Serie A, metamorfosi-Juventus: come sono cambiati i bianconeri

Interessante analisi di Tuttosport, che svela come dall'anno del primo Scudetto targato Conte a oggi la Vecchia Signora ha triplicato il valore della rosa e raddoppiato il monte-ingaggi.

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Che sia questo l'anno buono per la Champions League? La Juventus che da anni domina la Serie A non fa mistero di guardare, con l'arrivo di Cristiano Ronaldo, alla vittoria di quella coppa che viene alzata al termine della stagione dalla squadra più forte d'Europa. Dopo due finali perse dai bianconeri negli ultimi anni, il portoghese è arrivato anche per questo, soprattutto per questo, per fare la differenza.

Ma la domanda che tifosi e addetti ai lavori si fanno è questa: sarà sufficiente? La squadra e la società saranno cresciute abbastanza in quest'ultimo periodo da far si che CR7 possa davvero fare la differenza, portando quell'esperienza e quella mentalità vincente necessarie per vincere una coppa che il portoghese ha alzato 5 volte (le ultime tre edizioni consecutivamente) e la Juventus, nella sua lunga storia, solo 2?

Prova a rispondere a questa domanda Tuttosport, che in un'interessante doppia analisi firmata da Fabio Riva e Antonino Milone snocciola numeri confortanti tanto per i tifosi bianconeri quanto per la società presieduta da Andrea Agnelli, che ormai ha la Champions League nel mirino non accontentandosi più di dominare la Serie A, dove negli ultimi sette anni ha vinto altrettanti Scudetti.

Juventus festeggia dopo un golGetty Images

Serie A, metamorfosi-Juventus: com'è cambiato il valore dei bianconeri

E proprio confrontando il valore dell'attuale rosa a disposizione del mister Massimiliano Allegri, e raffrontandola a quella che nel 2011/2012 riportò la Vecchia Signora alla vittoria con Antonio Conte in panchina, scopriamo che nel giro di sette anni la valutazione complessiva della squadra è più che triplicata, passando da 296 milioni di euro agli attuali 993

Una cifra che la semplice inflazione del mercato non può spiegare e che infatti è più figlia di una serie di acquisti mirati ad arricchire il parco-giocatori, senza ombra di dubbio oggi decisamente più ricco che nel primo anno di Conte. Il quale, nel 2014, lasciò lamentando proprio la presunta mancanza di volontà della dirigenza di adeguarsi alle proprie ambizioni europee. 

"Non si può andare con 10 euro a un ristorante da 100 euro", disse il tecnico salentino, metafora che a lungo è stata utilizzata dai suoi detrattori per prenderlo in giro ma non del tutto lontana dalla verità. Lo dimostra il fatto che da allora la Champions League non è effettivamente arrivata e che oggi, che pare decisamente alla portata, la Juventus sembra avere in tasca la cifra necessaria per sedere a quel famoso ristorante.

Evoluzione del valore della Juventus-

Leggendo l'analisi relativa alla rosa di Tuttosport scopriamo che il giocatore di più alto valore oggi risulta essere Paulo Dybala con 140 milioni: 24 anni, un potenziale da crack, l'argentino deve ancora fare il salto di qualità definitivo e potrà provare a farlo insieme a Cristiano Ronaldo, valutato 100 milioni - cioè la cifra che la Juventus ha appena sborsato al Real Madrid per prenderlo.

Subito dietro i due abbiamo i 90 di Douglas Costa, gli 80 di Pjanic e i 60 di un Bernardeschi sempre più in rampa di lancio: i due esterni d'attacco sono arrivati nell'ultima stagione, mentre è di quest'estate lo sbarco in Serie A di Emre Can, valutato 50, e di Cancelo, 45 milioni così come Alex Sandro e quel Rugani a cui la Juventus non intende proprio rinunciare.

Il totale è, come detto, 993 milioni di euro: oltre il triplo del 2011/2012, quasi il doppio rispetto alla scorsa stagione, quando il valore della rosa bianconera si attestava sui 580 milioni. Abbastanza per sognare la vittoria in Europa, dato che Real Madrid e Bayern Monaco hanno valori simili (rispettivamente 973 e 910) mentre il Barcellona è ancora distante ma non più così lontano con 1,5 miliardi di euro di valutazione.

Ingaggi quasi raddoppiati in sette anni, "effetto Cristiano Ronaldo"

Non basta? E allora Tuttosport prende in esame anche il monte-ingaggi, che dal 2011/2012 a oggi è raddoppiata, segnale evidente che se la società censurò l'uscita in pubblico di Conte certo non ne contesto il principio, consapevole che una crescita sarebbe stata necessaria: per competere con i migliori devi poter ingaggiare i migliori.

Ed ecco così che in sette anni gli emolumenti versati dal club per gli stipendi sono passati dai 109 milioni dell'anno del primo Scudetto - quando i calciatori più pagati erano Buffon e Amauri con 6 milioni annui - ai 221,8 di oggi, cifra senz'altro gonfiata dai 31 percepiti da Cristiano Ronaldo, che però in un certo senso se li ripaga quasi da solo. Dietro il portoghese Dybala (7) e via via le altre stelle della squadra, che oggi ha appena 7 giocatori sotto i 3 milioni di euro l'anno di stipendio e nel 2011/2012 ne aveva, in questa condizione, ben 19.

L'evoluzione degli stipendi della Juventus-

Se a questi stipendi aggiungiamo il fatto che la Juventus percorre da tempo la politica dei bonus economici legati al raggiungimento di determinati obiettivi, è facilmente intuibile come lo sforzo economico da parte della società per portare la squadra al livello delle migliori d'Europa sia stato notevole, un percorso di crescita che ha richiesto pazienza e risultati ma che oggi pone finalmente la Vecchia Signora in testa alla Serie A e alla pari con i più grandi top club.

Certo, poi alle cifre dovranno sostituirsi i gol, i risultati, le prestazioni sul campo e le vittorie. Allegri dovrà essere bravo e fortunato, come tutti coloro che vincono, dovrà gestire la rosa nel migliore dei modi e sperare non arrivino infortuni importanti. Nel calcio l'imponderabile è sempre dietro l'angolo, ma certo è che se i numeri possono dire qualcosa quelli relativi al valore della rosa e del monte-ingaggi bianconero dicono questo: la Juventus, per la Champions, c'è.

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