Genoa, le emozioni di Criscito al ritorno a Marassi: "Ho avuto i brividi"

A sette anni dall'ultima volta è tornato a giocare nel suo stadio. Ha indossato la fascia, ha servito due assist e ha sofferto con il pubblico per la tragedia del ponte Morandi.

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Non era una partita normale, non era una giornata normale. Domenico Criscito è tornato a casa, è tornato a Marassi, è tornato a Genova e al Genoa. Ha indossato la fascia da capitano al braccio, ha servito i due assist per i due gol dei rossoblù, ha pianto e sofferto con il pubblico per la tragedia del ponte Morandi. Non era una serata normale, non poteva esserlo e non lo è stata.

La partita che il Genoa ha vinto ieri 2-1 contro l'Empoli serve per provare a voltare pagina. Perché nelle ultime due settimane la città ha vissuto nella tragedia. Inevitabile fosse così. Quei 43 innocenti morti da un momento all'altro non possono essere dimenticati. Il pensiero ieri era fisso su di loro. Per questo nei primi 43 minuti lo stadio è rimasto in silenzio. 

Una forma di rispetto per chi ha sofferto e sta soffrendo per un'ingiustizia così grande. A sette anni dalla sua ultima partita a Marassi, Criscito è tornato proprio nella serata emotivamente più complicata: ha preso per mano la squadra, ha preso per mano la città e ha aiutato i compagni a ripartire e il pubblico a sorridere. Anche se solo per un attimo.

Criscito in azione con il GenoaGetty
Criscito in azione con il Genoa

Genoa, le emozioni di Criscito per il ritorno a Marassi

Al termine della partita vinta dal suo Genoa contro l'Empoli, Criscito ha parlato a Sky Sport. Lo ha fatto da capitano, lo ha fatto da migliore in campo, lo ha fatto da leader.

Per noi sono state due settimane particolari. Dalla tragedia non si respira una buona aria. Vogliamo restare vicino agli sfollati, a chi ha bisogno. Con i 43 minuti di silenzio iniziali il pubblico ha dimostrato di avere un grande cuore. Mi sono venuti i brividi.

Criscito in Genoa-EmpoliGetty
Criscito in Genoa-Empoli

Per Criscito però è stata una partita particolare anche perché era la prima da quando è tornato al Genoa. Un trasferimento che lui stesso ha voluto con tutte le forze.

Questa è casa mia, lo è stata anche quando non c'ero. Vogliamo toglierci grandi soddisfazioni. La squadra è forte quando siamo in possesso palla. Però ci siamo chiusi troppo sul 2-0.

C'è però tutto il tempo per migliorare. Anche perché quella di ieri non poteva essere una partita normale, non poteva essere una giornata normale. Non dopo tutto quello che è successo.

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