Bielsa si scusa con Crespo 16 anni dopo: "Si sentì tradito, aveva ragione"

In conferenza stampa l'allenatore del Leeds spiega il litigio, risalente al 2002, con l'ex-centravanti, che accetta e risponde su Twitter con una lettera aperta.

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In Inghilterra Marcelo Bielsa è già un mito. Il tecnico argentino, dopo anni così così, è tornato grande nella Championship inglese guidando il rinato Leeds United alla vittoria nelle prime quattro partite stagionali, il tutto con una rosa tutt'altro che irresistibile e mostrando un calcio innovativo e decisamente bello da vedere per i rudi standard della categoria anticamera della ricca e pubblicizzata Premier League.

Dopo il pari per 2-2 con lo Swansea, alla vigilia della sfida contro il Norwich City, sorprendentemente, il Loco è voluto tornare su un episodio accaduto molti anni fa chiedendo pubblicamente scusa a Hernan Crespo, centravanti da lui allenato ai tempi in cui era commissario tecnico dell'Argentina e a cui soltanto oggi è riuscito a chiedere perdono dopo uno sfogo durato quasi 10 minuti.

Spiegando l'importanza della fiducia da parte di un allenatore nei confronti delle proprie idee, Bielsa ha colto la palla al balzo per raccontare i problemi avuti nella gestione di Crespo, uno dei migliori attaccanti della storia dell'Argentina ma che con il Loco ebbe un rapporto che non riuscì mai a decollare nonostante le grandi premesse iniziali.

Hernan Crespo in azione con la maglia dell'ArgentinaGetty Images
Con 35 reti in 64 presenze Hernan Crespo è il terzo miglior marcatore nella storia dell'Argentina dopo Messi e Batistuta.

Bielsa si scusa con Crespo 16 anni dopo: "Si sentì tradito, aveva ragione"

Per convincere le persone devo credere in quello che dico. Perché il calciatore crede soltanto a qualcuno in cui crede veramente. Perché quando il calciatore scopre che il suo allenatore sta cercando di convincerlo senza credere in quello che dice, ti abbandona. Sto per raccontarvi di un mio grave errore, quel tipo di errore che non ti perdoni. 

Sono stato l'allenatore di un grande attaccante, Hernan Crespo. Era un tipo di calciatore molto generoso, e l'ho allenato in due momenti differenti, quando era giovane e dopo, quando era più esperto. La prima volta, quando era giovane, gli dissi che vedevo in lui grande maturità: era una bugia, cercavo solo di rafforzare la sua autostima riconoscendogli qualità che non aveva.

Dopo un po' di tempo, quando era davvero maturato, glielo dissi ancora, sottolineando che era diverso da prima, che stavolta era vero. Credo abbia pensato "perché mi ha detto che ero forte e maturo, che credeva in me, allora? Perché mi ha mentito? Perché me lo ha detto se non ci credeva?"

Dico tutto questo non solo per raccontarvi una storia. Lo dico per scusarmi pubblicamente con Hernan Crespo, perché so che non gli dissi la verità. È stata una lezione importante, che ho imparato, ma che in fondo già sapevo. Perché se menti a tuo figlio, in modo che lui raggiunga qualcosa grazie a quel momento di finta forza, risolvi il problema solo per il momento.

Perché invece di rafforzarlo lo hai indebolito in prospettiva, convincendolo di qualcosa in cui non credi possa avere successo. L'errore che feci con Crespo fu questo, mentirgli, anche se poi lui è riuscito a diventare più forte di quello che credevo. 

Crespo: "Caro Marcelo, accetto le tue scuse"

La risposta di Hernan Crespo non si è fatta attendere, arrivando in una lettera aperta che l'ex-bomber argentino ha condiviso su Twitter.

Marcelo, le tue scuse mi fanno ripercorrere 16 anni di un dolore che ancora ho dentro di me. Questa sensazione mi porta a scrivere questa lettera. Quando uno parla corre il rischio di essere spinto dalla rabbia e di utilizzare male le parole. Pensare, scrivere, ti permette di avere il tempo per riflettere.

Sentirsi ingannato da un leader come te fu una delusione enorme, grande quanto la stima che avevo nei tuoi confronti. Come te, ho sempre tenuto per me quelo di cui abbiamo parlato, ma oggi che hai chiesto scusa ho deciso di risponderti. Marcelo, certo che accetto le tue scuse. Ti avevo già perdonato molto tempo fa, e mi dispiace non avertelo mai detto di persona, nemmeno al telefono.

Ma non è mai troppo tardi. La cosa più importante di questa storia è l'insegnamento che ne abbiamo tratto, come dicevi bisogna sapere affrontare la verità. So che avevi compreso il tuo errore già molto prima di oggi. Mi ha fatto piacere sentire le tue parole, Marcelo. Ti mando un abbraccio.

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