Da Meité a Milenkovic: la Serie A è un campionato per giovani

Tanti sono gli Under 25 a segno e decisivi per la propria squadra nella seconda giornata di Serie A. Evidente la tendenza nell’investire sempre di più in calciatori giovani per tante società italiane.

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Se due indizi fanno una prova, una decina dovrebbero almeno essere una tendenza di medio termine, che ci dice molto sullo stato delle cose della Serie A attuale. In questo weekend, come non succedeva da molti anni nel nostro campionato, tanti Under 25 hanno realizzato gol importanti e soprattutto si sono dimostrati fondamentali per le sorti delle proprie squadre.

In questo gruppo molto folto rientrano tipologie di calciatori differenti. Si va dal capitano di una squadra storica come la Fiorentina a soli 24 anni, Benassi, al nuovo arrivato ma già impostosi come uno dei centrocampisti più interessanti dell’intero campionato, Meité del Torino, fino ad arrivare al più giovane di tutti, Christian Kouamé, nato nel dicembre del 1997 e già decisivo al Genoa dopo gli ottimi anni con il Cittadella.

A causa delle difficoltà economiche che tante società italiane hanno avuto in questi anni di crisi, la scelta dei giovani si è autoimposta quasi per costrizione. Oggi però si iniziano a vedere frutti concreti. In Italia arriviamo prima su un certo tipo di calciatori giovani, poi rivenduti a peso d’oro, i giovani italiani stanno iniziando a giocare e soprattutto ad essere importanti per le proprie squadre e altri giovani, come Pellegri, ieri al primo gol in Ligue 1, stanno iniziando a farsi sentire anche negli altri campionati europei. Il nostro calcio sembra avere una nuova identità, molto chiara, che ci fa guardare con speranza al futuro.

Da Meité a Piatek, la Serie A mette in mostra alcuni dei giovani più interessanti in Europa

La giornata molto “giovane” inizia fin dal sabato sera, quando Piotr Zielinski salva il Napoli da una sconfitta certa con una bellissima doppietta. A fine partita Ancelotti si è soffermato sul calciatore, sottolineando come l’unica vera cosa che gli manca per diventare uno dei centrocampisti migliori al mondo è il coraggio, caratteristica su cui bisogna lavorare per crescere. Cresciuto molto rispetto alle passate stagioni invece è Davide Calabria del Milan, autore del secondo gol milanista, ancora ventunenne. E su quella fascia sta per rientare anche Andrea Conti.

La squadra “green” per eccellenza in questa Serie A è la Fiorentina di Pioli. Ieri hanno segnato due 20enni, Milenković, forse uno dei difensori giovani migliori in Europa, e Chiesa, un 21enne, Gerson, ieri irresistibile, un 23enne, Simeone che ha festeggiato con il padre in tribuna, e un 24enne, Benassi, autore di una doppietta e di una partita che lo fa considerare fin da subito come prospetto forte per una maglia da titolare in Nazionale. La società, Corvino e Pioli stanno facendo un lavoro eccezionale, che non si fermerà di sicuro a queste prime giornate.

Altra squadra molto giovane, che ha cambiato parecchi uomini in estate, è il Genoa di Preziosi. Ieri hanno segnato i due attaccanti titolari, il polacco Krzysztof Piatek e l’ivoriano Christian Kouamé. Il polacco è arrivato senza nessun interesse da parte di tifosi e media, ma alla prima partita in Coppa Italia, contro il Lecce, piazza una quaterna in 41 minuti. Qualche riflettore si accende su di lui e il gol all’esordio in Serie A non può che farlo ancora di più crescere nella considerazione generale.   

Nella stessa partita ha segnato un altro giocatore di prospettiva, Samuel Mráz, attaccante slovacco 23enne dell’Empoli, così come alcuni giovani che sembrano già vecchi, come Berardi e De Paul, hanno iniziato fortissimo questa stagione che potrebbe essere quella della loro ufficiale consacrazione. Il giocatore giovane però che, pound for pound, ha impressionato di più in queste due giornate è il torinista Soualiho Meïté, capace di mettere insieme un forza impressionante e una grande intelligenza tattica, a cui unisce anche propensione per il gol, come visto ieri nella partita contro l’Inter.

La Serie A sta acquistando una nuova e per fortuna chiara identità. Squadre come Fiorentina e Roma, le quali hanno deciso di cercare e prendere i migliori giovani del calcio mondiale per poi rivenderli, incassando plusvalenze da paura, hanno tracciato una strada che tante altre società adesso seguono. Spesso è così, sprofondare, quello che è successo al nostro campionato negli ultimi anni, attiva anche nuove idee e nuovi progetti, tutti con una sola direzione, il futuro.

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