Inter, parla Thohir: "Ecco perché ho ceduto, ma resto presidente"

L'indonesiano, ancora proprietario del 31% delle azioni della società, spiega i motivi che l'hanno portato a lasciare a Suning: "Mi dovevo proteggere in qualche modo".

Erik Thohir, l'ex presidente dell'Inter Getty Image

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Dopo l'ultima campagna acquisti, nonostante il sogno Modric non realizzato, difficilmente i tifosi dell'Inter lo staranno rimpiangendo. La squadra nerazzurra, almeno sulla carta, è tornata ad essere realmente competitiva, in grado addirittura di non farsi spaventare troppo dalla Juventus dei record e di Cristiano Ronaldo. Erik Thohir, però, è tornato comunque a parlare del suo periodo da patron effettivo del club, prima della cessione a Suning.

Lo ha fatto nel corso di un'intervista rilasciata all'inviato dell'agenzia Lapresse, a cui ha spiegato di essere pronto per seguire l'esordio dell'Inter in Serie A contro il Sassuolo:

Mi aspetta una notte in bianco, c'è il debutto della mia Inter contro il Sassuolo... Ma perché la Serie A non adotta gli stessi orari della Premier? Noi asiatici siamo penalizzati, si va letto alle 3 e mezza di mattina.

Orari difficili a parte, Erik Thohir sarà sicuramente davanti alla televisione. Da tifoso e non solo, come sottolinea:

Sono ancora presidente della società e ho il 31% delle azioni. Soprattutto resto un tifoso appassionato. Basta vedere il mio ufficio: è pieno di magliette dell'Inter a cominciare da quella di Bergomi e di Zanetti.

Inter, Thohir, ha rilevato il club da MorattiGetty Image
Thohir, ha rilevato l'Inter da Moratti

Inter, la verità di Erik Thohir

L'imprenditore indonesiano, poi, è andato avanti e ha voluto spiegare i motivi che l'hanno portato prima ad acquistare l'Inter e poi, successivamente, a cederla al gruppo Suning:

Il business è business. Ed io quando ho comprato la società da Moratti non ho mai illuso nessuno, non ho mai promesso lo scudetto subito. A un certo punto mi sono dovuto proteggere.

Thohir infatti racconta di essersi posto degli obiettivi una volta arrivato alla guida del club nerazzurro: creare delle infrastrutture all'altezza, riorganizzare il management, costruire una squadra di alto livello, possibilità di acquistare top player rispettando il FFP, conquistare subito un posto in Europa League e tornare in Champions League nel giro di 5 anni. Buoni propositi che però non si sono realizzati proprio così come pianificati:

Lo stadio non è stato possibile costruirlo, avrebbe generato business, sarebbe aumentato il giro di affari, il fatturato che consente di rimanere al passo con i grandi club di Europa. Prenda come esempio la Juventus, che si è potuta permettere Cristiano Ronaldo. Comunque, mi sembra che anche Suning abbia lo voglia costruire.

Thohir con Suning, si sono passati il testimone alla guida dell'InterGetty Image
Inter, Thohir con Suning

La cessione a Suning e le accuse

Già, Suning, colui che ha preso il suo posto. Anche se formalmente Thohir mantiene i suoi ruoli di azionista di minoranza e, soprattutto, di presidente dell'Inter:

Ho venduto Perché c'è stato chi si è offerto per diventare partner di maggioranza, con grandi obiettivi. Ho pensato: va bene. Ripeto: io mi sono solo protetto. Ho mantenuto la carica, il posto allo stadio, il 31% delle azioni, mi scrivo con i miei amici italiani e interisti. Ora tocca a Suning.

Quando gli viene fatto notare che i tifosi lo hanno accusato di non aver dedicato il giusto tempo alla società, infine, l'indonesiano respinge al mittente le insinuazioni:

Non ho mai promesso che avrei passato settimane, mesi a Milano. Sono un uomo di affari e i miei interessi sono qui, in Indonesia. A Milano sono andato alcune volte, come a Londra. Avevo creato un management di assoluta affidabilità proprio per questo, per non dover essere tutti i giorni in Italia. Persone di cui mi fidavo ciecamente.

E che gli interisti, probabilmente, adesso non stanno rimpiangendo.

Inter, Thohir con l'ex allenatore Frank de BoerGetty Image
Thohir con l'ex allenatore dell'Inter Frank de Boer

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