Serie A, Pastore: equivoco tattico o jolly della Roma?

In 166' in giallorosso è stato già impiegato in tre ruoli: mezzala, trequartista e ala sinistra. Di Francesco usa bastone e carota: "Può fare tutto, ma lo voglio più cattivo e determinato".

Pastore è alla prima stagione con la Roma Getty Images

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L’ultimo gol in Serie A era datato 1° maggio 2011, quando entrò nel tabellino dei marcatori nel 3-1 del Parma al suo Palermo: 2675 giorni dopo, El Flaco è tornato. E lo ha fatto a modo suo, segnando di tacco nel posticipo della seconda giornata di campionato contro l'Atalanta.

Gol a parte, Pastore continua a far discutere. Dopo un esordio da dimenticare col Torino - per stessa ammissione del tecnico Eusebio Di Francesco (“Ha sbagliato tutti i palloni”) - l’argentino si è riscattato alla prima all'Olimpico, con una prestazione decisamente migliore, specie nel secondo tempo.

Lo ha fatto giocando prima largo a sinistra e poi sulla trequarti, quando la Roma è passata al 4-2-3-1 con De Rossi e Nzonzi in mediana. Non da mezzala, quindi, come era inizialmente nei piani dell’allenatore giallorosso. E da quando è arrivato, in molti si chiedono quale sia in realtà il vero ruolo del “magro”. 

Serie A, Roma: qual è il ruolo di Pastore?

C’è chi dice che non sia adatto al 4-3-3, a maggior ragione ora che è partito Strootman e il centrocampo della Roma ha perso muscoli e cattiveria. Intanto, in 166 minuti giocati, è stato già impiegato in tre ruoli diversi: mezzala, trequartista e ala sinistra.

Alla prima stagione nel PSG, datata 11-12, partì sulla trequarti, per poi arretrare sempre più il suo raggio d’azione con il passare degli anni. Complessivamente, in 269 presenze con i francesi, Pastore ha giocato il 25% delle volte da mezzala, dove ha indubbiamente reso di più: non tanto per i gol messi a segno (10, contro i 13 realizzati da trequartista e ala sinistra), quanto per i 23 assist offerti in 66 presenze.

Intanto, Di Francesco sembra non dare peso alla sua collocazione tattica:

Quando uno sa giocare a calcio come Javier può fare tutto. Oltre la qualità, un giocatore deve però mettere cattiveria e determinazione.

Equivoco tattico o jolly? Soltanto il campo, e il tempo, potranno rispondere a questa domanda. 

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