MMA, il bilancio dell'estate: la top 5 dei protagonisti

Alla vigilia di UFC Fight Night 135 è ora di fare un bilancio circa i protagonisti estivi dell'ottagono più famoso del mondo. Grandi prove, conferme e sorprese nel periodo estivo, protagonisti ancora una volta i grandi campioni.

MMA, Cormier festeggia MMA Weekly

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Un'estate all'insegna dei grandi match, quella di quest'anno. Tanti i protagonisti di match entusiasmanti e adrenalinici, molti i titoli in palio. Alla vigilia del match fra James Vick e Justin Gaethje, programmato per il 25 agosto, a cui seguirà lo scontro titolato fra Tyron Woodley e Darren Till al limite delle 170 libbre, è tempo di fare un bilancio dei protagonisti dell'estate e dai risultati da loro ottenuti.

Impossibile non coinvolgere nella nostra lista campioni del calibro di Daniel Cormier, ormai redento dalle sconfitte contro Jones e consacrato nell'Olimpo dei fighter grazie alla vittoria su Stipe Miocic. Grandissima prova di un evoluto TJ Dillashaw che stoppa il pericolosissimo ex campione Cody Garbrandt. Come non citare poi l'uomo che ha fatto abdicare il re, Henry Cejudo, protagonista di una prova irripetibile contro Demetrious Johnson?

Un viaggio che parte da giugno e si conclude in agosto, protagonisti nomi noti. UFC ha regalato card importantissime, nonostante la perdita di alcuni match molto interessanti che alla luce dei match offerti sono stati dimenticati in fretta. Ma andiamo con ordine, ecco la nostra lista e le motivazioni delle scelte dei protagonisti.

MMA, chi sono i protagonisti dell'estate?

Chi poteva strappare la prima posizione, se non il campione dei pesi massimi e dei massimi-leggeri Daniel Cormier?

1 - Daniel Cormier

Daniel Cormier (21-1, 1 NC) il 7 luglio ha abbattuto con una prestazione che ha fatto sembrare il tutto facile nientemeno che l'ex campione dei pesi massimi Stipe Miocic (18-3), l'uomo che detiene il maggior numero di difese titolate nella categoria al limite delle 265 libbre. Cormier ha puntato molto sulla sua abilità nell'accorciare le distanze e nella sua indubbia esplosività nella dirty boxing, qualità sulla quale aveva basato anche il match contro Alexander Gustafsson. Miocic ha avuto i suoi momenti, ma grazie alla buona gestione del clinch, all'allungo delle braccia, alla capacità di portare la testa fuori dalla traiettoria del gigante per metà croato e per metà americano, DC è riuscito ad ottenere una vittoria impressionante per TKO grazie a un gancio dal clinch con successivo ground and pound agli sgoccioli del primo round, diventando così il secondo uomo dopo Conor McGregor a detenere due cinture contemporaneamente in UFC. Una prestazione, l'ennesima, che non può che consacrarlo fra i migliori di sempre.

2 - TJ Dillashaw

Il serpente ha colpito ancora. E lo ha fatto in maniera ancora più violenta. La vittoria di TJ Dillashaw (16-3) su Cody Garbrandt (11-2) chiude una rivalità personale molto forte, forse la più forte in UFC dopo quella fra Jones e Cormier. Per emotività, per precedenti, per la storia fra i due e i rispettivi team. TJ Dillashaw ha dimostrato di essere il miglior peso gallo in circolazione al momento. Con grande focus, grazie alle sue abilità, all'arsenale variegato e alla maggiore esperienza nei momenti del match (i tre ganci conditi da schivate che hanno segnato l'inizio della fine per No Love sono emblematici in tal senso), Dillashaw ha portato a casa la vittoria più importante della propria carriera. Per fugare ogni dubbio a Dillashaw manca solo la vittoria su Dominick Cruz, ex dominatore di categoria nonché uno dei fighter migliori di sempre, vero rebus per ogni avversario affrontato in carriera, risolto solo recentemente da Cody Garbrandt e Urijah Faber (nel lontano 2007). Cruz è stato falcidiato dagli infortuni per molto tempo, ma è comunque riuscito a sconfiggere Dillashaw per decisione non unanime a UFC FN 81 nel gennaio 2016. Ma Dillashaw è parso migliorato prestazione dopo prestazione e la sensazione è quella che un Cruz al rientro non possa compiere ancora una volta il miracolo. Ma le MMA sono lo sport più imprevedibile e solo un match fra i due può dare certezza.

3 - Henry Cejudo

Essere l'uomo che mette la parola fine al più lungo regno titolato in UFC è già un successo impagabile, ma diventa inestimabile quando la vittoria arriva contro un avversario che ti ha messo al tappeto al primo round nell'incontro precedente.
Solo Henry Cejudo (13-2)  ha familiarità con questa sensazione, avendo mandato in esilio l'ex re della divisione dei pesi mosca Demetrious Johnson (27-3-1). Un match molto equilibrato, partito in salita per Cejudo, che ha accusato quello che lui stesso ha definito "un problema nervoso" nel corso del primo round, quando la sua caviglia pareva voler cedere sotto il suo peso. Ma poco dopo The Messenger era già pronto a ripartire. Grazie alla sua nuova impostazione, con una stance più da karateka rispetto alla sua prima personale guardia ortodossa, grazie al suo wrestling olimpionico (Cejudo è medaglia d'oro nella lotta ai Giochi Olimpici di Pechino 2008) e alla sua capacità di reinventarsi come fighter, Henry Cejudo è riuscito per la prima volta nell'impresa in cui tutti gli altri contendenti avevano fallito. Alla fine è stata una decisione non unanime dei giudici a renderlo il nuovo campione dei pesi mosca. Un fatto che apre a una nuova fase della divisione: a Demetrious Johnson verrà data la possibilità di rifarsi subito con un match titolato? L'ex campione sarebbe l'uomo che più lo merita, ma Cejudo ha già espresso interesse per un superfight contro TJ Dillashaw e a UFC rimane in mano una patata bollente.

4 - Dustin Poirier

Il Diamante brilla nuovamente. Dustin Poirier (24-5, 1 NC) dopo delle sconfitte terrificanti (come quelle subite contro Conor McGregor e Michael Johnson) dimostra sempre di avere stoffa e cuore in abbondanza. La precisione tecnica e il ritmo nello striking che contraddistinguono il suo stile gli hanno consentito di fare incetta di successi. Escluso il match terminato in No Contest contro Eddie Alvarez, ma poi comunque vendicato a UFC on Fox 30, Poirier ha collezionato teste importanti, come quelle del già citato Alvarez, di Justin Gaethje e di Anthony Pettis, per nominarne solo alcuni, finalizzandoli tutti.
Per non lasciare dubbi sul già citato No Contest, Poirier ha messo in scena una prestazione superba contro Eddie Alvarez, trovando sin da subito le misure giuste e demolendo fino al TKO ottenuto a 4.05 del secondo round l'ex campione dei pesi leggeri. Una prestazione di indubbio valore che adesso lo mette in coda per la prossima chance titolata, a seguito dell'attesissimo match che sarà main event a UFC 229, quello fra Khabib Nurmagomedov e Conor McGregor.

5 - Jose Aldo

La redenzione del brasiliano è stata per certi versi inaspettata. In molti suonavano già la marcia funebre di Jose Aldo (27-3), dimenticando che Scarface è stato il dominatore della categoria delle 145 libbre per lungo tempo. Possono arrivare fighter più forti? Certamente. Ma non per questo ogni combattente che entra in gabbia sarà capace di battere un campione levigato del calibro di Aldo. Jeremy Stephens, per caratteristiche, era forse l'avversario più ostico per il brasiliano: aggressivo, dal ritmo alto, capace di chiudere le distanze e terminare il match con un colpo solo. Aldo ha mostrato la tanta agognata evoluzione che i fan gli chiedevano da molto tempo. Ha messo in mostra ottimi movimenti laterali, come al suo solito ha costretto l'avversario, Stephens, a calare il ritmo pena l'incrocio dei suoi colpi, lo ha inseguito, ha messo a segno delle belle finte, ha colpito al fegato. Il ground and pound che ne è seguito ha messo in mostra tutta la furia lucida di Aldo, in totale controllo al terreno, ma con colpi dalla violenza alla quale non ci aveva abituato.
Missione compiuta. Catarsi. Luci spente.

E adesso? Nuovo progetto titolato? Forse. O forse no. Ma Jose Aldo ha dimostrato che l'Olimpo è, in ogni caso, un posto che gli appartiene.

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