Phelps e la lotta alla depressione: una battaglia lontano dalla piscina

In una toccante intervista concessa alla CNN quello che è considerato il più grande nuotatore di tutti i tempi parla di un passato oscuro e di un futuro che sogna luminoso.

Michael Phelps Getty Images

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Senza alcun dubbio il miglior nuotatore di sempre, Michael Phelps ha concesso una lunga e interessante intervista alla CNN in cui è tornato a parlare della depressione, male di cui ha sofferto in passato e che tutt'ora rappresenta un avversario insidioso.

33 anni compiuti lo scorso 30 giugno, il fenomeno americano fece la sua comparsa sulla scena internazionale appena 15enne, partecipando alle Olimpiadi di Sidney 2000 e centrando un buon quinto posto che sarebbe stato soltanto l'antipasto di una carriera capace di riscrivere la storia stessa della disciplina.

Nelle successive 4 edizioni dei giochi sarebbero arrivate infatti ben 28 medaglie tra cui 23 ori, risultati che lo avrebbero trasformato nell'atleta olimpionico più vincente di sempre e nel più vincente in una singola edizione quando, a Pechino 2008, conquistò ben 8 medaglie d'oro. Tuttavia, sotto la patina del campione bello e vincente, in Michael Phelps cresceva un male oscuro che rischiava di divorarlo: la depressione.

Phelps e la lotta alla depressione: una battaglia lontano dalla piscina

I primi segnali erano arrivati all'indomani di Londra 2012, quando Phelps aveva annunciato il suo ritiro ad appena 27 anni. Lontano dalle luci della ribalta, lontano dalla competizione e dalla folla che urlava il suo nome, il campione si era perduto. E anche quando era tornato sui suoi passi, deciso a concedersi un'ultima passerella a Rio 2016, le cose non erano migliorate.

L'arresto per guida in stato di ebrezza nel 2015 era stato soltanto l'ultimo episodio di una vita privata assai controversa, contraddistinta da episodi legati a alcol e persino droga, modi con cui il fenomeno del nuoto, "lo Squalo", apparentemente invincibile e sicuro di se ma in realtà umano e fragile, provava a contrastare una depressione che forse aveva dentro di sé da molto, troppo, tempo.

Accettare di parlarne, affrontare seriamente e apertamente la questione, lo ha aiutato. E adesso lo fa senza problemi, come con la CNN, convinto di poter essere da esempio.

C'è stata una parte della mia vita in cui non volevo più vivere. Oggi sono molto a mio agio a parlare con mia moglie, sono a mio agio a parlare con il mio terapeuta. Ma all'inizio non è stato per niente facile. Non volevo vedere un professionista, ma una volta che ho scoperto che conoscevo sempre più me stesso, che ero ogni giorno più forte e più sano è stato più facile.

"Vorrei essere in grado di salvare una vita, se necessario"

Phelps poi ha raccontato anche di come la depressione sia un'avversaria infida, molto dura da sconfiggere, che va costantemente tenuta a bada e di cui è necessario parlare senza vergognarsene, dato che troppo spesso certi problemi vengono fuori quando ormai è troppo tardi.

Due o tre settimane fa sono passato attraverso un periodo di depressione piuttosto spaventoso. E sono consapevole che è qualcosa che continuerà a succedere nella mia vita. Ma più imparo su me stesso e più riesco a capire perché mi capita tutto questo.

Ritiratosi nuovamente da due anni, dopo le Olimpiadi di Rio 2016 vissute da protagonista e in cui sono arrivate 6 medaglie - tra cui 5 ori - Phelps racconta di essere completamente concentrato su un nuovo capitolo della sua vita, quello che riguarda il suo impegno nel sociale.

Oltre a dedicarsi alla sua stessa fondazione, creata con lo scopo di abbinare la sicurezza nel nuoto a una vita salutare, il più grande atleta olimpico di sempre è uno dei volti di TalkSpace, sito di terapia online dove cerca di aiutare chi soffre di depressione proprio raccontando la sua storia.

Mi piaccio e mi sento a mio agio con me stesso, non avrei potuto dirlo qualche anno fa. Sto vivendo la mia vita un giorno alla volta. Non tornerò a gareggiare, ho chiuso al top, e mi sono sempre detto che era il modo migliore per ritirarsi. Quello che faccio adesso mi piace molto, è una sfida ma è divertente. È quello che mi spinge ad alzarmi dal letto ogni giorno. 

Vorrei fare la differenza. Vorrei essere in grado di salvare una vita, se necessario. Dovete sapere che per me sarebbe molto più importante che vincere una medaglia d'oro.

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