Vuelta a España 2018, tappe e favoriti: Aru e Nibali ci provano

Sabato parte la Vuelta 2018 e tanti i nomi importanti vorranno vincerla. Saranno tre settimane di grande ciclismo con la gamba da preparare anche per un altro obiettivo: il Mondiale di Innsbruck.

Vincenzo Nibali si giocherà al Vuelta 2018 e prepara la gamba per i Mondiali di Innsbruck Getty Images

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Quella che partirà da Malaga, sabato 25 agosto, sarà una Vuelta molto particolare. Tanti saranno i protagonisti che lotteranno per la classifica generale, ma altrettanti quelli che vorranno, durante la corsa spagnola, arrivare ad uno stato di forma perfetto per un appuntamento che in tanti aspettano da anni, il Mondiale di Innsbruck del 30 settembre.

Per la prima volta, dopo anni di percorsi piatti o quasi, ci sarà un Mondiale che include salite durissime, in cui gli scalatori puri potranno finalmente dire la loro per vincere la corsa iridata. Tenere la gara su un percorso così duro e avere possibilità di vittoria, vuol dire però che la squadra e i capitani delle diverse nazionali dovranno arrivare all’appuntamento nella forma massima possibile.

In questo senso fare bene a questa Vuelta è fondamentale, anche se rispetto al passato recente, nel quale la Vuelta ha presentato percorsi folli da un punto di vista altimetrico, quest’anno ci sono grandi salite da scalare ma non impone ritmi forsennati ogni giorno. I favoriti per la vittoria finale sono tanti e sempre affascinante è il percorso che tocca tante regioni diverse della Spagna. Ecco in breve le tappe più belle e il borsino dei favoriti della vigilia.

Grandi nomi per la Vuelta 2018: Porte, Quintana, Aru e Nibali per la vittoria finale

Le tappe della Vuelta Espana 2018 sono 21 e porteranno la corsa dall’Andalusia, fino ai Peasi Baschi, per terminare, come di consueto a Madrid. La prima tappa da cerchiare in rosso e che potrà dare un indirizzo alla classifica finale ci sarà già al quarto giorno, con l’arrivo in salita della Sierra de la Alfaguara. Dopo tappe molte nervose, altro arrivo in salita importante è quello della nona tappa, sulla Covatilla, mentre un’altra tappa dura è la numero 15, con due salite facili, prima della salita verso il Lagos de Covadonga.

Tipica tappa pirenaica poi la diciannovesima, con arrivo durissimo ad Andorra. Tutte tappe difficili, anche se quelle che dovrebbero poi definire la classifica sono la soprattutto la penultima, tappa folle che sale sul Santuario de Canolich, dopo che lungo i 105 chilometri della tappa si scaleranno altri 5 passi, e prima di questa la cronometro Santillana del Mar-Torrelavega di 32 chilometri.

Per quanto riguarda gli uomini di classifica, c’è da divertirsi. La Sky non porta in Spagna né Froome, né Thomas, ma si affida a David De la Cruz che, dopo il Giro a supporto di Froome, ha lavorato esclusivamente per questa corsa. In appoggio ed eventuale sostituzione, il polacco Michal Kwiatkowski, mentre da non dimenticare, sempre in casa Sky, è Sergio Henao.

Per la prima volta dopo molte grandi corse a tappe, però i veri favoriti non sono targati Sky. Il primo della lista è Richie Porte della BMC, che si gioca la stagione dopo un anno fino ad oggi senza grande squilli, mentre Simon Yates, dopo un Giro d’Italia che lo vedeva maglia rosa fino a poche tappe dalla fine, vuole cercare di arrivare alla terza settimana con le energie ancora intatte.

Il favorito numero due non può che essere Nairo Quintana,  con la Movistar che farà scendere in pista anche Valverde e Carapaz, l’ecuadoriano vincitore della tappa di Montevergine al Giro d’Italia. L’Astana si affida ancora a Miguel Angel Lopez, affidabile dopo il terzo posto al Tour de France, mentre l’EF Education First avrà Rigoberto Uràn come uomo di punta.

E poi ci sono gli italiani. Fabio Aru ha deluso al Giro, schiantandosi sulle montagne. Il primo ad aver avuto un vero e proprio shock è stato proprio Aru, che in questi mesi non ha fatto altro che parlare di quanto dovrà fare il possibile per fare bella figura alla Vuelta. Si è preparato alla perfezione e ama questa corsa, già vinta nel 2015.

Vincenzo Nibali invece arriva alla Vuelta con gli obiettivi leggermente differenti rispetto all’inizio della stagione. Nibali aveva in mente di fare un grande Tour e poi usare la Vuelta in preparazione per i Mondiali di Innsbruck. La caduta al Tour però ha fatto saltare i piani e Vincenzo non vuole andare in Spagna solo per preparare la gamba. Siamo sicuri che anche lo Squalo farà di tutto per essere protagonista in classifica.

Ci attendono tre settimane molto interessanti, sarà possibile darsi battaglie in ogni tappa, perché tutte molto insidiose e piene di strappi in varie parti del percorso. L’attenzione e le energie dei corridori saranno tutte puntate su questa Vuelta, ma resta imperdibile per tanti di loro l’obiettivo Mondiale. Arrivarci in grande forma è necessario e questa Vuelta può preparare al meglio.

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