Serie A, probabili formazioni Inter-Torino: Spalletti cerca leadership

L’Inter ha bisogno di personalità e leadership in tutti i reparti. Contro il Torino, già alla seconda partita di serie A, Spalletti inserirà molti nuovi acquisti per cambiare subito faccia alla squadra.

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Luciano Spalletti si trova di fronte ad uno degli esami più difficili della sua carriera. Sia con la Roma che con lo Zenit di San Pietroburgo ha preso squadre che avevano un’identità precisa anche prima del suo arrivo, e in aggiunta due elementi fondamentali quando si vuole costruire qualcosa nel più breve tempo possibile: un’intelaiatura di squadra ben definita, con titolari certi nei ruoli più importanti, e soprattutto leader di campo e spogliatoio, capaci di guidare il gruppo e farlo aderire alle idee del tecnico in maniera molto rapida. Basti pensare al ruolo fondamentale che hanno svolto calciatori come Totti del primo Spalletti alla Roma o Konstantin Zyrjanov nello Zenit.

Il primo problema dell’Inter dello scorso anno era proprio il fatto che Spalletti non avesse un’intelaiatura definita e, forse la difficoltà più grande, non c’era un campione leader che potesse aiutare tutti i compagni nel seguire con piena fiducia il nuovo tecnico. Il mercato estivo dell’Inter ha cercato di colmare queste lacune, grazie all’acquisto di titolari inamovibili e leader nei diversi reparti. Questi sono i motivi che hanno portato a scegliere giocatori come Nainggolan, De Vrij, Vrsaljko e Keita. Spalletti ha voluto uomini che conoscono il campionato italiano e arrivino in squadra già pronti, soprattutto per guidare gli altri.

A Reggio Emilia, con la squadra che Spalletti ha dovuto mettere in campo per diversi problemi fisici di alcuni giocatori, le deficienze di leadership sono state evidenti. Dei calciatori indicati solo De Vrij ha giocato titolare. Contro il Torino Spalletti vuole invertire subito la rotta, inserendo in squadra la quota-leadership di cui ha terribilmente bisogno. Sarà una corsa a perdifiato per recuperare su Nainggolan e far giocare calciatori che devono prendere in mano la squadra e creare un’identità.

Spalletti cambia l’Inter contro il Torino: dentro Vrsaljko, Skriniar e Nainggolan

Spalletti vuole avere un’Inter che nella sua testa sia quasi inamovibile, come ha sempre fatto con le altre squadre allenate. Lo scorso anno ci ha provato, ma per problemi fisici dei calciatori e cali di forma a volte inspiegabili di alcuni titolarissimi, non è riuscito a costruire la “sua” squadra. Il mercato estivo dell’Inter è stato completamente indirizzato verso l’acquisto di calciatori “pronti all’uso” e di forte personalità, così da avere quattro-cinque uomini nuovi su cui innestare poi tutto l’impianto di gioco.

La gara con il Sassuolo, dopo un ottimo precampionato, è stata la prova evidente che un’Inter che cerca sempre di testare calciatori e ruoli flessibili non può più esistere. La squadra ha mostrato di non avere ben chiara la gestione dei compiti, la difesa aveva ritmi troppo bassi per attivare un centrocampo che creava troppo poco per tre attaccanti soli, senza sostegno.

Con il Torino Spalletti sa che deve invertire subito la tendenza, per non attivare flussi depressivi che all’Inter hanno sempre un canale preferenziale. In difesa deve giocare il duo che Spalletti desidera più di ogni altra cosa, Skriniar e De Vrij. I due dovrebbero completarsi in maniera perfetta. Fisico, rapido e bravissimo sull’uomo lo slovacco, regista difensivo bravo come pochi altri l’olandese.

A questi due poi l’idea è di avere due laterali difensivi d’assalto, come Vrsaljko e Asamoah, che sappiano fare davvero tutto. A Reggio Emilia D’Ambrosio si è comportato bene, ma l’upgrade che ti può dare il croato, il miglior terzino destro ai Mondiali insieme all’inglese Trippier, è evidente. Dalbert a sinistra si è giocato una buona fetta di futuro all’Inter e Asamoh arretrato deve essere la soluzione da scegliere.

A centrocampo un Nainggolan titolare cambia tutto. Con il belga da mezzala, Vecino potrebbe dedicarsi al compito che sa fare meglio, ovvero intercettare le linee di gioco altrui, creandone altre per la propria squadra, grazie alle sue sempre temibili incursioni, mentre Brozovic, ma non è del tutto escluso che con il tempo torni a ballare Borja Valero, sviluppare la regia verticale che piace tanto a Spalletti. Già con il Torino il tecnico vorrebbe Radja titolare, anche perché è al centro del campo che la squadra deve amalgamarsi e avere l’equilibrio giusto. Prima lo si trova meglio è.

C’è poi l’attacco e qui ci sono un po’ di ipotesi possibili. Tutto l’ambiente sperava ma non si aspettava un Lautaro Martinez già così pronto. Con Martinez-Icardi, l’idea spallettiana è un attacco 1-1, con Perisic da esterno sinistro a fare sconquassi. Un giovane argentino al suo primo anno in Italia può avere ovvi alti e bassi, e anche in questo caso l’Inter si è preminuta con addirittura altri due uomini di fascia, Politano, se serve una squadra che sappia anche ricompattarsi nel 4-4-2, o addirittura nel 4-5-1, oppure Keita, se si vuole continuare ad osare con un 4-3-3 puro.

È solo la seconda partita di campionato, ma contro il Torino, Spalletti vuole già un’Inter pronta per diventare la squadra sperata. Vuole ritmo, uomini che osano sia nei passaggi che nelle incursioni, e soprattutto voglia di superare l’altro sotto tutti i punti di vista. Una partita-esame che arriva così presto e già può cambiare le cose nerazzurre.

Probabili formazioni Inter-Torino

Inter (4-4-1-1): Handanovic; Vrsaljko, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic, Nainggolan, Perisic; Martinez; Icardi

Torino (3-5-2): Sirigu; Izzo, N’Koulou, Moretti; Ola Aina, Soriano, Rincon, Meité, Ansaldi; Iago Falque, Belotti

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