Le partite e gli uomini che hanno fatto la storia di Napoli-Milan

Da Sacchi a Maradona, passando per Van Basten e Hamsik, tanti sono stati negli anni i protagonisti di Napoli-Milan. E sabato ci sarà un doppio incrocio col passato, Ancelotti incontra il Milan e Higuain il Napoli.

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Napoli-Milan è una lunga storia di incontri ormai entrati nella storia del calcio italiano. A dare lustro a questa partita ci sono stati campioni grandissimi, soprattutto dagli anni '80 in poi. Ad inizio decennio, un pareggio del Genoa al San Paolo fa sprofondare in B il Milan. E da quel momento, la partita, già carica da sempre di significati per entrambe le tifoserie, diventa ancora più importante. Le partite fra il Napoli maradoniano e quello berlusconiano hanno segnato un'epoca del calcio italiano e in parte lo hanno cambiato, colorandolo della spettacolarità che oggi decora ogni partita. Dopo anni di buio, dovuto al fallimento della società partenopea, e i balbettii del Milan degli ultimi cinque anni, oggi Napoli-Milan è a tutti gli effetti una partita di cartello.

E se Napoli-Milan negli anni è stata soprattutto una sfida fra grandi protagonisti del calcio, quella di sabato si presenta allo stesso modo. Basta ricordare gli incroci che ci saranno. Da una parte c’è il nuovo allenatore del Napoli, Carlo Ancelotti, che è stato bandiera del Milan sia da calciatore negli anni di Sacchi, che poi da allenatore, vincendo campionati e Champions League. Dall’altro lato, il centravanti del Milan, alla sua prima partita ufficiale con la società rossonera, sarà Gonzalo Higuain, l’argentino che a Napoli solo tre stagioni fa ha segnato 36 gol in campionato, raggiungendo un record incredibile e venendo amato alla follia dall’intera città.

Ricordare i protagonisti del passato delle tante sfide fra Napoli e Milan vuol dire rivivere momenti esaltanti per l’intero calcio italiano. E oggi, con un Napoli ormai consolidatosi nei piani alti della serie A, e un Milan che sembra uscito fuori dalle secche dell’era post-berlusconiana, raccontare quelle partite e gli uomini che ne hanno creato il mito non è più un semplice esercizio nostalgico, ma un beneaugurante momento di riflessione, guardando al futuro con rinnovato entusiasmo.

Il San Paolo applaude Sacchi e il Milan vola verso lo scudetto

Il primo personaggio da ricordare, pensando alle sfide fra Napoli e Milan non è un calciatore, bensì un allenatore, Arrigo Sacchi. È il 1° maggio 1988, il Napoli di Maradona e Bianchi, che sembrava correre verso il secondo scudetto consecutivo, si trova in debito di ossigeno a tre giornate dalla fine, quando deve ospitare il Milan, distante di un solo punto. Il Milan ad inizio anno aveva visto la sua rivoluzione. In panchina era arrivato il profeta della zona, Arrigo Sacchi, dal Parma in B. Dopo poche partite Sacchi stava per saltare, ma Berlusconi tenne duro e una vittoria a Verona cambiò le cose.

Il Milan iniziò a giocare splendidamente e arrivò quel giorno al San Paolo che andava il doppio della squadra di Bianchi. Maradona cercò di azzerare la differenza con il suo genio, segnando l’1-1 con una punizione magnifica, ma un doppio Virdis e Van Basten segnarono il sorpasso decisivo in classifica. A fine partita tutto il San Paolo applaudì, comprendendo che a vincere erano stati i migliori.

Maradona segna di testa... da trenta metri

L’anno successivo il Milan scudettato tornò a Napoli ma questa volta il protagonista fu un calciatore. E se di calciatore parliamo, non può che essere Diego Armando Maradona. Fra tutte le cose meravigliose che fece quel giorno, una è ancora oggi ricordata. Crippa ha palla a centrocampo, vede un taglio profondissimo di Diego, che è partito nel momento esatto in cui la linea difensiva del Milan scattava in avanti per mettere gli attaccanti napoletani in fuorigioco.

Questa capacità di capire il momento esatto in cui scattare per eludere il fuorgioco milanista, fa trovare Maradona al cospetto di Galli, a quasi trenta metri dalla porta. Il pallone raggiunge Diego, ma Galli corre verso di lui. Avesse stoppato la palla il portiere sarebbe arrivato a contrasto, facendo sfumare l’azione da gol. Ed è in questi momento che il genio si accende. Maradona non fa scendere il pallone sul suo piede ma ne anticipa la traiettoria, colpendolo di testa. La palla supera Galli e si avvia verso la porta. Per tanti tifosi del Napoli quei secondi in cui la palla percorse il tragitto verso la rete, fu una delle cose più dolci della propria storia con la squadra partenopea.

La quaterna di Van Basten lancia il Cigno verso il terzo Pallone d’oro

8 novembre 1992. Il Napoli ha perso tanto della sua grandezza. È andato via Maradona, ma c’è una nuova speranza, Gianfranco Zola. Il Milan in quegli anni è diventata la squadra più forte del mondo e al San Paolo lo fa pesare, mettendo in mostra il suo giocatore simbolo, Marco van Basten, inarrestabile quel giorno.

Di pura tecnica da fuori area, di forza, pressando l’inizio azione della difesa avversaria, di furbizia, nel corso di una punizione battuta in velocità dalla squadra di Capello e di precisione, trovandosi in uno contro uno davanti al suo ex compagno di squadra Giovanni Galli. Questa la straorindaria varietà dei gol di quel giorno, che possono solo sintetizzare la classe immensa del 9 rossonero. Diciassette giorni dopo, contro il Goteborg in Champions League, Van Basten ripeterà la quaterna e metterà basi solide per il suo terzo Pallone d’oro.

Un grande Hamsik nega la Champions League al Milan di Ancelotti

Dopo la tempesta e lo sprofondo in serie C, il Napoli con De Laurentiis al timone torna verso le posizioni che gli competono. Il Milan è sempre di Berlusconi e Ancelotti è passato dal campo alla panchina, guidando i rossoneri verso altri trofei. La stagione 2007-2008 è stata buona per il Napoli e balbettante per il Milan, che si gioca proprio al San Paolo le ultime chance di andare in Champions League. Sembra una sfida già scritta, con i partenopei che non devono più chiedere nulla al campionato e il Milan per cui i tre punti sono fondamentali. E invece un ragazzo slovacco, arrivato proprio quella estate al Napoli dal Brescia, la pensa in maniera diversa.

Mette a ferro e fuoco la difesa del Milan, che ha due centrali come Nesta e Kaladze, e guida il Napoli alla vittoria per 3-1. Questo Napoli-Milan segna anche un passaggio di consegne. Da quel momento il Milan inzierà una parabola discendente che sembra oggi trovare un’inversione di tendenza, mentre il Napoli inizia a scalare posizioni, trovandosi ad essere l’unica squadra a contendere il campionato alla Juventus. La fida fra Napoli e Milan di sabato dirà tanto sul futuro delle squadre e di quali sono in questo momento le loro direttrici sul campo di forze della serie A.

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