Elia Viviani vince per la seconda volta la Classica di Amburgo

Il ciclista veronese, campione italiano in carica, vince per il secondo consecutivo la Classica di Amburgo, battendo di nuovo il francese Demare.

Elia Viviani vince ancora ad Amburgo battendo il francese Demare Getty Images

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Elia Viviani continua a vincere nel suo anno magico, vincendo la Classica di Amburgo, per la seconda volta consecutiva, dopo che lo scorso anno aveva battuto il francese Demare e l’olandese Groenewegen.

In questo splendido 2018 Viviani ha già vinto il Dubai Tour, il Campionato italiano, quattro tappe del Giro d’Italia, l’argento europeo nell’Omnium e l’oro nell’inseguimento a squadra su pista e oggi è riuscito a bissare la vittoria dello scorso anno sul tracciato della classica di Amburgo, confermandosi il miglior velocista in circolazione.

In terra tedesca ha battuto non solo il suo principale avversario nelle volate di gruppo, il francese Demare, già superato ad Amburgo proprio nel 2017, ma anche lo slovacco Sagan, il campione del mondo, che lo aveva battuto ad inizio stagione alla Gent-Wevelgem.

Elia Viviani batte per il secondo anno consecutivo Arnaud Demare e vince la Classica di Amburgo 2018

La squadra di Viviani, la Quick-Step ha ben controllato la corsa, chiudendo ai -5km dall’arrivo su una fuga molto pericolosa partita sul Waseberg, grazie alla quale si erano avvantaggiati Colbrelli e soprattutto Kristoff.

Una volta ripresa la fuga, Bora per Sagan, Quick-Step per Viviani e Groupama-FDJ per Demare hanno tenuto altissima l’andatura e portato i propri uomini alla volata finale, nonostante una caduta ad un chilometro dall’arrivo.

Seguendo la scia del francese, Viviani, con la sua maglia di campione italiano, ha dominato la volata, vincendo con luce sul secondo classificato e prendendosi la Classica di Amburgo per il secondo anno consecutivo. Questa stagione sta diventando meravigliosa per il veronese, che non ha un Mondiale a cui può puntare per le troppe salite presenti sul percorso, ma ancora altre opportunità in calendario per dettare la sua legge.

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