NBA: si ritira Ginobili, il campione amato anche dagli avversari

El tanguero de Bahia Blanca ha sciolto la riserva: a 41 anni dice addio al basket. Tecnica, classe e garra sono state le sue caratteristiche. Ha vinto 4 anelli con gli Spurs.

Ginobili Getty Images

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Emanuel David, per tutti Manu, Ginobili ha sciolto la riserva che a maggio aveva lasciato un barlume di speranza ai tifosi dei San Antonio Spurs - ma anche a tutti coloro che seguono l'NBA e amano il basket e lo sport - e ha dato l'addio alla palla a spicchi.

Manu fa parte di quella genia di campioni dello sport, ma soprattutto di uomini, che hanno accompagnato le nostre vite da sempre e che inconsciamente tutti pensiamo e speriamo che non smettano mai, perché in fondo sono parte di noi. Uomini come Usain Bolt, Leo Messi, Roger Federer, Kobe Bryant, Valentino Rossi, forse Agassi, Serena Williams fra le donne, e pochi altri.

Una genia che ha caratteristiche precise: grande personalità - che non vuol dire ego smisurato, anzi proprio l'opposto - lealtà, carisma, rispetto per gli avversari e per il pubblico, amore per il proprio lavoro, una tecnica sublime capace di farci sognare, ma anche, ed è quello che ce li fa sentire più vicini, l'umanità di compiere degli errori, di cadere e rialzarsi più forti di prima.

Ginobili BryantGetty Images
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NBA: si ritira Ginobili, il campione amato anche dagli avversari

Manu Ginobili si ritira dal basket a 41 anni, dopo 16 anni di NBA, dove ha militato sempre nei San Antonio Spurs - e anche questo conta - 4 anni di Serie A fra Reggio Calabria, dove aveva mosso i primi passi sotto canestro anche Kobe, e Bologna, preceduti dagli inizi nella sua Argentina, dove è nato a Bahia Blanca il 28 luglio 1977.

Manu GinobiliGetty Images

Talento puro e cristallino, Manu ha fatto come i grandi vini che con l'invecchiamento migliorano e l'NBA è stata la sua barrique. Basti pensare che, fra i suoi tanti primati, si è creato persino un posto nella ristrettissima cerchia di vecchietti terribili capaci di segnare almeno 25 punti a 40 anni compiuti. L'8 gennaio scorso si è aggiunto a Jabbar, Parish, Stockton e Michael Jordan - pensate che quintetto avrebbero formato - segnandone 26 a Portland, in 27 minuti, con 6 su 9 dall'arco dei 3 punti.

Impossibile citare tutti i suoi record, ma sarebbe altrettanto ingiusto non ricordare qualche cifra della sua straordinaria carriera: 4 titoli NBA (2003, 2005, 2007 e 2014), l'oro olimpico con l'Argentina ad Atene 2004 (purtroppo contro l'Italia) e l'indimenticabile triplete bolognese (scudetto, Eurolega e Coppa Italia) messo insieme sotto la guida di Ettore Messina alla Virtus.

Tecnica, garra, classe immensa, spirito di squadra e lealtà ne hanno fatto un campione a tutto tondo, amato dai compagni e rispettato dagli avversari. Solo pochi mesi fa Dejounte Murray, suo giovane compagno a San Antonio, esprimeva così la sua ammirazione per Ginobili: 

Ha 40 anni, è un futuro Hall of Famer, ha vinto titoli su titoli. Manu potrebbe stare con la sua famiglia e i suoi figli. Eppure sta mostrando a tutti che tipo di amore e passione ha per il gioco rimanendo qui con noi.

Commovente il messaggio social che, alla notizia del suo ritiro, gli ha inviato Marco Belinelli che quand'era ragazzo lo ha conosciuto a Bologna e molti anni dopo lo ha raggiunto in Texas, per vincere insieme il titolo 2014:

Ci sei stato all’inizio, ci sei stato nel momento più alto... grazie di tutto. Per me sarai sempre un idolo! 

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