Alberto Tebaldi: "Nessun affare Cristiano Ronaldo per VR46"

Valentino Rossi, Cristiano Ronaldo e la bufala degli incassi sulle magliette. Alberto Tebaldi, manager della VR46, smentisce le false notizie.

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Da alcune settimane Valentino Rossi e Cristiano Ronaldo sono accomunati da un filo sottile, purtroppo invisibile, intessuto da molte testate (anche prestigiose) che additerebbero al campione di Tavullia introiti milionari. Un presunto quanto fantomatico affare derivante dalla vendita di un milione di magliette in pochi mesi con il celeberrimo numero 7 dell'asso portoghese, con una percentuale di guadagni direttamente nelle casse della VR46 Merchandise. Una notizia rimbalzata su testate di ogni parte del mondo rivelatasi un grande bluff 'social' in cui sono scivolati in molti.

"Pioggia di soldi per Vale...", "L'affare milionario di Valentino Rossi...". Ma come nasce il malinteso? Nel settembre 2015 la VR46 sigla un'intesa commerciale con la Juventus per la realizzazione di una linea lifestyle di qualità, ma nulla a che fare con il classico abbigliamento da campo. Una trattativa portata avanti da Francesco Calvo, ex responsabile del marketing della Juventus, dopo una lunga esperienza in Philip Morris poi in Ferrari e alla Ducati, al fianco del Dottore nel suo primo anno con la casa di Borgo Panigale, in sinergia con Carlo Alberto Tebaldi, manager e amministratore delegato della VR46, l’azienda creata nel 2009 dal nove volte iridato.

Agli inizi di quest'anno la partnership commerciale tra la Juventus e la VR46 è cessata di comune accordo. Ma la notizia non è stata veicolata attraverso i mass media di massa, quindi erano in molti a credere fosse ancora in vigore, dal momento che inizialmente era stato firmato un contratto quadriennale. E seppure fosse ancora in corso la collaborazione sarebbe impensabile credere che l'azienda di Tavullia potesse incassare percentuali di vendite sulle magliette ufficiali bianconere scalzando i grandi colossi Nike e Adidas, rispettivamente sponsor a vita del calciatore e sponsor tecnico della Juventus. Non restava che fare chiarezza interpellando Albi Tebaldi, braccio destro di Valentino Rossi (il sinistro è Alessio Salucci) e uno dei principali responsabili del VR46 Official Store.

Cristiano Ronaldo con la maglia della JuventusGetty Images

Valentino Rossi-Cristiano Ronaldo affare mediatico. L'intervista ad Alberto Tebaldi

La partnership commerciale con la Juventus è ancora in vigore?

La partnership commerciale con la Juventus non è più in vigore. Noi abbiamo lavorato nel 2015, 2016 e 2017 poi abbiamo cessato il rapporto di comune accordo, in quanto la parte di prodotto che stavamo sviluppando noi adesso la fa direttamente Juve al proprio interno. Il rapporto è durato tre anni e qualche mese.

In cosa consisteva questa collaborazione commerciale?

Noi realizzavamo una parte di progetto che era dedicata a una linea lifestyle, in quanto per tutta la parte replica o sportiva le squadre di calcio si appoggiano ai propri partner tecnici come possono essere Adidas, Nike e altri.

Quindi nessun affare milionario sulle vendite delle magliette di Cristiano Ronaldo?

È una cosa che fa veramente ridere. Immagina se una Adidas, una Nike dicono 'Noi siamo partner tecnico di Juve, però le maglie di Cristiano Ronaldo le facciamo fare a una società terza (ride, ndr). A me fa veramente sorridere. Con Juve era nata una collaborazione grazie anche a dei rapporti interpersonali con persone che lavorano in Juventus e sviluppavamo un piccolo progetto di qualità su una cosa Lifestyle e sono i tipici lavori che facciamo con la nostra piccola azienda. Come ad esempio adesso facciamo con Lamborghini, ma sono cose limitate su un progetto di qualità che possiamo fare noi.

Secondo voi perché ancora oggi alcune testate, anche prestigiose, parlano di un affare milionario per la vostra azienda?

Una cosa tipica e normale che oggi si fa e possiamo leggere, perché la novità che ha portato il meccanismo del web è quello che poi bisogna avere dei click, delle visualizzazioni, quindi bisogna sparare, prendere una piccola parte, un se, un ma, un forse, farci un titolo e fare in modo che la gente clicchi ed entri e fare in modo che l'azienda abbia un ritorno commerciale sulle pubblicità, ecc. Diciamo che il sistema social dei media di oggi ha cambiato l'informazione che si fa... Così la gente poi smette di leggere, neanche le cose giuste, perché arrivano troppe cazzate e chi vuole lavorare bene viene penalizzato da tutto questo marasma.

VR46 resta aperta a future collaborazioni con squadre di calcio?

Noi siamo aperti a tutto, la nostra apertura non è dettata dalle tipologie di sport, ma dove c'è la possibilità di lavorare sulla qualità, sull'innovazione e creatività di un certo tipo ci possiamo dedicare. Siamo un'azienda piccola al di là del brand che è importante, nella realtà siamo una piccola azienda, realizziamo piccoli progetti, anche se siamo oberati dalla mole di lavoro che riguarda tutta la parte Valentino Rossi e tutte le collaborazioni che abbiamo, per noi già è molto difficile esaudire tutte le richieste che abbiamo da ogni parte del mondo. 

Scusa Alberto, perché vi definite una piccola azienda se si parla di introiti plurimilionari?

I nostri bilanci sono pubblici, la nostra azienda fa 20 milioni di euro l'anno, abbiamo dei buoni risultati... La definisco una piccola azienda rispetto agli altri operatori del mercato con cui ci confrontiamo, perché le aziende che producono merchandising sono di proprietà di Puma, Adidas, ecc che sono dei colossi, delle macchine da guerra. Nel nostro piccolo ci muoviamo con la forza delle competenze, del modo di lavorare italiano, del fare bene le cose con entusiasmo, cercando di servire bene tutti i collaboratori con un rapporto umano e diretto, di dare un ottimo servizio con qualità molto alta. È una piccola azienda, poi per carità, per Tavullia è una grande azienda, ci lavorano una quarantina di persone, ma rispetto ai competitor siamo una formica.

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