MotoGP, Valentino Rossi: "Tra due anni deciderò se continuare"

Valentino Rossi non esclude di prolungare il contratto con Yamaha anche oltre il 2020. Ma molto dipenderà dal livello di competitività della M1,

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Al termine della giornata di test a Misano di domenica scorsa Valentino Rossi non è apparso soddisfatto. Nel week-end si corre a Silverstone, un circuito abbastanza favorevole alle Yamaha, dove il Dottore è sempre salito sul podio nelle ultime quattro stagioni. Ma con l'elettronica della M1 in grave ritardo ogni circuiti può rappresentare una scommessa quando le due Ducati ufficiali e Marc Marquez sono in forma.

Nel test privato di Misano sono apparsi nel box di Iwata Michele Gadda, ingegnere ereditato in prestito dalla Sbk e che ben conosce la centralina elettronica Yamaha, oltre a diversi tecnici giapponesi. Non sono possibili miracoli a breve tempo, ma il team ha bisogno di tracciare una strada sicura da seguire per non ritrovarsi al punto di partenza anche nella prossima stagione, dopo gli errori e i ritardi dello scorso inverno. Dopo la tappa inglese seguirà un test ad Aragon dopo il quale si attendono piccoli passi avanti in termini di ECU Magneti Marelli, ma non la soluzione a tutti i problemi.

C'e da difendere il secondo posto in classifica, impresa non facile quando alle calcagna ci sono Lorenzo (-12) e Dovizioso (-13) in sella ad una Desmosedici che tanto ha investito in termini di centralina e aerodinamica. La YZR-M1 deve fare ancora i conti con le difficoltà in accelerazione e quella gomma posteriore che nel finale di gara cala sensibilmente in termini di consumo e grip. Un vero peccato se si considera che il pesarese quest'anno è in un gran stato di forma che gli ha permesso di salire cinque volte sul podio nonostante la gran mole di problemi tecnici.

Valentino Rossi in sella alla Yamaha M1Getty Images

MotoGP, Valentino Rossi: l'addio è ancora lontano

Dal punto di vista dello spettacolo la classe MotoGP ha guadagnato tantissimo negli ultimi anni dopo l'introduzione della centralina unica che ha assottigliato il gap tra moto ufficiali e satelliti. Anche Valentino Rossi non può nascondere il lato positivo della scelta voluta da Dorna.

Se vi piace il motociclismo, allora questo è uno dei tempi migliori, perché le gare sono pazze - ha detto a Motogp.com -. Quando sono a casa, mi siedo davanti alla TV con gli occhi spalancati. Questo è positivo per la Coppa del Mondo.

Ma come risaputo Honda e Ducati hanno saputo trarre maggior profitto dal nuovo regolamento arruolando i migliori tecnici Magneti Marelli, mentre Yamaha non è stata altrettanto cinica nell'accaparrarsi le giuste personalità.

Sto vivendo una stagione difficile solo perché Yamaha non è competitiva come Honda e Ducati al momento. I miei problemi, a mio parere, provengono dall'elettronica, quando dovevamo passare all'unità ECU e al software unico. Questa regola è stata fatta per bilanciare gli equilibri di potere. Nel 2016 è stato fatto un grande passo indietro. Honda e Ducati, tuttavia, sono riuscite a tornare al loro livello originale nel 2017 quando si parla di elettronica. Yamaha non ha avuto successo. È ancora un lungo cammino verso la fine della stagione. È molto frustrante perché non siamo in grado di migliorare. Per me, è importante sapere se Yamaha vuole vincere. E come lo vogliono fare.

Essere secondo in classifica non significa poter mettere pressione a Marc Marquez (a +59), ma semplicemente aver approfittato delle disavventure Ducati. La vittoria in casa Yamaha manca da troppo tempo, dal GP di Assen del 2017.

Penso che potrei lottare per la vittoria se la moto fosse migliore. Mi sento molto bene quest'anno perché sono in ottima forma e mi alleno molto. Alla fine della gara avrei ancora energia per altri cinque giri. È un peccato che tecnicamente non stiamo meglio perché mi sento veloce. La mia più grande motivazione è migliorare le mie capacità. Sono in grado di cambiare il mio stile di guida, la mia posizione di seduta, il modo di frenare o impostare la macchina. È fantastico per me.

Valentino Rossi ha firmato con la casa di Iwata fino al 2020, ma qualora dovesse sentirsi ancora nel pieno delle energie e, soprattutto, se riuscirà ad avere una moto competitiva, potrebbe decidere di proseguire ancora per un anno o due, rimandando il discorso di un suo team VR46 in MotoGP.

Tra due anni penserò se continuare o smettere. Non lo so ancora. C'è ancora molto tempo fino ad allora. Il mio problema è che sono vecchio e devo fermarmi a un certo punto. Ma correre è la mia vita. Quando smetto di correre in motocicletta voglio correre con le macchine. Questo è il mio obiettivo. Ma voglio rilassarmi di più. Inoltre mi piacerebbe continuare a lavorare con i giovani piloti dell'Academy e forse espandere il nostro team e portarli nella classe MotoGP. Ma queste sono solo idee al momento. Ma una volta che mi fermerò, sarà un momento molto difficile e triste.

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