Bundesliga, Brekalo fa scandalo: non indossa la fascia anti-omofobia

Il 20enne croato non vuole indossare la fascia pensata dal Wolfsburg per combattere l'omofobia. "Non rappresento idee altrui".

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Una risposta inaspettata, una di quelle che crea imbarazzo e fa calare il silenzio. Perché in Bundesliga il Wolfsburg ha dato vita a una bella iniziativa. Dall'Under 10 fino alla Prima Squadra tutti i capitani, da qui a fine stagione, giocheranno con una fascia color arcobaleno al braccio. Si vuole mandare un messaggio molto chiaro.

L'intenzione del Wolfsburg è infatti quella di mandare un messaggio di pace e di tolleranza. No al razzismo, no all'omofobia. Alla Volkswagen Arena sono tutti ben accetti, indipendentemente da colore della pella, religione, orientamento sessuale, handicap o altro. Perché in Bundesliga, specie nella città della Volkswagen, la diversità esiste e piace.

Per questo ieri, nella prima giornata della Bundesliga, Josuha Guilavogui, capitano del Wolfsburg, è sceso in campo con la fascia arcobaleno. Proprio il centrocampista francese si è detto orgoglioso e soddisfatto dell'iniziativa lanciata dal suo club. Perché lui la condivide in pieno:

Vogliamo dimostrare che nel nostro stadio possono venire tutti. Non ci importa il colore della pelle o il sesso dei tifosi, non ci importa di chi sono innamorati, non ci importa nulla. Il calcio è di tutti. Per questo l'intera squadra condivide l'iniziativa del club.

Bundesliga, scandalo a Wolfsburg: Brekalo contro la fascia anti-omofobia

In realtà la situazione non è esattamente come quella descritta da Guilavogui. Perché nello spogliatoio del Wolfsburg c'è chi non condivide l'iniziativa del club. Si tratta di Josip Brekalo. Il 20enne croato del Wolfsburg, infatti, non ha intenzione di indossare la fascia contro l'omofobia. Addirittura sui social ha messo like ai tifosi che affermavano di non condividere l'iniziativa dei "Lupi".

A raccontare le proprie perplessità è stato proprio Brekalo al termine della partita fra il suo Wolfsburg e lo Schalke:

Non posso condividere a pieno l'iniziativa del club perché va contro le mie convinzioni di cristiano. Da piccolo sono stato educato nel rispetto di certi valori. Se qualcuno vuole vivere in maniera diversa a me va bene perché sono fatti suoi e io non sono nessuno per giudicare, ma non mi va di indossare un simbolo che difenda l'impostazione di vita di altre persone. Non penso di dover indossare la fascia.

Una risposta inaspettata. Una di quelle che crea imbarazzo e fa calare il silenzio. Perché Brekalo ha sprecato un'ottima occasione per restare zitto.

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