Serie A, che impatto per Meité a Torino: muscoli e gol per Mazzarri

Il centrocampista francese già padrone del centrocampo granata: a segno nel 2-2 di San Siro contro l'Inter, è già leader.

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Un toro per il Torino. Al suo arrivo, Souahilo Meité aveva ricevuto come soprannome l'animale al quale la tifoseria granata è più affezionata: merito di una prestanza fisica notevole, abbinata a grinta e quantità. Doti che al centrocampista francese con genitori ivoriani, cresciuto a Parigi e passato per Auxerre, Lille, Zulte Waregem, Monaco e Bordeaux, non sono mai mancate.

I primi due turni della Serie A 2018/2019 hanno confermato le sensazioni dell'estate: nel 3-5-2 del Torino forgiato da Walter Mazzarri, Meité può diventare presto un pilastro. Le valutazioni oltre la sufficienza incassate all'esordio contro la Roma nonostante la sconfitta sono state amplificate dal pareggio con rete decisiva contro l'Inter. A San Siro, la Scala del calcio. Niente male per chi fino allo scorso dicembre era in cerca di una precisa identità calcistica dopo aver collezionato appena 3 presenze con il Monaco (2 in campionato, 1 in Champions League) nella prima parte di stagione.

La vera rampa di rilancio sulla quale Souahilo da Parigi è salito si chiama Bordeaux: a gennaio 2018 i girondini lo rilevano in prestito. In Nuova Aquitania Meité è tornato ad essere una pedina fondamentale per la sua squadra con un fatturato di 18 presenze, 1 gol e 2 assist nella seconda parte di Ligue 1. Fino alla chiamata del Torino: operazione da 12 milioni di euro complessivi, con Barreca al Principato e un conguaglio di 2 milioni nelle casse granata. Così il suo repertorio fatto di strappi, corsa e grinta è arrivato a disposizione di Mazzarri. Lo stesso allenatore dopo il pareggio con l'Inter ne ha esaltato le qualità:"Meité è un giocatore che secondo me ha potenzialità enormi".

Torino, grinta e muscoli: così Meité si è preso le chiavi del centrocampo

Il 3-5-2 sembra l'abito ideale per il 24enne francese: in una mediana a 3 Meité ci è cresciuto sin dai tempi delle giovanili dell'Auxerre, dove aveva poi trovato spazio per la prima volta con i senior, passando per 1,5 milioni di euro al Lille (tre anni conditi dalla presenza nei preliminari di Champions League) e fino ad accettare il Belgio, con lo Zulte Weregem. Le sue prestazioni in Jupiler Pro League avevano convinto il Monaco a portarlo nel Principato: il resto è storia recente fino all'approdo a Torino. In occasione della sua presentazione a Bormio, si era definito come un centrocampista offensivo che ha "sviluppato anche le qualità difensive". Sensazioni confermate dai primi passi in Serie A, che ai microfoni di Torino Channel dopo il 2-2 di San Siro ha parlato già da leader:

Sono sicuro che giocando insieme potremo fare ancora meglio e crescere ulteriormente. Questa è una squadra che ha carattere.

Great come back 🔥🔥🔥👏🏾

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Per portarlo in Italia il Torino aveva superato la concorrenza del Genoa: con Meité e i suoi 187 centimetri in mediana, Mazzarri ha aumentato il numero di soluzioni a propria disposizione in un reparto completato da Rincon, Baselli, Soriano e Lukic. Via Acquah e Obi, due elementi che davano fisicità nel cuore del gioco, ecco questo recupera palloni che vede anche la porta. Contro l'Inter, dopo l'ottimo impatto contro la Roma, è arrivato il secondo indizio: è già una prova.

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