Real Madrid: Courtois in panchina, il titolare è Keylor. Fino a quando?

Nonostante i 35 milioni spesi, il belga non ha ancora esordito. Lopetegui dà fiducia al costaricano ma mette le mani avanti: "Dopo la pausa ci sarà un altro tipo di soluzioni".

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Decisamente non ha la faccia del mattacchione Thibaut Courtois, del guascone capace di tenere allegra la compagnia, ma le espressioni che ha messo in mostra nelle prime uscite del Real Madrid contro Getafe e Girona assomigliano al campionario degli emoticon alla voce tristezza e disappunto.

Gli ultimi sorrisi, su quella faccia un po' così, li aveva dispensati qualche settimana fa, nelle foto di rito nel corso della presentazione in pompa magna da nuovo portiere del Real Madrid, quelle dove faceva sembrare un pigmeo il suo presidente Florentino Perez.

Reduce da un Mondiale da favola, pagato 35 milioni al Chelsea - prezzo da saldo perché il suo contratto con Abramovich sarebbe scaduto nel 2019 - il portiere belga, unico acquisto "di nome" di un club abituato da anni ad acquistare i migliori sul mercato, ha recitato finora, suo malgrado la parte della riserva di Keylor Navas.

Real Madrid: Courtois in panchina, il titolare è Keylor. Fino a quando?

Keylor Navas, del resto, è uno dalla pellaccia dura, uno abituato a lottare per la pagnotta, contro rivali in carne e ossa (Casillas prima, Courtois oggi) o fantasmi (De Gea e Kepa) che siano. Non c'è paura nei suoi occhi, arrampicati sopra a quel naso secolare, e il suo sguardo azteco sembra sempre in grado di andare oltre. Per lui, del resto, parlano i 12 trofei vinti in 4 anni di Real Madrid, i 143 gol subiti in 144 match, i 46 clean sheet.

NavasGetty Images

Non era mica facile per Lopetegui lasciare fuori uno così, che ha vinto 3 Champions League di fila e infatti se ne è ben guardato. Non ne avrebbe avuto motivo, del resto. Titolare in Supercoppa nella sconfitta contro l'Atletico Madrid e nelle prime due gare di campionato, Keylor semplicemente sa di stare correndo sul filo: dietro di lui non c'è più un paio di onesti sparring partner come Casilla e Zidane, ma una coppia di pesi massimi, due che giocherebbero titolari in qualsiasi altra squadra europea, come Courtois e il giovane Lunin. Il tecnico del Real Madrid, per altro, sa che il tempo gioca dalla sua parte: 

Dopo la pausa ci sarà un altro tipo di soluzioni perché giocheremo il mercoledì e la domenica. Non ho ancora un piano su chi giocherà una competizione o l'altra, ma sarà una decisione da prendere

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