Liga, capitani uniti contro lo spostamento delle gare in America

In un comunicato ufficiale l'AFE, l'associazione dei calciatori spagnoli, annuncia una presa di posizione contro la decisione di spostare alcune partite in America.

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Nei giorni scorsi un annuncio ha stupito il mondo del calcio: la Liga, dalla stagione 2018/2019, avrebbe visto giocare una propria partita - protagonisti Real Madrid o Barcellona - su suolo americano, primo caso nella storia del calcio europeo e conseguenza di un accordo tra il presidente della lega che presiede il massimo campionato spagnolo Javier Tebas e la Relevent, agenzia organizzatrice di eventi già responsabile dell'International Champions Cup.

Un accordo che, oltre a garantire notevoli entrate alla Liga a fronte di un impegno tutto sommato ridotto, nelle intenzioni di Tebas rappresentava anche la volontà del calcio spagnolo di contribuire a far crescere la passione per il gioco in tutto il mondo, specialmente in quel Paese dove da sempre la crescita di quest'ultimo è soffocata dalla presenza di football americano, basket, baseball e hockey.

Un affare per tutti, se non fosse che la Liga ha dimenticato di confrontarsi con i principali protagonisti del suo prodotto, e cioè i calciatori: l'AFE, l'associazione dei calciatori spagnoli, ha appreso con stupore di un accordo in cui non è stata minimamente presa in considerazione e, dopo aver parlato con i capitani dei club coinvolti nel massimo campionato iberico, ha annunciato con un comunicato ufficiale la sua dura presa di posizione.

Javier TebasGetty Images
Javier Tebas è dal 2013 il presidente della Liga. Dopo aver firmato un accordo con Relevent per disputare una partita di campionato in America dovrà ora vedersela con l'associazione calciatori.

Liga, capitani uniti contro lo spostamento delle gare in America

Sul proprio sito internet, infatti, l'AFE ha reso noto ieri che già nel pomeriggio di oggi si terrà una riunione tra i vari rappresentanti di Barcellona, Real Madrid e tutti gli altri club che compongono quello che per molti è il campionato più importante al mondo. All'ordine del giorno, stilato dal presidente David Aganzo - ex-attaccante di Rayo Vallecano, Racing Santander, Alaves e Valladolid tra le tante - la protesta formale dei giocatori a una decisione imposta dall'alto, atto a cui potrebbero seguire azioni concrete.

AFE e i giocatori non capiscono le decisioni unilaterali. LaLiga ha ufficializzato un accordo raggiunto con una multinazionale, per i prossimi 15 anni, in base al quale è prevista una partita di campionato negli Stati Uniti. I giocatori hanno manifestato la loro sorpresa e indignazione per il fatto che la loro opinione non sia stata presa in considerazione in un accordo che riguarda direttamente gli stessi. Con le sue decisioni, La Liga sta prendendo le distanze dai tifosi e dai giocatori, qualcosa che danneggia lo spettacolo e l'essenza stessa del calcio.

I calciatori spagnoli potrebbero infatti decidere addirittura di boicottare la partita prevista in America sotto l'organizzazione di Relevent, complicando i piani della Liga. Oltre a essere furiosa per non essere stata né informata né interpellata, l'AFE ribadisce come questo comportamento si fosse già manifestato al momento di stilare i calendari di prima e seconda divisione e quanto sia inaccettabile che i protagonisti principali dello spettacolo vengano puntualmente ignorati in decisioni così importanti.

L'associazione si chiede inoltre se siano stati presi in considerazione i problemi legati agli orari di certe partite, al clima proibitivo con cui giocatori e persino spettatori potrebbero trovarsi ad avere a che fare e alla mancanza di riposo diretta conseguenza di lunghi voli in aereo e cambi di fuso orario. 

Dopo essersi confrontati tra loro, i calciatori comunicheranno le proprie decisioni, che potrebbero mettere la Liga in grande difficoltà e complicare da subito un accordo che sembrava una svolta decisa nel futuro e che invece rischia di tornare indietro ai vertici del calcio spagnolo come un boomerang.

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