IAAF Diamond League: 200 metri da sogno con Lyles e Gulyev a Zurigo

La IAAF Diamond League arriva al suo atto conclusivo con la disputa delle due finali di Zurigo (giovedì 30 Agosto) e di Bruxelles (31 agosto) che andranno in onda in diretta su Sky Sport Arena (canale 204 di Sky) dalle ore 20 alle 22.

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Lo Stadio Letzigrund torna ad accendersi di entusiasmo per il Weltklasse di Zurigo, che festeggia quest’anno il suo novantesimo compleanno. La prima edizione si tenne il 12 Giugno 1912 e vide la partecipazione del leggendario mezzofondista finlandese Paavo Nurmi. Lo storico stadio svizzero completamente rinnovato nel 2007 ha ospitato 26 record del mondo ed è stato il teatro del primo tempo da dieci secondi netti realizzato dal tedesco Armin Hary sui 100 metri nell’edizione del 1960. Le imprese da record più famose della storia del Weltklasse sono stati il 43”29 di Harry Butch Reynolds sui 400 metri, il 12”92 di Roger Kingdom sui 110 ostacoli, il 7’59”18 di Moses Kiptanui sui 3000 siepi e il 12’44’39” di Haile Gebrselassie sui 5000m nel 1995, il 12’41”86 di Gebrselassie sui 5000m, l’1’41”24 di Wilson Kipketer sugli 800m e il 7’59”18 di Wilson Boit Kipketer sui 3000 siepi nel 1997, il 9”77 di Asafa Powell sui 100 metri nel 2006 e il 5.06m di Yelena Isinbayeva nel salto con l’asta nel 2009.  

Nel cast del Weltklasse di Zurigo 2018 sono presenti 11 campioni europei, 12 ori iridati e 9 vincitori di titoli olimpici. Sedici trofei dei diamanti prodotti dalla gioielleria zurighese Beyer saranno messi in palio nella serata di Zurigo per i vincitori della finale. Secondo il regolamento in vigore dal 2017 solo i vincitori delle finali di Zurigo e di Bruxelles conquisteranno il Diamond Trophy e un assegno da 50000 dollari oltre alla wild card per i prossimi Mondiali di Doha (28 Settembre-6 Ottobre 2019).

Già da settimane il Weltklasse ha fatto registrare l’ennesimo tutto esaurito. Lo stadio da 26000 spettatori si accenderà di entusiasmo e uno spicchio del Letzigrund chiamato “Swiss corner” sarà riempito dai fans più scatenati vestiti di bianco e rosso, i colori della bandiera rossocrociata. Per gli atleti elvetici il Weltklasse sarà una notte per festeggiare le quattro medaglie della Svizzera e i tanti finalisti agli Europei di Berlino.

Anche quest’anno il Weltklasse sarà il momento culminante di un’intensa settimana di eventi promozionali che partiranno con il “Jugend trainiert mit Weltklasse”, tradizionale kids clinic con i campioni del meeting che vedranno coinvolti oltre 1000 bambini in diverse città dei cantoni svizzeri di lingua tedesca come Zurigo, Winterthur, Basilea, Langnau, San Gallo e Zug. La giornata della vigilia sarà caratterizzata dalle tradizionali conferenze stampa nella Sala del Ristorante Oval al Letzigrund e dalla gara di salto con l’asta maschile alla Hauptbanhof, la stazione ferroviaria più frequentata di tutta la Svizzera. Dopo il Weltklasse lo stadio Letzigrund ospiterà la UBS Kids Cup, l’evento che promuove i giovani talenti dello sport svizzero alla presenza di numerose stelle del Weltklasse.

Dopo la cerimonia di consegna dei diamanti ai primi 16 vincitori della Diamond League la serata del Weltklasse si concluderà alla grande con i fuochi d’artificio e lo spettacolare concerto della popband Pegasus, che ha scalato le vette della Hit Parade in Svizzera e ha conquistato tre Swiss Music Awards. Presentiamo gli atleti qualificati per la prima finale della Diamond League di Zurigo attraverso i dodici meeting di qualificazione disputati in quattro continenti.

200 metri maschili (ore 21.11): record del meeting e primato europeo in pericolo

Il ventunenne fuoriclasse statunitense Noah Lyles è il grande favorito dopo una stagione senza sconfitte sulla distanza illuminata da tre prestazioni al di sotto dei 20 secondi a Eugene (19”69), Losanna (19”69) e a Montecarlo (19”65 record personale e ottavo miglior tempo di sempre). Lyles è secondo anche nelle liste mondiali dell’anno sui 100 metri con il 9”88 realizzato ai Campionati statunitensi di Des Moines ed è qualificato per la finale della Diamond League sulla distanza più breve in programma a Bruxelles il giorno dopo grazie ai terzi posti ottenuti a Rabat (9”98) e a Birmingham (9”99). Lyles difende il titolo della Diamond League sui 200 metri conquistato lo scorso anno a Bruxelles in 20”00. Lyles potrebbe attaccare il record del Weltklasse detenuto dal grande Usain Bolt con 19”66 dall’edizione del 2012.

Il rivale più accreditato di Lyles è il campione mondiale ed europeo Ramil Gulyev, che ha vinto di recente il titolo europeo a Berlino in uno straordinario 19”76 sfiorando di quattro centesimi di secondo il record europeo di Pietro Mennea. La veloce pista del Letzigrund con le sue ampie curve potrebbe essere il palcoscenico perfetto per battere il record continentale del grande velocista barlettano stabilito a Città del Messico nel 1979. Gulyev ha vinto due tappe di Diamond League a Oslo con 19”90 e a Stoccolma con 19”91 e si è classificato secondo a Montecarlo alle spalle di Lyles in 19”99.

Gli altri protagonisti sono il canadese Aaron Brown, terzo nella Road to the Final grazie ai secondi posti di Oslo in 19”98 e di Stoccolma in 20”07 e al terzo posto di Eugene in 20”07, il trinidegno Jereem Richards, medaglia di bronzo ai Mondiali di Londra 2017 e secondo nelle tappe di Doha in 19”99 e di Eugene in 20”05, il giovane britannico Nethaneel Mitchell Blake, vice campione europeo a Berlino in 20”04, l’equadoregno Alex Quinonez, terzo a Losanna in 20”08 e a Montecarlo in 20”03, e lo svizzero nato da padre giamaicano Alex Wilson, medaglia di bronzo agli Europei di Berlino in 20”04 (record nazionale).

100 metri femminili (ore 20.40): sfida Europa-Africa tra Asher Smith e Ta Lou

Si sfidano la britannica Dina Asher Smith e l’ivoriana Marie Josée Ta Lou, vincitrici del titolo europeo e africano sui 100m e sui 200m. Asher Smith ha vinto la medaglia d’oro a Berlino eguagliando con 10”85 la migliore prestazione mondiale dell’anno di Ta Lou, che ha corso lo stesso tempo in occasione della tappa inaugurale della Diamond League a Doha. Sui 200 metri Asher Smith ha stabilito il miglior crono mondiale dell’anno e il record britannico con 21”89 diventando la prima atleta britannica capace di difendere un titolo europeo in qualunque specialità.

Asher Smith ha stabilito il suo primo record britannico della stagione con 10”92 in occasione dei Bislett Games di Oslo dove ha perso di un centesimo di secondo da Murielle Ahouré. Pochi giorni dopo la ventiduenne britannica si è presa la rivincita nei confronti della sprinter ivoriana vincendo a Stoccolma in 10”93.

Asher Smith ha dichiarato in una recente intervista dopo gli Europei di Berlino di voler scendere sotto i 10”90 nelle prossime due gare a Zurigo e alla Continental Cup di Ostrava. Il grande sprinter statunitense Michael Johnson, esperto di atletica per la BBC, ha detto che Asher Smith potrebbe diventare la campionessa olimpica dei 100 metri a Tokyo 2020.

Dina Asher Smith:

Non sarà facile vincere a Tokyo. Correre in 10”85 e in 21”89 è un risultato straordinario ma ci sono molte sprinter americane e giamaicane in grado di realizzare tempi molto veloci. Non potrò permettermi di pensare che sarà un compito facile. Servirà un duro lavoro per competere con le migliori

Ta Lou ha vinto altre tre gare nel circuito a Eugene in 10”88, a Losanna in 10”90 e a Montecarlo in 10”89 ma occupa il secondo posto nella Road to the Final con 32 punti a cinque lunghezze dalla connazionale Murielle Ahouré, che ha vinto a Oslo in 10”91 e si è classificata tre volte seconda a Eugene in 10”90, a Stoccolma in 11”03 e a Montecarlo in 11”01, quarta a Doha in 10”96 e sesta a Losanna in 11”03.

Dafne Schippers torna al Letzigrund dove vinse due medaglie d’oro agli Europei di Zurigo sui 100 e sui 200 metri. La due volte campionessa mondiale dei 200 metri è salita tre volte sul podio ai recenti Europei di Berlino vincendo due argenti sui 200 metri in 22”14 e nella staffetta 4x100 in 42”15 e il bronzo sui 100 metri in 10”99.

Il tifo del pubblico svizzero si concentrerà su Mujinga Kambundji, la prima sprinter rossocrociata della storia capace di scendere sotto gli 11 secondi in occasione del 10”95 realizzato ai Campionati nazionali di Zofingen. Agli ultimi Europei di Berlino si è classificata tre volte quarta sui 100m (11”05), sui 200m (22”48) e nella staffetta 4x100 (42”30). La velocista di madre bernese e di padre congolese si rivelò al grande pubblico svizzero in occasione degli Europei di Zurigo 2014 dove si classificò quarta sui 100 metri e quinta sui 200 metri proponendosi come uno dei volti felici della nuova generazione dell’atletica svizzera. Nell’ultima stagione indoor Kambundji ha stabilito il record svizzero sui 60 metri con 7”03 e ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham alle spalle di Ahouré e Ta Lou.

Completano il cast Carina Horn, primatista sudafricana con 10”98 al meeting di Doha, la trinidegna Michelle Lee Ahye, finalista olimpica a Rio 2016 e mondiale a Londra 2017, e la nigeriana Blessing Okagbare, primatista africana sui 200 metri con 22”04 e seconda al meeting di Doha in 10”90.

Salto in alto femminile (ore 18.35): Lasitskene favorita, in gara Vallortigara e Trost

Mariya Lasitskene ha vinto il primo titolo europeo outdoor della sua carriera a Berlino battendo la bulgara Mirela Demireva con la stessa misura di 2.00m in virtù di un numero minore di errori. La fuoriclasse russa ha dichiarato dopo la finale dell’Olympiastadion di non essere molto soddisfatta della gara continentale nonostante la vittoria. Sulla pedana del Letzigrund la saltatrice di Prokladny ha conquistato l’argento agli Europei di Zurigo 2014 e il primo titolo della Diamond League della sua carriera poche settimane dopo. Lasitskene ritrova ancora la vice campionessa olimpica Mirela Demireva, che ha dato filo da torcere alla russa anche nella tappa della Diamond League a Stoccolma dove entrambe hanno superato la stessa misura di 2 metri.

Hanno centrato la qualificazione anche le azzurre Elena Vallortigara e Alessia Trost. Vallortigara è stata splendida protagonista della tappa della Diamond League di Londra dove è diventata la seconda italiana di sempre con 2.02m superando la mitica Sara Simeoni. Soltanto Antonietta Di Martino ha fatto meglio nella storia dell’atletica italiana con 2.03m outdoor e 2.04m indoor. Lasitskene ha dovuto realizzare la migliore misura mondiale dell’anno con 2.04 per battere l’azzurra. Vallortigara non è riuscita a qualificarsi per la finale degli Europei di Berlino a causa di un problema fisico. Nelle altre due gare di Diamond League disputate in questa stagione l’allieva del tecnico senese Stefano Giardi ha ottenuto un terzo posto al Golden Gala di Roma e un quinto posto a Parigi con la stessa misura di 1.94. In tutto la saltatrice di Schio ha superato almeno 1.90m in dieci gare su undici disputate in questa stagione. Alessia Trost ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham con il personale stagionale di 1.93m e si è classificata ottava nella finale degli Europei di Berlino con 1.91m. In Diamond League la campionessa friulana ha ottenuto come migliori risultati due quinti posti a Stoccolma con 1.90m e a Londra con 1.91m.

La finale di Zurigo presenta molte protagoniste delle ultime grandi rassegne internazionali come la bionda ucraina Yuliya Levchenko, seconda ai Mondiali di Londra 2017 con il personale di 2.01m, la tedesca Marie Laurence Jungfleisch, terza agli Europei di Berlino con 1.96m, la giovane britannica Morgan Lake, seconda ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast e quarta ai Mondiali Indoor di Birmingham alle spalle di Alessia Trost, la rappresentante dell’isola caraibica di Santa Lucia Laverne Spencer, vincitrice ai Giochi del Commonwealth e ai NACAC Championships nel 2018 e l’ucraina Kateryna Tabashnyk, quinta agli Europei di Berlino.   

Salto con l’asta femminile (ore 18.50): Stefanidi cerca il terzo diamante consecutivo, Morris insegue i 5 metri

Ekaterini Stefanidi insegue il terzo successo consecutivo in Diamond League dopo le affermazioni nel 2016 e nel 2017. La fuoriclasse greca è entrata in forma nel momento più importante della stagione vincendo la tappa della Diamond League di Losanna con 4.82m e il secondo titolo europeo consecutivo a Berlino stabilendo il record dei Campionati con 4.85m. Si rinnova l’ennesimo duello tra la campionessa olimpica e mondiale e la statunitense Sandi Morris, che di recente ha realizzato la migliore prestazione mondiale dell’anno con 4.95m nella sua città Greenville. Nell’edizione dello scorso anno disputata alla stazione ferroviaria di Zurigo Stefanidi prevalse su Morris con la stessa misura di 4.87 in virtù di un numero minore di errori. Dopo quella gara le due astiste scattarono selfies insieme ai fans in un’atmosfera rilassata e spensierata a testimonianza del clima di fair play che si respira nelle gare di salto con l’asta.

Lo Stadio Letzigrund fu il teatro del record del mondo di Yelena Isinbayeva, che superò la misura tuttora imbattuta di 5.06m. L’obiettivo di fine stagione della statunitense è tornare a volare oltre i 5 metri, misura già centrata due anni fa a Bruxelles. Solo Isinbayeva, Morris e Jenn Suhr sono riuscite a valicare la magica barriera nella storia.

Sandi Morris:

Quando ho saltato 4.95m a Greenville ho lasciato un margine molto ampio tra me e l’asticella. Non sono mai arrivata così vicina a battere il record del mondo a 5.07m. Greenville è stato il luogo perfetto per gareggiare perché non c’era vento e l’atmosfera era fantastica con il pubblico a ridosso della pedana. Questo salto mi ha dato molta fiducia nelle mie possibilità di battere il mio record. Voglio aiutare a dimostrare che i 5 metri sono possibili per tante astiste e che sia possibile raggiungere i 5.20m. Questa convinzione mi spinge a provare a raggiungere i miei limiti. Ho la velocità e la forza per battere il record del mondo. Anche se le condizioni non sono sempre perfette, l’adrenalina della competizione mi spinge a tirare fuori la migliore prestazione. Ai Mondiali Indoor di Birmingham Anzhelika Sidorova ha saltato 4.90m spronandomi a trovare le energie per superare i 4.95m. Penso che in un futuro prossimo i 5 metri diventeranno come i 6 metri per gli uomini. La passione per il salto con l’asta è nata quando ho iniziato ad ispirarmi alla mia connazionale Stacy Dragila, non solo per le sue prestazioni ma anche per la sua personalità

Oltre a Morris e a Stefanidi saranno presenti le altre due medagliate degli Europei di Berlino Nikoleta Kiriakopoulou e Holly Bradshaw (argento e bronzo con la stessa misura di 4.80m), la russa Anzhelika Sidorova (argento mondiale indoor a Birmingham con 4.90m e vincitrice a Montecarlo con 4.85m) la neozelandese Eliza McCartney (bronzo olimpico a Rio 2016 e seconda al mondo in questa stagione con il 4.94m saltato a Jockgrim), le statunitensi Jenn Suhr (campionessa olimpica a Londra 2012 e terza al mondo con 4.93m) e Katie Nageotte (campionessa statunitense indoor con 4.91m e vincitrice al meeting di Beckum dell’ultimo fine settimana con 4.80m), la cubana Yarisley Silva (campionessa mondiale a Pechino 2015), Ninom Guillon Romarin (primatista francese con 4.75 a Montecarlo e quinta agli Europei di Berlino) e la svedese Angelica Bengtsson (sesta a Berlino e primatista nazionale con 4.73m nel 2018), la giovane venezuelana Robeilys Peinado (bronzo ai Mondiali di Londra 2017) e la svizzera Angelica Moser (campionessa mondiale under 20 nel 2016 e oro europeo under 23 nel 2017).

Salto con l’asta maschile (mercoledì 29 Agosto, ore 18.30): Kendricks, Lavillenie e Morgunov stelle alla stazione di Zurigo

Si rinnova la tradizione del Weltklasse di ospitare una gara alla Stazione di Zurigo nel cuore della città svizzera in mezzo alla gente. Il salto con l’asta maschile torna alla Hauptbanhof a tre anni di distanza dal successo del canadese Shawn Barber con 5.92m poche settimane dopo il titolo mondiale conquistato a Pechino. La musica e luci da discoteca renderanno l’atmosfera all’interno della stazione di Zurigo elettrizzante e coinvolgente. Lo spettacolo sarà garantito dalle divertenti esibizioni in pedana di Cooly, simpatica mascotte degli Europei 2014. La gara di Zurigo non sarà valida per l’assegnazione del Diamond Trophy perché gli astisti si giocheranno il diamante due giorni dopo a Bruxelles, ma saranno presenti il campione olimpico di Londra 2012 e primatista mondiale Renaud Lavillenie, il campione mondiale di Londra 2017 Sam Kendricks, e il giovane russo Timur Morgunov, medaglia d’argento agli Europei di Berlino con lo straordinario record personale di 6.00m, i polacchi Piotr Lisek, secondo ai Mondiali di Londra e quarto agli Europei di Berlino con 5.90m, e Pavel Wojchechowski, campione del mondo a Daegu 2011 e quinto a Berlino con 5.80m, Shawn Barber, campione del mondo a Pechino 2015, Kurtis Marshall, medaglia d’oro ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast 2018 e quarto al meeting di Londra con 5.80m, e il brasiliano Thiago Braz Da Silva, campione olimpico a Rio de Janeiro 2016 con 6.03m. Durante la gara gli astisti potranno saltare con l’accompagnamento del loro brano musicale preferito. Come in tutte le gare di salto con l’asta del circuito non mancheranno momenti di fair play, claque per incitare gli avversari e abbracci tra gli atleti.

1500 metri maschili (ore 20.48): Cheruiyot e Manangoi contro il campione europeo Jakob Ingebrigtsen

Timothy Cheruiyot e Elijah Manangoi sono i favoriti per la vittoria finale in una gara che vedrà al via i fratelli Filip e Jakob Inbebrigtsen. Cheruiyot difende il titolo della Diamond League conquistato l’anno scorso. Il vice campione mondiale di Londra 2017 guida la Road to the Final a punteggio pieno con 32 punti grazie ai successi di Shanghai 3’31”48), Roma (3’31”22), Parigi (3’29”71) e Montecarlo (3’28”41 miglior tempo mondiale dell’anno). L’unico altro atleta in grado di scendere sotto i 3’30” è stato il campione del mondo in carica Elijah Manangoi, che si è classificato secondo a Montecarlo in 3’29”46 alle spalle dell’amico e compagno di allenamenti Cheruiyot. Manangoi ha vinto il Dream Mile di Oslo in 3’56”95 e si è classificato secondo a Roma in 3’33”79.

Il formidabile norvegese Jakob Ingebrigtsen scenderà in pista per la prima volta da neo campione europeo dei 1500 metri e dei 5000 metri di Berlino 2018 dove è diventato il primo atleta nato negli anni 2000 a vincere un titolo continentale assoluto. A soli 17 anni Jakob non ha ancora la patente di guida e non vota, ma ha già realizzato una doppietta mai riuscita nelle precedenti edizioni della rassegna continentale. Il “millennial scandinavo” è diventato il più giovane vincitore di una medaglia d’oro nella storia della rassegna continentale migliorando il precedente primato detenuto dal britannico David Jenkins, che vinse il titolo europeo dei 400 metri a 19 anni nell’edizione di Helsinki 1971. In questa stagione il giovane campione nativo di Sandness allenato dal padre Gjert ha stabilito i record europei under 20 dei 1500 metri con 3’31”18 a Montecarlo, del miglio con 3’52”28 a Eugene e dei 5000 metri con 13’20”78 ai Mondiali Juniores di Tampere e 13’17”06 agli Europei di Berlino dove ha preceduto il fratello maggiore Henrik grazie ad un ultimo giro in 54’05”. Ai Mondiali Juniores di Tampere ha vinto l’argento sui 1500 metri e il bronzo sui 5000 metri. Lo scorso anno divenne il più giovane di sempre a scendere sotto i 4 minuti nel miglio al Prefontaine Classic di Eugene. Con il successo sui 1500 metri a Berlino Jakob ha seguito l’esempio di famiglia succedendo ai fratelli Henrik e Filip, che conquistarono i successi nelle edizioni di Helsinki 2012 e di Amsterdam 2016. Intanto cresce la sorellina Ingrid Ingebrigtsen, che ha iniziato a correre e promette già molto a 11 anni. Attenzione anche al fratellino di cinque anni che potrebbe seguire le orme dei fratelli. La storia dei fratelli Ingebrigtsen è diventata il tema di un docufilm prodotto dalla televisione norvegese sulla vita della famiglia norvegese chiamata “Team Ingebrigtsen”. Dietro ai successi dei fratelli scandinavi c’è il lavoro del padre Gjert, che non ha un passato di atleta ma ha appreso le tecniche di allenamento leggendo libri.

Jakob Ingebrigtsen:

Vivo da atleta professionista da quando avevo 8-9 anni. Da allora mi alleno con dedizione, seguendo un buon programma e sfruttando strutture adeguate

Nella finale di Zurigo la famiglia Ingebrigtsen sarà rappresentata anche da Filip, medaglia di bronzo ai Mondiali di Londra alle spalle di Manangoi e Cheruiyot. Filip ha stabilito il record norvegese a Montecarlo con 3’30”01 e ha corso in 3’32”87 a Parigi e in 3’33”40 a Rabat.

Il cast dei finalisti comprende il gibutiano Ayanleh Souleiman (3’31”77 a Parigi e 3’31”19 a Montecarlo), Samuel Tefera (campione del mondo indoor di Birmingham 2018), Taresa Tolosa (vincitore sui 1500m nella prima tappa della Diamond League), il marocchino Brahim Kaazouzi (primo sui 1500m a Rabat), Abdelati Iguider (bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018), il britannico Charlie Grice (quinto agli Europei di Berlino 2018) e il ceco Jakub Holusa (campione europeo indoor a Praga 2015 e autore del record nazionale di 3’32”49 realizzato a Montecarlo in questa stagione).

5000 metri femminile (ore 21.20): super sfida tra Obiri, Dibaba e Hassan

Si preannuncia come una delle sfide più appassionanti del meeting per la presenza di tre fuoriclasse del calibro di Hellen Obiri (campionessa mondiale 2017 e del Commonwealth 2018 sui 5000m), Genzebe Dibaba (primatista e campionessa del mondo sui 1500 metri) e Sifan Hassan (neo campionessa europea sui 5000 metri a Berlino 2018).

Obiri insegue il secondo titolo consecutivo di specialità guida la Road to the Final con 20 punti grazie al successo di Rabat in 14’21”75 (migliore prestazione mondiale dell’anno) e ai terzi posti di Eugene sui 5000m e di Birmingham sui 3000m. Segue in seconda posizione la giovane connazionale Agnes Tirop, che ha corso i 5000 metri in 14’24”24 a Rabat e ha vinto i 3000 metri a Birmingham in 8’32”21 precedendo Lilian Kasait Rengeruk, che ha realizzato il personale stagionale sui 3000m con 8’33”13 a Doha.

Hassan ha stabilito il record europeo sui 5000 metri in 14’22”34 a Rabat e ha vinto i 1500 metri a Birmingham in 4’04”60 e il miglio a Londra con 4’14”71 (terza migliore prestazione mondiale di sempre). Agli Europei di Berlino l’olandese di origini etiopi ha vinto l’oro sui 5000 metri con un grande sprint finale nell’ultimo giro quattro anni dopo il primo titolo continentale sui 1500 metri conquistato sulla pista del Letzigrund.

Dibaba ha vinto i titoli mondiali indoor dei 1500m e dei 3000m a Birmingham portando a cinque il numero di vittorie nella rassegna iridata al coperto. Nel 2015 ha stabilito il record del mondo sui 1500m con lo straordinario 3’50”07 stabilito a Montecarlo. La campionessa etiope detiene la quarta migliore prestazione all.-time sui 5000 metri con il 14’15”41 realizzato nel 2015 nell’anno magico in cui ha conquistato il titolo mondiale a Pechino. In questa stagione la fuoriclasse etiope ha vinto i 5000 metri a Eugene in 14’26”89 ma non è andata oltre il sesto posto a Rabat in 14’42”98.

Le altre protagoniste in gara sono l’etiope Letesenbet Gidey (campionessa del mondo juniores di cross), la keniana Caroline Kipkirui (vincitrice a Doha sui 3000 metri in 8’29”05), la scozzese Elish McColgan (medaglia d’argento agli Europei di Berlino sui 5000m) e la ventunenne tedesca Kostanze Klosterhalfen (quarta agli Europei di Berlino sui 5000m e vice campionessa europea indoor a Belgrado 2017 sui 1500 metri).

400 ostacoli maschili (ore 20.04): rivincita dell’anno scorso tra Warholm e McMaster

Non sarà presente il grande protagonista della stagione Abderrahmane Samba perché impegnato ai Giochi asiatici dove ha vinto la finale in 47”66, ma non mancheranno le emozioni perché saranno in gara i primi due della finale di Zurigo dell’anno scorso Kyron McMaster e Karsten Warholm. McMaster si impose in 48”07 precedendo Warholm, che nell’occasione migliorò il record norvegese con 48”22.

Rispetto all’anno scorso sia l’ostacolista delle Isole Vergini Britanniche sia il “vichingo” norvegese hanno compiuto enormi progressi cronometrici. Il campione del mondo Warholm ha migliorato quattro volte il record europeo under 23 correndo in 47”82 a Roma, in 47”81 a Stoccolma, in 47”65 a Londra e in 47”64 in occasione del titolo europeo a Berlino. McMaster ha stabilito il record personale con 47”54 nella super gara di Parigi vinta da Samba in 46”98. L’ostacolista caraibico ha vinto due titoli ai Central American and Carribbean Games di Barranquilla in 47”60 e ai North and Central American Championships di Toronto in 48”18.

Il terzo ostacolista in gara con un tempo al di sotto dei 48 secondi realizzato in questa stagione è il turco di origini cubane Yasmani Copello, che ha vinto la medaglia d’argento agli Europei di Berlino stabilendo il record nazionale con un eccellente 47”81. Nelle ultime tre stagioni Copello ha vinto il titolo europeo ad Amsterdam 2016, il bronzo olimpico a Rio 2016 e l’argento iridato a Londra 2017 sotto la guida del tecnico salernitano Massimo Matrone, marito dell’ostacolista azzurra Yadisleidys Pedroso.

Il cast è completato dagli statunitensi TJ Holmes (quinto ai Mondiali di Londra 2017) e Bershawn Jackson (campione del mondo ad Helsinki 2005), dall’estone Rasmus Magi (secondo agli Europei di Zurigo), dal sudafricano Cornel Fredericks e dall’azzurro di origini dominicane José Reynaldo Bencosme, terzo ai Mondiali under 18 di Bressanone 2009

400 ostacoli femminili (ore 21.02): sfida sul filo del centesimo tra Little e Russell, ma la Svizzera sogna con Lea Sprunger

Il pubblico svizzero festeggerà la fresca medaglia d’oro di Lea Sprunger agli Europei di Berlino in 54”33 e può sognare addirittura una possibile vittoria della loro beniamina. L’ostacolista di Losanna ha vinto di recente la prima gara di Diamond League a Birmingham in 54”86 precedendo di cinque centesimi di secondo la giamaicana Janieve Russell, vincitrice ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast e leader della Road to the Diamond League Final con 36 punti. La caraibica ha vinto a Eugene in 54”06 e si è classificata due volte seconda preceduta di pochi centesimi dalla statunitense Shamier Little sia a Losanna (53”41 contro 53”46) sia a Londra (53”95 contro 53”96). Little ha vinto di recente i NACAC Championships di Toronto stabilendo il secondo miglior tempo mondiale dell’anno con 53”32. La connazionale Dalilah Muhammad segue al secondo posto nella classifica generale e ha vinto due tappe di Diamond League a Shanghai in 53”77 e a Oslo in 53”65. Attenzione anche all’altra statunitense Georganne Moline, vincitrice a Roma in 53”97 e terza a Losanna in 53”90 (primato stagionale). Il cast è completato dalla sudafricana Wenda Nel (bronzo ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast in 54”61), dalla canadese Sage Watson (terza a Oslo in 54”55) e dalla britannica Elidh Doyle (campionessa europea a Zurigo 2014).

800 metri femminili (ore 20.13): record del Letzigrund in pericolo

Caster Semenya punta a vincere il terzo Diamond Trophy consecutivo sugli 800 metri al termine di una stagione da imbattuta nella quale è scesa sotto il muro dell’1’55” con 1’54”25 a Parigi (quarto miglior tempo di sempre) e 1’54”60 a Montecarlo. Queste prestazioni hanno avvicinato la fuoriclasse sudafricana allo storico record del mondo di Jarmila Kratochwilowa con 1’53”28 a Monaco di Baviera. Il record del Letzigrund detenuto da Pamela Jelimo con 1’54”01 nel 2008 potrebbe essere in pericolo. In questa stagione Semenya ha realizzato due doppiette vincendo 800 e 1500 metri in 1’56”68 e in 4’00’71 ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast e 400m e 800m in 49”96 e in 1’56”06 ai Campionati africani di Asaba ed è scesa sotto i 4 minuti con 3’59”92 in occasione del successo sui 1500 metri al meeting di Doha. La starting list presenta le altre quattro ottocentiste che sono scese sotto la barriera degli 1’57”. Si tratta della vice campionessa olimpica e mondiale Francine Nyonsaba (1’55”86 a Parigi e 1’55”96 a Montecarlo e vincitrice delle tappe di Losanna e Rabat) e della medaglia di bronzo mondiale Ajée Wilson (1’56”45 di personale stagionale a Montecarlo) e della giovane etiope Habitam Alemu (1’56”71 a Montecarlo) e la giamaicana Natoya Goule (seconda a Montecarlo con il record nazionale di 1’56”15). Da seguire anche la marocchina Rababe Arafi, terza a Rabat in 1’58”84 e autrice di un record personale di 1’57”47 stabilito a Montecarlo. Il pubblico svizzero sosterrà l’elvetica Selina Buchel, due volte campionessa europea indoor a Praga 2015 e Belgrado 2017 e settima nella finale europea di Berlino 2018.

3000 siepi maschili (ore 20.24): Kipruto punta al tris

Conseslus Kipruto ha dominato le ultime due stagioni vincendo le medaglie d’oro alle Olimpiadi di Rio 2016, ai Mondiali di Londra 2017, ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast e ai Campionati africani di Asaba nel 2018 e le ultime due edizioni della Diamond League nel 2016 e nel 2017, ma quest’anno non avrà la vita facile contro una concorrenza sempre più qualificata guidata dal marocchino Soufiane El Bakkali, che è sceso per la prima volta in carriera sotto gli 8 minuti con 7’58”15 precedendo lo statunitense Evan Jager (8’01”02, secondo miglior tempo della sua carriera dopo l’eccellente record nord americano di 8’00”45 di Parigi nel 2015) e Kipruto (8’09”78). Il quarto pretendente al trofeo dei diamanti è la rivelazione stagionale Benjamin Kigen, che guida la Road to the Final dopo i successi nelle tappe di Eugene in 8’09”07 (precedendo Kipruto) e di Rabat in 8’06”19. Kipruto è tornato al successo vincendo l’ultima gara disputata nel circuito a Birmingham in 8’14”33. Gli altri protagonisti sono l’etiope Chala Beyo (vincitore a Doha e autore di un personale di 8’07”27 realizzato a Rabat) e i keniani Abraham Kibiwott e Amos Kirui, secondo e terzo ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast alle spalle di Kipruto.

400 metri maschili (ore 20.04): sfida aperta ad ogni risultato tra Gardiner, Hudson Smith e Kerley

In assenza del leader della Road to the Final Abdallelah Haroun impegnato agli Asian Games di Giacarta, si preannuncia una gara aperta tra Steven Gardiner, il neo campione europeo di Berlino 2018 Matthew Hudson Smith e il campione NCAA Fred Kerley. Gardiner, vice campione del mondo a Londra 2017, ha iniziato alla grande la stagione scendendo sotto i 44 secondi sui 400 metri nei primi due meeting di Doha in 43”87 e di Shanghai in 43”99 e sotto i 20 secondi sui 200 metri con 19”75. Successivamente un infortunio subito al meeting di Stoccolma ha tenuto fermo il caraibico per alcune settimane. Gardiner è tornato su buoni livelli vincendo i 400 metri al Memorial Skolimowska di Chorzow in 44”43.

Molto accreditato è anche il ventitreenne britannico Matthew Hudson Smith, neo campione europeo a Berlino in 44”78 dopo aver destato una straordinaria impressione in semifinale dove ha fermato il cronometro in 44”76 lasciando presagire un possibile attacco allo storico record europeo di Thomas Schoenlebe. Nell’ultimo meeting di qualificazione alle finali a Birminngham lo statunitense Fred Kerley ha avuto la meglio su Hudson Smith per appena cinque centesimi di secondo in 45”54 in una giornata ventosa. Da tenere in considerazione per le prime posizioni anche lo statunitense di origini nigeriane Paul Dedewo, secondo a Londra in 44”43 e terzo a Birmingham in 45”62, il dominicano Luguelin Santos, vice campione olimpico a Londra 2012 e vincitore ai CAC Games in 44”59, e il botswano Baboloki Thebe, neo campione africano ad Asaba in 44”81.  

Getto del peso maschile (ore 19.40): Walsh, Crouser e Haratyk, tre specialisti oltre i 22 metri in questa stagione

Gara di straordinari contenuti con tre specialisti del calibro di Thomas Walsh, Ryan Crouser e Michal Haratyk, che hanno superato la barriera dei 22 metri in questa stagione. Walsh ha vinto le tappe di Oslo con 22.29m (battendo Crouser di otto centimetri) e di Losanna con 21.92m e i due titoli più importanti dell’anno ai Mondiali Indoor di Birmingham e ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast. Crouser si è imposto nei confronti del neozelandese a Eugene con 22.53m e a Montecarlo con 22.05m. Haratyk ha vinto il primo grande titolo della sua carriera agli Europei di Berlino con 21.72m e ha superato il muro dei 22 metri con 22.08m in occasione del meeting di Ostrava alle spalle di Walsh. Attenzione anche allo statunitense Darrell Hill, vincitore nella finale della Diamond League 2017 a Bruxelles con 22.44m e secondo nella tappa di Montecarlo con 21.72m, al tedesco David Storl, bronzo agli Europei di Berlino, al brasiliano Darlan Romani, quarto ai Mondiali Indoor di Birmingham con 21.37m e terzo a Eugene con 21.95m, e il ceco Tomas Stanek, secondo ai Mondiali Indoor di Birmingham.

Lancio del giavellotto maschile (ore 20.55): tutto il podio europeo presente con Rohler, Hofmann e Kirt

Tutto il podio di Berlino 2018 presente al gran completo con il vincitore Thomas Rohler, il vice campione europeo Andreas Hofmann e la medaglia di bronzo Magnus Kirt. Si farà sentire il sostegno dei tanti fans tedeschi in arrivo in gran numero dalla vicina Germania. Rohler ha vinto il titolo europeo davanti al pubblico di casa con 89.47m e ha vinto le prime due gare di Diamond League a Doha con 91.78m e a Eugene con 89.88m. In carriera ha vinto una volta il Diamond Trophy quando si rivelò al grande pubblico nel 2014 con la vittoria al Letzigrund.

Nelle ultime settimane Hofmann ha avuto la maggiore costanza di rendimento vincendo la tappa di Birmingham con 89.82m che gli ha permesso di salire al primo posto nella Road to the Final con 27 punti (uno in più rispetto a Rohler) prima di imporsi al Memorial Skolimowska con 83.81m e al meeting di Bad Koestritz con 86.16. Hofmann ha superato la barriera dei 90 metri a Rehlingen (91.44m) e di Offenburg (92.06). Non ci sarà l’infortunato Johannes Vetter, ma la Germania avrà come terzo rappresentante Julian Weber, che non ha partecipato agli Europei di Berlino a causa dell’abbondanza di campioni presenti in Germania ma si è rifatto con il secondo posto al meeting di Birmingham co 86.63m. Punta ad un piazzamento di prestigio anche l’estone Magnus Kirt, primo a Rabat con 89.75m e terzo a Birmingham con 85.31m. Gli altri protagonisti sono l’indiano Neeraj Chopra, primo ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast 2018 e ai recenti Asian Games di Giacarta con il record personale di 88.09m, il vincitore delle ultime due edizioni della Diamond League Jakub Vadlejch e il polacco Marcin Krukowski, quarto agli Europei di Berlino con 84.55m e al meeting di Birmingham con 83.96m.

Salto in lungo maschile (ore 20.45): Manyonga favorito per il secondo diamante consecutivo

Il fuoriclasse sudafricano Luvo Manyonga è il grande favorito in assenza del giovane cubano Juan Miguel Echevarria, che non ha ancora recuperato l’infortunio subito dopo lo straordinario inizio di stagione illuminato dal sensazionale 8.83m ventoso di Stoccolma. Manyonga ha vinto quattro tappe di Diamond League superando gli 8.50m (8.56 a Shanghai, 8.58m a Roma, 8.58m a Londra e 8.53m a Birmingham) e potrebbe tentare di battere il primato del Letzigrund di 8.60m detenuto dal 1995 dal cubano Ivan Pedroso. L’unico atleta che sembra in grado di poter insidiare Manyonga è il connazionale e amico Rushval Samaai, che si è imposto nell’ultimo scontro stagionale ai Campionati africani per due centimetri (8.45m a 8.43m). Manyonga cerca il bis dopo essersi imposto nella finale della Diamond League a Zurigo con 8.49m. Oltre ai due campioni sudafricani saranno presenti anche lo statunitense Jeff Henderson, campione olimpico a Rio de Janeiro 2016 davanti a Manyonga, l’ex giocatore di Football Australiano Henry Frayne, argento ai Giochi del Commonwealth, lo statunitense Marquis Dendy e il giamaicano Tajay Gayle, primo e secondo ai NACAC Championships di Toronto, e il cinese Huang Changzhou, bronzo ai Mondiali Indoor di Portland 2016.  

Salto triplo femminile (ore 18.25): Ibarguen cerca l’accoppiata lungo-triplo

La fuoriclasse colombiana Caterine Ibarguen cerca l’inedita accoppiata gareggiando nel triplo a Zurigo e nel lungo a Bruxelles in giorno seguente. La campionessa olimpica di Rio de Janeiro 2016 e due volte iridata di Mosca 2013 e di Pechino 2015 ha vinto tutte le gare disputate in Diamond League nel salto triplo a Shanghai (14.80m), Oslo (14.89m), Parigi (14.83m) e a Rabat (14.96m migliore prestazione mondiale dell’anno) e ha realizzato la doppietta ai Campionati dell’area Caraibica e Centroamericana vincendo il triplo con 14.92m e il lungo con 6.83m. Ibarguen insegue il quinto successo nel triplo in Diamond League. Le rivali più accreditate della colombiana sono la statunitense Tori Franklin (seconda nelle liste mondiali stagionali con 14.84m), la tedesca Kristin Gierish e la spagnola Ana Peleteiro, rispettivamente argento e bronzo agli Europei di Berlino, le giamaicane Kimberly Williams (campionessa del Commonwealth 2018) e Shanieka Ricketts, vincitrice ai Campionati del Nord e Centro America con 14.25m e alla World Cup di Londra con 14.61m.

Lancio del giavellotto femminile (ore 19.05): Lyu Huihi favorita

La Cina potrebbe conquistare il secondo successo in Diamond League con la giavellottista Lyu Huihui un anno dopo l’affermazione dell’altra lanciatrice Gong Lijao nel getto del peso. Lyu guida la Road to the Final con 23 punti grazie ai successi nelle tappe di Shanghai (66.85m) e di Londra (65.54m) e al secondo posto di Oslo (65.11m). Seguono in classifica la ceca Nikola Ogrodnikova, che sta seguendo le orme della connazionale Barbora Spotakova e si è imposta a Losanna con 65.02m, e la bielorussa Tatsiana Khaladovich, campionessa europea di Amsterdam 2016 e vincitrice a Oslo con 67.47m. Da seguire anche la statunitense Kara Winger e la giovane polacca Marcelina Wittek, seconda a Shanghai con 64.49m. Il pubblico svizzero sosterrà la giovane elvetica Geraldine Ruckstuhl, vice campionessa europea under 20 nell’eptathlon a Grosseto 2017 e ottima interprete del giavellotto con un personale di 58.31m.  

Staffetta 4x100 femminile UBS Zurich Trophy (ore 21.54): anche l’Italia nella rivincita degli Europei

Come da tradizione il Weltklasse di Zurigo si concluderà con la staffetta 4x100 femminile svizzera per celebrare le quattro sprinter rossocrociate Mujinga Kambundji, Ajla Del Ponte, Salome Kora e Sarah Atcho (medaglia d’argento dei 200 metri degli Europei under 23 di Bydgoszcz). La formazione elvetica si è classificata quinta ai Mondiali di Londra 2017 e quarta agli Europei di Berlino in 42”30 sfiorando di un centesimo di secondo il record nazionale stabilito lo scorso Luglio al meeting di Losanna. Lo Zurich Trophy UBS sarà una rivincita dei recenti Europei di Berlino con le nazionali medagliate (Gran Bretagna, Olanda e Germania), l’Italia, la Spagna oltre alla formazione della Giamaica.

Tra le stelle presenti ci saranno le britanniche Dina Asher Smith, Asha Phillip, Imani Lansiquot e Darryl Neita, campionessa europee in 41”88 (miglior tempo mondiale dell’anno), la giovane tedesca Gina Luckenkemper (argento individuale sui 100 metri e bronzo con la 4x100) e le olandesi Dafne Schippers e Jamile Samuel, argento e bronzo sui 200 metri. Tra le nazionali invitate ci sarà anche la squadra italiana, settima classificata a Berlino in 43”42, decima migliore prestazione nazionale all-time. Le sprinter selezionate dall’advisor federale della velocità Filippo Di Mulo sono Audrey Alloh, Johannelis Herrera, Jessica Paoletta, Gloria Hooper e Irene Siragusa. Oltre alla finale europea le azzurre si sono classificate terze ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona. Le azzurre partecipano da anni sui prestigiosi palcoscenici di Losanna e Zurigo. Sulla pista del Letzigrund l’Italia ha ottenuto come miglior risultato il quarto posto nel 2014, nell’anno degli Europei disputati sulla pista del Letzigrund, dove le azzurre raggiunsero lo stesso piazzamento in 43”26.

Youth Diamond Challenge: Le gare che precedono il programma della Diamond League saranno una vetrina dei migliori talenti del futuro dell’atletica svizzera come i campioni europei di Grosseto 2017 Jason Joseph (110 ostacoli), Yasmin Giger (400 ostacoli femminili) e la giovane stella del mezzofondo elvetico Delia Sclabas, medaglia di bronzo ai Mondiali Juniores di Tampere 2018 sugli 800 e 1500 metri e campionessa europea under 20 a Grosseto sui 3000 metri.

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