Premier League, il Manchester United crolla e Mourinho è in bilico

La gara persa malamente in casa contro il Tottenham potrebbe essere stata l'ultima sulla panchina dei Red Devils per il tecnico portoghese, attaccato da stampa e tifosi.

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E se fosse José Mourinho il primo allenatore di Premier League a essere esonerato? La pesante sconfitta casalinga patita dal Manchester United nel posticipo serale contro il Tottenham - che vola in testa alla classifica a punteggio pieno in compagnia di Liverpool, Chelsea e Watford - potrebbe aver segnato il futuro dello Special One all'Old Trafford, con i giornali inglesi che parlano di un esonero che potrebbe materializzarsi già nelle prossime ore.

Una stagione che sembrava cominciata nel migliore dei modi, con una rocambolesca vittoria sul Leicester ottenuta con carattere e firmata dai "ribelli" Shaw e Pogba, rischia di essersi già conclusa, dato che nei due successivi impegni in Premier League i Red Devils hanno incassato altrettante sconfitte: e se quella contro il Brighton & Hove Albion era stata difficile da digerire visto il blasone degli avversari, quella contro il Tottenham è stata disastrosa per le modalità.

Mai, negli ultimi 26 anni, il Manchester United era partito così male. Mai Mourinho aveva perso una gara casalinga con tre reti di scarto nell'intera carriera. Eppure è successo, un incubo firmato da Kane e da uno scatenato e ritrovato Lucas Moura, una gara che ha visto Pochettino sovrastare tatticamente lo Special One, mai apparso così poco padrone della propria squadra come nella sfida contro il Tottenham, che nella sua storia all'Old Trafford aveva trionfato solo in due occasioni.

Premier League, il Manchester United crolla e Mourinho è in bilico

Eppure, quelli che potrebbero essere stati gli ultimi, disastrosi, 90 minuti di Mourinho sulla panchina del Manchester United sono la conseguenza di una crisi iniziata già da tempo, in estate, quando in sede di calciomercato erano emerse tutte le distanze tra il tecnico portoghese e una dirigenza che dopo un anno senza vittorie non sembrava più riporre fiducia in quello che un tempo era considerato il migliore allenatore al mondo. 

Mourinho aveva chiesto acquisti di esperienza e la cessione di diversi giocatori che lo avevano deluso, tra cui Shaw, Pogba e Martial. La dirigenza, ignorando i desideri del suo allenatore, aveva invece deciso di acquistare talenti futuribili, di rinunciare al centrale difensivo richiesto da Mou fino all'ultimo giorno di calciomercato e soprattutto di tenere i suoi prospetti, rifiutandone la cessione.

Un chiaro segnale: il Manchester United aveva lasciato intendere che il club e i giocatori venivano prima del tecnico, che avrebbe dovuto adeguarsi e che forse, nonostante il carattere orgoglioso che lo contraddistingue, ha pure cercato di farlo. Ma con certe premesse la possibilità che quello che doveva essere l'anno del riscatto si trasformasse in un incubo era concreta, ed è quello che poi si è verificato sul campo.

Subito dopo il fischio finale contro il Tottenham, Mourinho è apparso demoralizzato, abbattuto, e ha salutato i tifosi dei Red Devils con un applauso che in molti in Inghilterra hanno interpretato come un implicito addio alla squadra che guida da poco più di due anni. In sala stampa Mourinho ha difeso le sue contestate scelte tattiche, come quella di schierare lo spagnolo Herrera in difesa che a molti è sembrata una provocazione nei confronti della dirigenza, responsabile della mancata partenza di Martial, cessione da cui sarebbero stati ricavati i fondi necessari per prendere Alderweireld o Maguire.

Abbiamo perso perché abbiamo subito un gol in occasione del primo calcio d'angolo a favore loro. Nel primo tempo zero corner, zero calci di punizione, poi al 50esimo e qualcosa loro hanno avuto un calcio d'angolo e hanno segnato. E voi con questo volete trasformare la storia, il racconto della partita.

Mourinho chiede rispetto e sottolinea come l'unico giudizio importante, per lui, sia quello dei tifosi, che dopo la sconfitta con il Brighton avevano continuato a sostenerlo e che anche dopo la batosta casalinga contro il Tottenham hanno applaudito, anche se erano rimasti in pochi e non era chiaro a chi fossero rivolti quegli applausi.

Non perdete tempo. Oggi ho avuto la prova che i migliori giudici nel calcio sono i tifosi. Alcuni sono andati via prima della fine? Avrei fatto lo stesso, perdevamo 3-0 e ci vogliono due ore da qui al centro di Manchester. 

Il tecnico portoghese è un fiume in piena e prende di mira la stampa, che a suo dire da tempo racconta fandonie sul suo rapporto con la squadra e con il vicepresidente Ed Woodward e che avrebbe creato una campagna mediatica contro di lui. La Premier League è ancora lunga, e a suo dire la squadra ha perso solo per alcuni episodi.

Continuate a provarci, a provarci, a provarci. La scorsa stagione abbiamo perso con il Siviglia, qui, e siamo stati fischiati perché lo meritavamo. Stasera i giocatori hanno lasciato il campo dopo aver perso in casa e sono stati applauditi. Perché lo meritano. Così fate pure, continuate a provarci.

Infine il motto d'orgoglio, tipico di un carattere combattivo come quello di José Mourinho, che dopo aver chiesto rispetto parte al contrattacco.

Sapete il risultato di stasera? Tre a zero. Sapete cosa significa? (Alza tre dita, ndr) Tre a zero, ma anche tre come le Premier League che ho vinto, più io da solo che tutti gli altri 19 manager della Premier League. Tre per me e due per loro.

Infine si alza e se ne va, ripetendo soltanto "rispetto" e lasciando i giornalisti senza la possibilità di fare ulteriori domande ma, allo stesso tempo, liberi di ipotizzare mille congetture differenti su ciò che accadrà nelle prossime ore.

Qualcuno sostiene che il portoghese sarà licenziato già nelle prossime ore e che Zinedine Zidane sia già stato contattato per sostituirlo. Per qualcun altro, invece, Mourinho resterà in sella e avrà l'occasione di rifarsi nel prossimo turno contro il pericolante Burnley, magari costretto a mediare con parte della squadra e a reintegrare nel gruppo Anthony Martial, pupillo del vicepresidente Woodward e continuamente escluso dal tecnico: contro il Tottenham non era neanche in panchina.

Gary Neville, leggenda dell'Old Trafford e adesso opinionista di Sky Sports UK, sostiene invece che Mourinho resterà perché al Manchester United costerebbe troppo disfarsi di lui, dato che dovrebbe corrispondergli ancora uno stipendio di oltre 13 milioni di euro. Inoltre, sempre secondo Neville, se non ci fosse stata fiducia nelle sue capacità la dirigenza non gli avrebbe neanche permesso di cominciare la stagione.

Come sempre, chi vivrà vedrà: certo è che Mourinho non è uomo da accettare diktat dall'alto, e allo stesso tempo il Manchester United è un club troppo grande per piegarsi al volere di un allenatore vincente ma che ha sempre bisogno di avere l'ultima parola in ogni decisione. Insomma, gli ingredienti per un matrimonio infelice c'erano tutti, e questo è quello che pare si sia verificato. Con un divorzio che dopo due anni potrebbe essere già dietro l'angolo.

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