuse di corruzione che di fatto hanno interrotto, forse solo momentaneamente, la sua carriera dirigenziale.

In tutto ciò Platini - definito da L'Equipe "il miglior calciatore francese di sempre almeno fino al 1998" - ha sottolineato come il suo unico interesse sia sempre stato quello di difendere il gioco, frase che poi campeggia in copertina, e ha confessato di essersi posto più di un dubbio sia sull'adozione del VAR sia sul trasferimento di Cristiano Ronaldo alla Juventus.

Platini a L'Equipe: "VAR, dov'è la giustizia? CR7 alla Juve? Non capisco"

Intervenendo sul dibattito esistente nel mondo del calcio riguardante l'utilizzo della tecnologia in campo arbitrale, che qualcuno vorrebbe ben più presente e che altri vorrebbero eliminare, Platini è sembrato decisamente dalla parte di questi ultimi, asserendo che il VAR non ha fatto quasi niente per migliorare il gioco e che c'è una netta differenza tra "progresso" e "giustizia". Soprattutto perché tutto resta, come sempre è stato, soggetto a interpretazione personale.

Il VAR non ha portato più giustizia. Prendiamo ad esempio la finale dei Mondiali tra Francia e Croazia: dov'è il progresso? Dov'è la giustizia? La verità è che è un video bricolage: sul primo gol segnato dalla Francia, per me, non c'era il fallo che ha portato alla punizione, sul secondo è stata la regia che ha chiamato l'arbitro, che a quel punto diventa solo un burattino.

E anche in quel caso: c'era il tocco di mano? A velocità normale no, al rallentatore neanche, ma sezionando le immagini, guardando ogni millesimo, ingrandendo, ecco che l'arbitro vede un tocco e fischia il rigore. I croati gridano per l'involontarietà, i francesi chiedono il penalty. Dov'è la giustizia? Resta una questione di interpretazione.

E a chi gli fa notare che secondo i dati della FIFA l'utilizzo della tecnologia si è tradotta al 99% in decisioni corrette, Platini risponde che trattandosi di un'idea voluta dalla FIFA il fatto che sia questa a fornire le statistiche relative lascia il tempo che trova.

Conosco la FIFA, è il loro lavoro trovare le statistiche che gli diano ragione. Non sono contrario alla tecnologia, ma può servire per capire se un pallone ha varcato la linea, o se un giocatore è in fuorigioco. Lì è semplice, o è dentro o è fuori. Ma tutte le altre situazioni restano soggette all'interpretazione. Fino a dove arriveremo? Forse un domani arriveremo al fatto che capitani e portieri avranno delle cuffie e potranno comunicare con l'allenatore. Andando in questa direzione uccideremo il calcio, così come abbiamo già ucciso ciclismo e Formula Uno.

Cristiano RonaldoGetty Images

È quindi il turno di Cristiano Ronaldo, che in estate ha lasciato il Real Madrid per tentare a 33 anni l'avventura alla Juventus, il club di cui Platini è stato uno dei calciatori più importanti di sempre. Alla stessa età in cui CR7 ha deciso di vestire il bianconero, le Roi aveva già appeso gli scarpini al chiodo. E confessa che in tutto questo affare cè qualcosa che non gli torna.

Ho trovato strano che a 33 anni Ronaldo abbia lasciato il "suo" Real Madrid, il club con cui ha vinto tre Champions League di fila, per tentare una nuova avventura. Quando avevo 32 anni un sacco di squadre mi cercavano ancora, ma ero stanco e mi sono ritirato. Mi risulta difficile capire tutta questa operazione: la Juventus ha contattato Jorge Mendes? O è stato lui a contattare loro? Non capisco.

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