UFC, il coach di Khabib: "Zero possibilità di prepararlo allo striking di McGregor"

Javier Mendez, head coach della AKA e di atleti del calibro di Khabib Nurmagomedov, Daniel Cormier, Cain Velasquez e Luke Rockhold, discute delle possibilità del suo assistito nel match di UFC 229 contro Conor McGregor.

MMA, Javier Mendez e Khabib Nurmagomedov MMA News

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Javier Mendez, head coach dell'American Kickboxing Academy, è realista circa le possibilità di sviluppo dello striking di Khabib Nurmagomedov (26-0) nel lasso di tempo che lo separa dal match contro Conor McGregor (21-3). Mendez non crede ci sia abbastanza tempo per cercare delle contromisure in fase di striking per il russo. Il coach ha descritto il match come il più classico degli incontri fra striker e grappler.

Il coach della AKA non ha fatto mistero della sua ammirazione per le qualità in fase di stand-up dell'irlandese, ed è sicuro che non ci sia modo di preparare Khabib per scambiare con "Notorious". Il 6 ottobre, in occasione di UFC 229 alla T-Mobile Arena di las Vegas, il più atteso incontro degli ultimi anni avrà luogo. Mendez ha descritto McGregor come un fighter completo e ha dichiarato che Khabib sfrutterà i propri punti di forza.

Dopo aver spezzato una lancia in favore del fighter irlandese, coach Mendez ha parlato delle indiscutibili abilità del proprio protegé e delle possibilità che il russo ha, com'è ovvio che sia, contro il più grande draw della storia recente delle mixed martial arts. Khabib però è imbattuto e nella sua testa - ha più volte dichiarato - è il peso leggero più forte in circolazione. 

MMA, coach Mendez parla del match fra Khabib e McGregor

A mio avviso - ha detto Mendez a Eurobash podcast - McGregor ha il miglior gioco in piedi dell'intera UFC. È incredibilmente rilassato, approccia al match come uno scienziato, sa come leggere l'avversario, sa come lanciare l'esca. Sa come metterti in trappola e prima ancora che te ne accorgi, sei giù a dormire. È un maestro, secondo me, nell'arte del combattimento ed è anche in possesso di un buon ground game, è capace ovunque. Non sono ignaro di quanto sia bravo. Sono preparato a qualunque cosa, ma lui è un grande fighter.

Mendez è conscio della pericolosità dell'irlandese, ma riconosce anche e soprattutto le doti del suo assistito.

Non c'è il tempo materiale per preparare Khabib allo striking dell'irlandese, non può funzionare. Dobbiamo allenarci sui nostri punti di forza, dobbiamo trovare le giuste aperture, trovare le sue debolezze e sfruttarle. È il classico grappler vs striker, tenete a mente che entrambi sanno lottare e sanno colpire, solo che ognuno di loro è migliore dell'altro in una delle due discipline. Noi abbiamo il grappler migliore, loro lo striker. Ciò non significa che non colpiremo, ma sappiamo che lui è il migliore. Vedremo chi giocherà il gioco altrui.

Mendez ha parlato anche dell'ultimo match di Khabib, quello contro Al Iaquinta, avvenuto a UFC 223:

Nei primi due round, ha fatto esattamente ciò che gli ho chiesto. Ma nel terzo? ha tentato un takedown, ha colpito una volta e poi da lì ha iniziato a colpire Iaquinta con una certa sicurezza col jab. La sua mandibola era alta, non stava muovendo bene la testa. Khabib stava facendo tutto ciò che non avrebbe dovuto fare, ma comunque metteva quattro colpi a uno, se non di più. Era tranquillo, ma a me non stava bene e gliel'ho detto: "Sei tranquillo quando lo colpisci, ma non mi piace comunque". Ha continuato e così ho rincarato la dose: "Non stai ascoltando né me, né tuo padre, fai per metà ciò che vuoi tu, ma per metà ciò che ti diciamo noi. Puoi farlo?" e lui ha risposto di sì. Così, nel quinto lo ha portato giù di nuovo. Ha messo a segno l'atterramento ed è tornato in piedi, come piaceva a lui.

Ma per l'irlandese il gameplan sarà chiaro e semplice. Anche se Mendez sa che né lui, né John Kavanagh avranno pieno controllo sui propri assistiti.

Ho citato più volte i casi in cui Khabib ha fatto cose che non mi stavano bene. Farà ciò che vuole anche contro Conor. E anche Conor farà ciò che vuole. Non credo che Kavanagh possa controllare Conor, così come io non potrò controllare Khabib. Sono due grandi fighter, il nostro lavoro è prepararli al meglio, ma nel match faranno ciò che vogliono. Per quel che ne so, Khabib proverà a scambiare mentre io gli chiederò urlando cosa diamine starà facendo. Se vorrà fare di testa sua, lo farà. Ovviamente non è ciò che voglio io, io non voglio che scambi in piedi con Conor, è troppo forte.

Potete ascoltare il podcast per intero qui.

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