Formula 1, halo salvavita: dalle critiche di Verstappen all'ok dei piloti

L'incidente a Spa tra Alonso e Leclerc ha mostrato per la prima volta l'utilità della barra. Max l'aveva criticata: "Non mi aiuta". Ma ora tutti la approvano.

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Critiche su critiche. Così era stato accolto il sistema halo nel mondo della Formula 1. Poi dopo il Gran Premio di Spa, con l’incidente che ha coinvolto Fernando Alonso e Charles Leclerc, ci si rende davvero conto quanto questa novità serva a salvare la vita ai piloti. Lo strumento di sicurezza, introdotto in questa stagione, per ora non era mai stato chiamato in causa. Alla curva 1 del circuito belga, invece, ha evitato che la McLaren dello spagnolo finisse letteralmente in testa al giovane pilota monegasco.

Eppure il presidente della FIA, Jean Todt, l’aveva detto: halo salverà la vita dei piloti. La barra curva è stata ufficialmente introdotta in questa stagione sulle monoposto e le discussioni non si sono mai fermate. Dalla visuale interna del pilota, un po’ ostacolata, alle riprese onboard praticamente tagliate, passando per l'estrazione del pilota in caso di incidente (maggiore il tempo per uscire dalla macchina).

Ora però tutti in Formula 1 sono d’accordo. Aver visto con i propri occhi l’efficacia del dispositivo ha fatto cambiare idea. Evviva halo, che imbruttirà anche le vetture ma salva le vite dei piloti. Per delle corse più sicure, ma sempre divertenti.

Formula 1, Alonso dopo l'incidente e Leclerc dietroGetty Images
Formula 1, Alonso dopo l'incidente: è già passato sopra a Leclerc

Formula 1, halo della discordia? Oggi non più

Benvenuti nella Formula 1 di halo. La barra curva davanti alla testa dei piloti, introdotta in questa stagione, dopo le critiche viene finalmente applaudita. Gli esteti delle monoposto, quelli che giudicavano il sistema perché rendeva il tutto più brutto, si sono anche loro convinti. Una critica forte e veemente era arrivata dal giovane Max Verstappen:

Halo è orrendo, pesante. Non è una cosa favorevole per me. Sono un pilota molto alto, mi darà fastidio

I piloti però si sono subito abituati ad una visione un po’ coperta e i risultati non sono cambiati di una virgola. Chi andava forte, va forte, anche oggi con una barra davanti agli occhi. E pensare che quando si muovevano i dubbi verso questo sistema, veniva spesso preso come esempio proprio il circuito di Spa. 

È una sensazione strana, di sicuro su alcune piste potrebbe diventare un problema. Ad esempio penso a Spa e al Radillon con vari cambi di altezza, oppure alla partenza di un Gran Premio con le luci del semaforo.

Così Pierre Gasly in primavera, prima di provare davvero la nuova macchina con halo.

Evoluzione 

La Formula 1 continua il suo sviluppo anche nel campo della sicurezza. Negli anni, dopo gravi incidenti, si è andati a migliorare le monoposto rendendole sempre più all’avanguardia e sicure. Dal casco in pelle usato negli anni ’50 (usato soprattutto dai piloti per ripararsi da vento e pioggia, non dagli urti), ad halo. Che verrà sviluppato, migliorato, affinato. Addirittura potrebbe anche essere rimessa in piedi l’idea dello shield, il cupolino provato dalla Ferrari nel GP di Silverstone della passata stagione. In barba all’estetica, pazienza. La sicurezza è in pole.

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