Premier League, il retroscena: Wenger con guardia del corpo da 2 anni

Nella biografia "The Inside Story Of Arsenal Under Wenger", scritta dal giornalista sportivo John Cross, emerge un particolare che in pochi avevano notato.

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Che negli ultimi anni l'atmosfera intorno ad Arsène Wenger fosse abbastanza tesa nell'ambiente Arsenal non era certo un mistero. In pochi però avevano notato quanto è stato rivelato nella biografia scritta dal giornalista sportivo John Cross, "The Inside Story Of Arsenal Under Wenger".

Al suo interno, infatti, viene svelato un particolare, cioè che il manager francese sia stato praticamente costretto ad avere al suo fianco un bodyguard negli eventi pubblici, partite di Premier League comprese, per garantire la sua sicurezza.

Si è trattato di una misura introdotta nel 2016, che niente ha a che vedere con il movimento "Wenger out" che ha accompagnato gli ultimi anni di lavoro nell'Arsenal dell'allenatore. Il vero motivo è stato infatti riconducibile all'elevata minaccia di attività terroristiche che ha riguardato tutti i personaggi pubblici del mondo, seguita all'attentato terroristico avvenuto nel corso dell'amichevole tra Francia e Germania nel novembre 2015. A partire da quel momento molti uomini di sport avevano dovuto fare fronte a una rinnovata attenzione della sicurezza personale, Wenger compreso.

Premier League, il retroscena su Wenger

Sempre secondo quanto riportato nella biografia, poi, viene indicato un preciso punto di svolta della carriera di Arsène Wenger alla guida del'Arsenal, cioè quella del 7 dicembre 2014, quando un gruppo di tifosi contestarono apertamente l'allenatore alla stazione di Stoke-on-Trent.

I Gunners avevano appena perso 3-2 con lo Stoke City (dopo aver vinto tre partite consecutive) e la squadra era alla stazione per rientrare a Londra.

Ad attenderli però c'erano alcuni fan, che iniziarono a fischiare il manager francese, facendo di fatto iniziare il movimento "Wenger Out" - quello diventato celebre per i fogli in A4 che hanno contraddistinto praticamente tutte le partite seguenti dell'Arsenal - e segnando così l'inizio di un rapporto sempre più complicato, culminato poi nell'addio dell'allenatore dopo la permanenza record di 22 anni sulla panchina dei Gunners.

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