Chelsea, le fatiche di Sarri: astinenza da sigarette contro l'Arsenal

"Abbiamo giocato bene per 75 minuti, negli altri 15 sarebbe stato meglio fumare". Il rapporto complicato tra il manager dei Blues e il vizio del fumo.

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Un London Derby complicatissimo, dal doppio vantaggio del Chelsea al pareggio dell'Arsenal, prima del gol di Marcos Alonso. La prima di Maurizio Sarri allo Stamford Bridge è un concentrato di emozioni che sfocia nel suo proverbiale vizio del fumo, ovviamente soppresso per tutto l'arco del match.

L'astinenza del manager dei Blues si manifesta soprattutto a ridosso dell'intervallo. Il 2-0 di Pedro e Morata non scoraggia i Gunners, che nel giro di 5 minuti pareggiano con Mkhitaryan e Iwobi. Sarri si innervosisce: quale sarebbe il metodo migliore per attenuare lo stress? Ovviamente una sigaretta, ma l'ex tecnico del Napoli resiste e, a fine partita, spiega quanto sia stato difficile trattenersi:

Abbiamo giocato molto bene e sono stato soddisfatto per 75 minuti. Negli altri 15, senza ombra di dubbio, sarebbe stato meglio fumare

Nel bel mezzo della partita, infatti, le telecamere sorprendono Sarri mentre guida i suoi giocatori a suon di urla ed indicazioni. Nulla di strano, ad eccezione di un pacchetto di sigarette stretto nella mano sinistra. È l'immagine che riassume al meglio lo sforzo dell'allenatore, sia per la squadra che per se stesso.

Sarri-fumo, le reazioni in Inghilterra

Tuttavia, il comportamento di Sarri ha fatto emergere anche diverse polemiche da parte dei tifosi. La fazione di chi contesta il tecnico è piuttosto ampia: dal mancato rispetto delle regole della Premier League alla cattiva pubblicità a livello mondiale, passando per la disparità di trattamento tra il manager e gli spettatori. Dall'altra parte, poi, il gruppo più permissivo: Sarri può fumare quanto e quando gli pare, l'importante è che il Chelsea tragga benefici dal suo operato sul campo.

La stampa inglese, invece, ci va cauta e concentra la sua attenzione sulla buona volontà dell'allenatore, che si è ripromesso di diminuire la frequenza del suo vizio. Trattandosi solo delle prime due giornate di Premier League, serve ancora del tempo per abituarsi alla new entry del calcio britannico.

Sigarette, chi prima di Sarri?

Sarri non è certamente il primo fumatore su una panchina, né tantomeno sarà l'ultimo. I regolamenti del comportamento in panchina sono cambiati, ma rimangono le storiche immagini di Marcello Lippi e Zdenek Zeman alle prese con i rispettivi pacchetti di sigarette e talvolta sigari. Con loro, anche altre personalità del calcio internazionale: da Johann Cruijff a Cesar Luis Menotti, passando per Fernando Santos e Joachim Löw. Perfino l'Inghilterra ha dovuto fare i conti con i manager fumatori, accogliendo Walter Mazzarri e Carlo Ancelotti dall'Italia ma anche due figure chiave come Arsène Wenger e Brian Clough.

Chelsea a punteggio pieno

Astinenza o meno, il dato delle prime due partite parla chiaro. Il Chelsea è a punteggio pieno con Manchester City, Tottenham, Watford e Bournemouth, aspettando il Monday Night tra Liverpool e Crystal Palace. La vittoria con l'Arsenal dà seguito a quella di Huddersfield, piazzando i Blues nel gruppone in testa alla classifica.

La ricetta per smaltire lo stress è già pronta, anche perché Sarri è costretto a rimandare la sigaretta al termine della partita:

Fumerò soltanto di sera, mai durante il clima partita. Potrei anche smettere per uno o due anni, poi ricomincerò.

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